Embark Studios rafforza la lotta ai bari in ARC Raiders con sistemi di rilevamento basati sull'intelligenza artificiale e sanzioni più severe. Per chi viene sorpreso a usare cheat, il ban permanente diventa la punizione standard già alla prima violazione: lo studio elimina gli avvertimenti e le seconde possibilità.
Sul fronte tecnologico, lo sviluppatore impiega già la protezione di Denuvo, che opera a livello kernel, e il servizio di rilevamento di Anybrain, basato sull'IA. A questi strumenti esterni si affianca una serie crescente di modelli realizzati internamente, costruiti attraverso l'apprendimento automatico e l'impiego di altri dati.
Nel messaggio firmato Aleks, Embark spiega che i diversi sistemi lavorano insieme per riconoscere i comportamenti sospetti e raccogliere elementi sufficientemente solidi prima di intervenire. Il lavoro sui modelli prosegue anche per migliorare il rilevamento quando emergono nuovi cheat, adattando gli strumenti alle tecniche utilizzate da chi cerca di aggirare i controlli.
La stretta riguarda anche la licenza del gioco, che viene associata agli account sanzionati per cheating. Creare un nuovo profilo e riutilizzare la stessa copia non permette quindi di rientrare: gli altri account collegati a una licenza colpita dal provvedimento ricevono a loro volta l'esclusione definitiva, chiudendo questa strada ai trasgressori.
Lo studio sta inoltre sviluppando un sistema di ban hardware, con l'obiettivo di introdurlo entro la fine dell'anno. La misura punta a ridurre i casi di recidiva attraverso un blocco legato all'hardware utilizzato, aggiungendo un ulteriore livello di intervento rispetto alle sanzioni già applicate agli account e alle copie del titolo.
La lotta ai bari risponde anche alle proteste della community. Aleks riconosce la frustrazione dei giocatori, soprattutto quando vedono streamer vantarsi apertamente dei propri cheat. Embark dichiara di prestare attenzione ai giocatori corretti, per evitare che le operazioni di contrasto colpiscano persone che non hanno commesso violazioni.
Aleks descrive il confronto con chi sviluppa e utilizza cheat come un inseguimento continuo, sostenendo che il fenomeno non scomparirà completamente. Lo studio attribuisce alle sanzioni severe anche una funzione deterrente: rendere il cheating quanto più difficile possibile e scoraggiare i giocatori dal ricorrervi fin dall'inizio.