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Gods Will Fall | Recensione – Nei regni maledetti dagli Dei

A Gods Will Fall le buone idee non mancano di certo, eppure qualcosa non è andata per il verso giusto. Ecco la nostra recensione.

Nell’era del fotorealismo e della ricerca esasperata della perfezione tecnica a ogni costo, può un titolo come Gods Will Fall rendersi seducente agli occhi dei giocatori? La risposta è ambivalente, poiché per coloro che nella scala delle priorità hanno solo lustrini e paillette, questo è un titolo che nemmeno verrà preso in considerazione (ed è un peccato); mentre per chi è alla ricerca di una profondità inaspettata, di una buona sfida e di un sistema di gioco intransigente, troverà pane per i propri denti.

Gods Will Fall

Piattaforma:
PC, PS4, STADIA, SWITCH, XONE, XSX
Genere:
dungeon-crawler, soulslike
Data di uscita:
29 Gennaio 2021
Sviluppatore:
Clever Beans
Distributore:
Koch Media

Certo, va detto che si tratta di un’opera minore, dallo spettro decisamente meno ampio rispetto agli altri grandi titoli dello stesso genere, ma ciò che ci abbiamo trovato dentro ci ha fatto capire a più riprese che con un budget di tipo completamente diverso, Gods Will Fall avrebbe potuto svettare tra le opere odierne con discreta facilità. Questo perché – come non ci stancheremo mai di ripeterlo – sono le buone idee a comandare, sempre e comunque. Anche quando l’occhio non viene soddisfatto a dovere.

Gods Will Fall, la storia

Gli amanti dei soulsike e dei dungeon crawler saranno contenti di sapere che Gods Will Fall possiede molti elementi affini ai due generi, tra cui anche il modo di narrare la propria storia in maniera sibillina, mettendo sul piatto pochi elementi su cui sarà il giocatore a dover costruire la propria idea. Tutto inizia con otto eroi che giungono sulle coste di una misteriosa isola, dove si annidano ben dieci divinità che governano i rispettivi regni, in cui bisognerà combattere fino alla morte e lottare contro creature dalle forme e dalle abilità inaspettate.

Uno dei dungeon che dovrete esplorare con gli otto eroi.

Il fine ultimo è quello di arrivare nelle parti più profonde di ogni reame e abbattere i gran signori, scoprendo quali oscuri segreti tengono nascosti nei loro antri occulti. Perché quelle divinità malevole sono lì e cosa le ha portate a essere così vendicative e pericolose? Quali legami esistono tra i guerrieri e quei luoghi di sventura dove la vita umana ha cessato di esistere?

Sono tutte domande che di primo acchito potrebbero non avere grande rilevanza, soprattutto perché Gods Will Fall spinge subito nella direzione dell’azione senza nessun preambolo; ma basterà poco per capire che certi dettagli non sono lì solo per motivi estetici, e che prima di affrontare un dungeon ci sono dei suggerimenti dai contorni anche narrativi su quale guerriero potrebbe essere più adatto alla zone che state per affrontare.

Gli elementi legati alla storia dipendono in larga misura da alcune pergamene che troverete all’interno degli scenari, con alcune delle quali che non saranno esattamente in bella vista, premiando così gli avventurieri che vorranno davvero esplorare da cima a fondo ogni recondito angolo allo scopo di ottenere quelle informazioni utili alla ricostruzione a posteriori della vicenda. Non aspettatevi chissà quale complessità narrativa, sia chiaro, ma l’idea di scandagliare a fondo tutto ciò che ha da offrire Gods Will Fall ci ha convinto, anche perché non è una banalizzazione e si tratta di una caratteristica che si sposa alla perfezione con ciò che vogliono proporre gli sviluppatori inglesi di Clever Beans.

Le boss fight alla fine delle aree possono impegnarvi più del previsto.

Il mondo di gioco

Di base, in Gods Will Fall sarete liberi di andare in lungo e in largo per tutta l’isola, scegliendo quale sarà l’ordine dei dungeon che vorrete affrontare, ma attenzione: non saprete mai se quello in cui state per entrare è effettivamente il più abbordabile, perché di fatto non esiste un vero e proprio ordine che segua una chiara curva della difficoltà. Va detto inoltre che ogni partita cambia di fatto diversi parametri rispetto a quella precedente, togliendo al giocatore le certezze che pensava di avere già in tasca.

Ciò dipende dal fatto che Gods Will Fall comprende quella che potremmo chiamare micro-proceduralità, la quale influenza solo alcuni elementi specifici che non alterano la solida base su cui gli sviluppatori hanno edificato la propria idea. Ecco dunque che i cambiamenti saranno davvero minimi e non altereranno il ricordo residuo che si ha di una specifica area, che potrà successivamente essere affrontata senza doversi piegare alle bizze di un algoritmo che cambia sin del tutto la fisionomia degli ambienti.

 

La loro modellazione e quella delle macro zone non ne risulta dunque stravolta, e in tal senso il giocatore potrà senz’altro imparare dai propri errori e ritentare con cognizione di causa, senza rimanere sotto il giogo della totale casualità che fa perdere troppi punti di riferimento. Ciò che effettivamente cambierà sarà l’aggressività di certi nemici, alcuni loro posizionamenti e delle micro aree di raccordo. Gods Will Fall ha dunque il grande pregio di non abusare della proceduralità, che al contrario viene usata con intelligenza e coi giusti equilibri, il che è qualcosa di estremamente raro in un settore in cui mancano spesso le vie di mezzo.

