Hearthstone: La Discesa dei Draghi, le prime partite – Provato

Le carte migliori in questi primi giorni di match

Anteprima
A cura di DottorKillex - 18 Dicembre 2019 - 10:58

L’ottimo 2019 di Hearthstone si chiude con La Discesa dei Draghi, espansione a tema draconico disponibile da qualche giorno: abbiamo aperto centinaia di bustine per voi e abbiamo selezionato quelle che sembrano essere le migliori carte classe per classe. Se non vedevate l’ora di dare una rinfrescata ai vostri mazzi, continuate pure la lettura!

La stirpe dei draghi

Seguendo le sgangherate vicende narrate nelle due precedenti espansioni, ne La Discesa dei Draghi gli arcicattivi arrivano finalmente al dunque, evocando Galakrond, terribile drago e progenitore dell’intera stirpe: con una dinamica non dissimile da quella già sperimentata ai tempi di C’thun, sarà allora possibile evocare Galakrond ripetutamente durante i match, ottenendo effetti potenzianti anche notevoli.

Come se non bastasse, questa espansione vede il debutto delle missioni secondarie, affini per funzionamento a quelle già viste in passato ma assai più semplici da portare a termine, sebbene con risultati meno impattanti sull’economia di gioco.

Insomma, le novità non mancano, anche se, più che aggiungere schermi inediti, il team di sviluppo ha pensato bene di rielaborare quelli già visti in passato e che avevano ottenuto maggior successo tra il pubblico, con il risultato che le prime partite giocate fin qui ci hanno lasciato un piacevole sapore in bocca.
Sembrano comunque esserci problemi di bilanciamento tra le classi, con alcune decisamente sovra-potenziate rispetto ad altre (Sciamano su tutte, ma anche Sacerdote e Guerriero, a nostro avviso): la scelta di limitare la presenza di un nuovo eroe potenziabile a sole cinque classi (le tre già citate più Ladro e Stregone), sensata a livello narrativo, lascia però interdetti proprio in quanto a bilanciamento e quantità di nuovi archetipi disponibili classe per classe.

Hearthstone: La Discesa dei Draghi, le prime partite – Provato

In ogni caso, la rassegna delle carte che più ci hanno colpito in questi primi giorni non poteva che partire da Ysera l’Inarrestabile, nuova leggendaria del druido che, oltre ad un rispettabilissimo corpo 4/12, mette sette portali nel mazzo del giocatore, evocando un drago causale ogni volta che uno di questi viene pescato.

Veranus, invece, è il drago leggendario del cacciatore, il cui grido di battaglia abbassa a uno la salute di tutti i servitori nemici sul campo: niente male per ripulire la board con soli sei mana, peraltro mantenendo dalla propria parte un 7/6.

Differentemente da altre espansioni anche recenti, La Discesa dei Draghi concentra le sue carte migliori nelle Leggendarie e nelle epiche, lasciando un ruolo più marginale alle rare e alle comuni: c’era da aspettarsi che, con un nome del genere, le creature grandi e grosse sarebbero state le vere star dell’espansione, e così è stato.

Hearthstone: La Discesa dei Draghi, le prime partite – ProvatoRare e leggendarie di gran classe

Proseguendo la nostra veloce rassegna, ci soffermiamo sul Mago – che beneficia di una leggendaria niente male come Chenvaala (tre mana, 2/5, evoca un drago 5/5 dopo aver lanciato tre magie in un solo turno) e una carta epica che crediamo troverà parecchio spazio come Palla di fuoco rotolante (8 danni ad un servitore che si propagano anche a sinistra o destra per soli cinque mana).

Bene anche il Paladino, che riceve la migliore missione secondaria, a nostro avviso: si tratta di Riparo, che al costo di soli due mana evoca un servitore 3/6 con provocazione qualora non si subiscano danni per un turno.

