Granblue Fantasy Versus è il picchiaduro più accessibile (ma non semplice) degli Arc System – Recensione

Pregi e difetti della nuova fatica firmata Arc System

Recensione
A cura di Valentino Cinefra - 27 Marzo 2020 - 10:31

Dopo essere già uscito in patria nipponica ed in terra statunitense, finalmente anche l’Europa può godere di Granblue Fantasy Versus. Se bazzicate anche per i territori del gaming mobile potreste essere spaesati e confusi, perché Granblue Fantasy è un franchise legato ad un videogioco gacha molto famoso in Giappone, un po’ meno nel resto del mondo.

Un JRPG in cui, di solito, si buttano vagonate e vagonate di soldi per riuscire a costruire il miglior team possibile da un roster di personaggi gigantesco. Granblue Fantasy, infatti, ha un immaginario di tutto rispetto, che verrà impreziosito anche da un anime dedicato e, ora da un picchiaduro realizzato dal più talentuoso team nipponico sulla piazza: Arc System Works.

Dopo il successo universale, nonché la diffusione, garantita da Dragon Ball FighterZ che ha reso il team noto anche ai giocatori più occasionali di picchiaduro e non, lo studio continua ad offrire nuove riletture della sua maniera di intendere i videogiochi di menare. Questo perché nonostante ArcSys sia ovviamente famosa per dei combat system molto tecnici e stratificati, Granblue Fantasy Versus è potenzialmente il picchiaduro più accessibile di sempre, perfetto per i neofiti e con una curva di apprendimento morbida come non mai.

granblue fantasy versus recensione

I fondamentali alla portata di tutti

Se con Dragon Ball FighterZ già ArcSys aveva semplificato in parte l’esecuzione delle mosse, creando però una variabile indefinita di possibilità per quanto riguarda assist, crossup, mixup, nonché la composizione del team e l’interazione tra personaggi, con Granblue Fantasy Versus viene fatto un passo ulteriore per semplificare l’approccio al mondo dei picchiaduro.

Intanto c’è un tutorial molto approfondito, con tanto di sezioni per l’apprendimento delle combo specifiche per ogni personaggio, ma soprattutto i matchup contro ogni altro personaggio. Ci sono sfide per ogni personaggio che insegnano al giocatore come contrastarlo, come reagire ad una combo, punire un attacco, e difendersi dal mixup tipico. Una cosa che non si era mai vista in un titolo di questo genere, e che rappresenta un esperimento ottimo per avvicinare anche i neofiti totali al mondo dei picchiaduro.

Anche perché le liste di mosse dei personaggi sono estremamente limitate ma, come vedremo, non significa assolutamente che Granblue Fantasy Versus sia un titolo superficiale.

Granblue Fantasy Versus è il picchiaduro più accessibile (ma non semplice) degli Arc System – Recensione

Il combat system è simile a quello di FighterZ, con tre attacchi di potenza crescente e l’attacco speciale diverso per ogni personaggio. Poi c’è un tasto per la parata che blocca qualsiasi attacco da qualsiasi direzioni, con la possibilità di fare una parata perfetta e limitare enormemente i danni subiti che, altrimenti, si prendono anche in parata. Tra le opzioni difensive c’è anche la possibilità di schivare sul posto in stile Smash, come di fare una capriola in avanti o indietro, fondamentale per fermare i proiettili e gli attacchi a distanza.

Poi, ogni personaggio ha a disposizione quattro mosse speciali che si possono attivare in due modi: una direzione ed un pulsante di attacco (che a seconda della potenza genera una versione leggermente diversa della mossa in stile EX di Street Fighter), oppure un input più complicato tra mezzelune, quarti di giro, cariche e rotazioni dell’analogico. Nel primo caso la mossa ha un cooldown da sopportare prima di essere utilizzata, mentre nel secondo caso si può usare a piacimento. Non c’è nessuna differenza pratica nelle due esecuzioni, le mosse infliggono gli stessi danni, hanno gli stessi effetti ed aree, ma permettono solamente anche ai neofiti di poter subito esprimere il pieno potenziale del proprio lottatore.

