Il cloud gaming è un settore ancora alla ricerca di un modello di business sostenibile, e la recente mossa di Amazon ne è la conferma più lampante.
La piattaforma Amazon Luna, lanciata nel 2020 per competere con Google Stadia, Xbox Cloud Gaming e PlayStation Now, sta per attraversare una trasformazione profonda che cambierà radicalmente il modo in cui i giocatori accedono ai suoi contenuti.
A partire dal 10 giugno 2026, l'accesso alla libreria di giochi sarà riservato esclusivamente agli abbonati con piano standard o premium, eliminando tutta una serie di opzioni di acquisto e accesso che fino ad oggi caratterizzavano la piattaforma.
Amazon ha comunicato ufficialmente di voler abbandonare i modelli basati su store di terze parti, acquisti singoli e abbonamenti esterni, orientandosi verso «approcci che riteniamo funzionino meglio per i nostri clienti nel lungo periodo».
In termini pratici, questo significa la chiusura degli store integrati di EA, Ubisoft e GOG all'interno di Luna, oltre alla cessazione degli abbonamenti a Ubisoft+ e Jackbox Games gestiti tramite la piattaforma.
Particolarmente significativa è la rimozione della funzione Bring Your Own Library, che consentiva agli utenti di portare su Luna i giochi acquistati su altre piattaforme e di giocarli in streaming.
Una feature che aveva rappresentato uno dei punti di forza distintivi del servizio Amazon rispetto alla concorrenza, soprattutto per chi aveva già una libreria consolidata su store come GOG.
Sul fronte dei salvataggi, Amazon garantisce una finestra di 90 giorni dopo il 10 giugno per scaricare i propri file di gioco, ma con una precisazione importante: la compatibilità di questi salvataggi con altri servizi di gaming non è garantita.
Per chi ha investito ore di grind su titoli EA o Ubisoft tramite Luna, questo rappresenta un rischio concreto di perdita dei progressi in caso di migrazione verso altre piattaforme.
Dal punto di vista economico, la strategia di Amazon punta a semplificare l'offerta concentrandosi sul proprio ecosistema. Il piano standard di Luna è attualmente incluso con Amazon Prime, rendendo il servizio accessibile a milioni di abbonati senza costi aggiuntivi, mentre esiste un piano premium per chi desidera una selezione di titoli più ampia.
È una logica che ricorda il consolidamento operato da Microsoft con il Game Pass, dove la centralizzazione dell'offerta ha permesso una crescita più controllata del servizio.
Il segnale che emerge è chiaro: il cloud gaming sta maturando verso modelli di abbonamento chiusi e verticalmente integrati, abbandonando la flessibilità degli store aperti che aveva caratterizzato la prima fase sperimentale del settore.