Murozond l’Infinito è invece il drago leggendario in dote al Sacerdote, un 8/8 che, al costo di otto mana, rigioca tutte le carte giocate dall’avversario nel turno precedente alla sua evocazione: richiamato al momento giusto, questo servitore può mandare a monte le strategie più raffinate e ribaltare completamente le sorti di un match come pochi altri.

Hearthstone: La Discesa dei Draghi, le prime partite – Provato

Al Ladro, invece, sembra essere toccata la carta Rara migliore del lotto: Tesoro del Drago, che oltre a essere un’eccellente base per le combo, visto il costo di solo un mana, consente di rinvenire un servitore leggendario di un’altra classe, aprendo nuovi scenari ai giocatori particolarmente fortunati.

Ammettiamo di averne abusato durante le partite di prova, e non sempre ci è andata bene come speravamo, ma il rapporto tra mana speso e valore ricevuto rimane comunque altissimo, anche quando i tre servitori rivenuti non sono dei più potenti.

Lo Sciamano, come detto, gode di ulteriori miglioramenti, e, al momento di redigere questo pezzo, rappresenta largamente la classe più giocata nel meta a tutti i livelli: non c’è da stupirsene, considerando la forza della classe già prima della pubblicazione di questa espansione e l’aggiunta di carte come Branco del Drago (cinque mana, stesso effetto di Lupi Spirituali ma con le creature evocate potenziate di +3/+3 in caso di doppia invocazione di Galakrond).

Guerriero, stregone e generiche

Meritano una menzione anche le due nuove leggendarie dello Stregone, l’una da sette e l’altra da otto mana: la prima, Valdris Rabbiavile, è un servitore 4/4 che aumenta a dodici il numero massimo di carte nella mano del giocatore e gliene fa pescare ben quattro, mentre la seconda, Zzeraku il Distorto, è un drago 4/12 che evoca draghi 6/6 ogni volta che il giocatore subisce danni.
Davvero niente male.

Il Guerriero si segnala per un’epica legata all’invocazione di Galakrond: Erede della Rovina è un 3/2 con assalto che, al costo di tre mana, genera due sue copie qualora Galakrond fosse stato invocato due volte al momento della sua evocazione.
Un modo rapido e semplice per prendere il controllo della board con un esborso minimo di mana.

Hearthstone: La Discesa dei Draghi, le prime partite – Provato

Fritz Posafiamma è una delle migliori leggendarie generiche: al costo di soli quattro mana evoca un 5/4 che , come grido di battaglia, abbassa di due mana il costo di tutti i draghi nel mazzo del giocatore; una carta praticamente irrinunciabile in qualsiasi mazzo a tema draconico che voglia chiamarsi tale.

La Predatrice di Tesori consente pericolosi loop con le armi (4 mana, 4/2 che equipaggia un’arma precedentemente distrutta come grido di battaglia) e la Corruttrice Senzavolto risulta già una delle rare più popolari, visto che con cinque mana non solo evoca un 5/4 con assalto, ma trasforma anche un’altra creatura in una sua copia.

Ce n’è per tutti i gusti, insomma, e le combinazioni tra carte sembrano essere molte e particolarmente fruttuose: speriamo che il metagame digerisca presto le novità e le utilizzi per migliorare la qualità delle partite.

+ Vecchie meccaniche rielaborate con intelligenza
+ Missioni secondarie varie e facili da portare a termine
+ Creature grosse uguale grosso divertimento
- Niente da segnalare

Siamo rimasti ben impressionati dalle prime ore in compagnia de La Discesa dei Draghi, proprio com’era successo con le due precedenti espansioni dell’Anno del Drago: l’impressione è che Blizzard abbia ripreso per i capelli il suo card game, alla deriva dopo un 2018 deludente, e stia ritrovando il vigore dei primi anni, quando davvero non sbagliava un colpo.

Ora, come di consueto, attenderemo almeno un paio di settimane affinché il meta prenda forma, e poi ci rivedremo su queste pagine per un giudizio finale sull’espansione. Buon anno e buone feste a tutti i giocatori di Hearthstone!




TAG: hearthstone, La Discesa dei Draghi

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