Da qui in poi, ovviamente, c’è un mondo di cose da imparare. Perché Granblue Fantasy Versus è pur sempre un gioco ArcSys, si vede e si sente pad alla mano. È necessario imparare a gestire il gioco neutrale fin da subito, perché il sistema si basa moltissimo su questo, visto che non ci sono combo esageratamente lunghe da imparare. Le distanze, le finestre di tempo per entrare nelle stringhe avversarie, così come il tempismo per inanellare le mosse speciali e creare delle combo. L’accessibilità è totale, quasi inedita per un picchiaduro, ma c’è molto da fare per diventare bravi.

Granblue Fantasy Versus è il picchiaduro più accessibile (ma non semplice) degli Arc System – Recensione

Accessibile, bello, ma non perfetto

A semplificare l’apprendimento di Granblue Fantasy Versus ci si mette il roster di personaggi, esiguo ma fortemente caratterizzato. Allo stesso tempo è inutile girarci intorno: undici personaggi sono troppo pochi per un picchiaduro, al giorno d’oggi. Ne arriveranno altri con i DLC, ma tutti a pagamento. Certo, imparare il roster sarà facile così come trovare subito il proprio main, ma non possiamo non dirci un pochino amareggiati.

Va detto che le differenze tra un personaggio e l’altro sono enormi. Insieme ai classici all-rounder versatili come Gran e Katalina ci sono i lottatori e grappler come Vasera e Ladiva, ma anche personaggi più singolari come Metera che è dotata di arco, Ferry con la sua frusta e pozioni esplosive, o Lowain che evoca dei cloni. Ci si diverte in Granblue Fantasy Versus a sperimentare con i personaggi, ma sono molto pochi.

A questo proposito non possiamo non parlare del design del titolo. I personaggi di Granblue sono magnifici, solo raramente derivativi (dal franchise di Final Fantasy, in particolare) ma sempre originali ed accattivanti. Anche in questo caso ci ritroviamo di fronte a delle animazioni incredibili, un colpo d’occhio generale solo di una spanna inferiore a Dragon Ball FighterZ, che ha dalla sua colpi più spettacolari, ma che in termini di movimenti dei personaggi non ha niente a che invidiare a sayan e soci. Arc System Works si riconferma anche in questo caso completamente a suo agio con questo “3D ibrido”, e Granblue Fantasy Versus è esteticamente uno dei suoi lavori migliori.

Granblue Fantasy Versus è il picchiaduro più accessibile (ma non semplice) degli Arc System – Recensione

Cosa c’è che non va, poi, nel titolo? Principalmente due cose. La prima è il netcode, che anche in questo caso è delay based, un’architettura ormai superata che ArcSys continua a portarsi dietro e che, a volte, cede a qualche tentennamento poco piacevole online. A questo proposito sappiate che i server europei sono prevedibilmente molto vuoti, e si fa fatica a trovare una partita online, sebbene noi siamo stati in grado di giocarne un po’, l’attesa media è considerevolmente tediosa.

La seconda è la modalità RPG. Da un lato è molto interessante perché ArcSys ha inserito cutscene, personaggi non giocanti secondari ed inediti, un sistema di crescita di equipaggiamento e del personaggio, con tanto di armi da cambiare ed un classico sistema di debolezze e forze elementali delle armi. Dall’altro gli scontri sono spesso molto ripetitivi, semplici e noiosi, ad esclusione di qualche boss fight che vi costringerà ad impegnarvi leggermente di più. A conti fatti, sebbene l’idea sia pregevole, si tratta del classico “story mode da picchiaduro” che serve più che altro a prendere confidenza con i personaggi ed il sistema di gioco.

+ Combat system favoloso: accessibile e profondo
+ Esteticamente strepitoso
+ Personaggi estremamente caratterizzati
- Roster di personaggi troppo scarno
- Modalità storia poco incisiva
- Preparatevi a server vuoti

7.9

Granblue Fantasy Versus si è rivelato una bella sorpresa. Arc System Works è il primo sviluppatore di picchiaduro a creare un videogioco realmente accessibile, e comprensibile, dai neofiti, pur non snaturando la sua vena tecnica di grandi appassionati di combat system profondi. Imparare le regole è un piacere, ed il sistema dei cooldown è veramente brillante. Peccato per un roster sì diversificato e sempre originale, ma poco esteso e relegato troppo ai DLC, così come per una modalità RPG che è una buona idea solo a metà. Bellissimo da vedere, consigliato agli appassionati che vogliono qualcosa di fresco, ma soprattutto a chi ha sempre voluto avvicinarsi a questo genere videoludico, ed è stato sempre spaventato dalla complessità in termini di apprendimento.




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