La struttura di Gods Will Fall è dunque piuttosto chiara, e se potersi muovere con gli otto eroi in contemporanea può sembrarvi un lusso, la realtà è ben diversa e vi costringerà ad avanzare con molta circospezione e adattarvi con grande rapidità a ogni situazione. All’imbocco di ogni dungeon sarete chiamati a sceglierne solo uno, e se fallirete la missione, la morte del giovane virgulto sarà permanente e dovrete passare al prossimo, ripartendo dall’inizio della zona mentre sperate di non fare di nuovo la stessa fine. Se non perirà e fallirà la missione, rimarrà intrappolato lì dentro assieme agli eroi caduti, che ritorneranno a disposizione dopo aver liberato il regno dal dio che avrete sconfitto. Inoltre, ogni eroe ha le proprie caratteristiche che cambiano in maniera sensibile l’approccio al combattimento, che è presentato come “Facile da apprendere ma difficile da padroneggiare”. E questo è vero solo in parte.

Fallire significa rimanere intrappolati nel regno o morire per sempre.

Gameplay

Tra l’eroe lento ma armato con martello pesante, e quello smilzo e agile che reca con sé una lancia, è chiaro che intercorrano parecchie differenze, ma esistono anche delle ottime vie di mezzo come gli eroi con doppie asce o chi è dotato di una versatile spada. Cambiano anche i loro moveset, le combo, le animazioni, la portata degli attacchi e la velocità con cui vengono eseguiti, a dimostrazione del fatto che esistono delle chiare caratteristiche che possono di fatto facilitare o rendere più difficoltoso l’avanzamento. Ciò dipende dalle aree a dai nemici che troverete al loro interno, poiché le loro caratteristiche potrebbero cozzare con le vostre e crearvi dunque più grattacapi del previsto.

Alle armi vanno aggiunti gli oggetti che troverete lungo le aree di gioco, tra cui uno lo scudo che può resistere solo a un certo numero di colpi  e tutta una serie di oggetti (quasi delle rarità e mai in sovrannumero) utili a sfruttare buff legati a rapidità, potenza e resistenza. All’interno di ogni dungeon avrete già in bella vista la salute del boss che vi attende alla fine della zona, suddivisa in piccoli segmenti ovali. Dal momento che ogni dio si nutre dei suoi accoliti, uccidendo i suoi servi riuscirete a diminuire quella barra fino ad arrivare allo scontro con un po’ di vantaggio extra. E anche qui Gods Will Fall fa un buon lavoro nel disporre certi avversari in dei punti meno battuti della mappa, ossia in sezioni accessorie. Volete avere qualche possibilità in più nelle boss fight? Allora andatevi a cercare i nemici e ripulite l’intera area. Vi assicuriamo che se doveste capitare in un livello fuori dalla vostra portata, sarà un’operazione strettamente necessaria.

Vi chiederete a questo punto il motivo per cui simili buone idee (e diverse altre che vi lasciamo il piacere di scoprire) non trovino riscontro nella valutazione finale. La domanda è legittima, e il motivo è molto semplice: Gods Will Fall cade vittima di non poche problematiche legate al comparto tecnico, che oltre a conferirgli un aspetto eccessivamente arretrato, influiscono anche sul sistema di gioco. L’impressione è che il titolo sarebbe dovuto rimanere ai box per molto più tempo, e che gli sviluppatori avrebbero dovuto abbandonare i limiti di Unity per spostare il progetto su un engine ben più performante. Ci son anche errori di inesperienza, che per il giocatore più scafato sono imperdonabili, soprattutto perché riuscirà in breve tempo a prendere le misure a gran parte delle movenze nemiche e sfruttare le debolezze a proprio favore. In tal senso, alcune dotazioni sono più sbilanciate di altre, ed è facile far breccia nelle difese avversarie in più di un modo, anche rimanendo a distanza.

Si consideri poi che oltre ai rari oggetti curativi, Gods Will Fall adotta un sistema di rigenerazione della vita legato alle performance di combattimento. L’aggressività paga sempre, e se manderete a segno diversi colpi consecutivi, il contatore della vostra vita in trasparenza aumenterà di conseguenza, e con un tasto potrete infine convertire il sangue in salute reale. Funziona esattamente come un sistema di combo che deve essere alimentato per non crollare giù, e se considerate che i ritmi di gioco vi consentono spesso di abusarne, ecco che viene subito fuori l’inghippo. Chiaro che non si tratta di una costante sempre a favore, perché il gioco è mediamente di buona difficoltà e dà il meglio di sé al massimo della sfida selezionabile. Tuttavia non possiamo fare altro che registrare alcuni momenti di disequilibri e calcoli non proprio perfetti.

Comparto tecnico

Le limitazioni e l’arretratezza di Gods Will Fall, come dicevamo, si riverberano anche nel gameplay. Un chiaro esempio sono le movenze che avrebbero senz’altro necessitato di più animazioni di raccordo. E badate bene, ciò non influisce solo a livello visivo, ma aiuta a calcolare con sin troppa facilità alcuni esiti, soprattutto per quanto riguarda i frame che intercorrono tra l’input e l’impatto di attacchi sferrati con armi lente e pesanti. La schivata, in caso di sottovalutazione del pericolo, può comunque salvarvi da morte certa, e il fatto che ci sia un sovrannumero di armi da raccogliere sul campo (da lanciare tranquillamente) fornisce un supporto per il damage dealing non trascurabile.

Abbiamo provato il gioco su due versioni: Switch e PC. Su console Nintendo va detto che la situazione è sensibilmente peggiore, al punto che si avverte palesemente una più grossolana gestione dei movimenti, dai semplici spostamenti fino a tutte le operazioni legate al combattimento, con risultati che possono in breve tempo portare a episodi di frustrazione. Su PC la musica cambia totalmente, e il gioco assume senza dubbio tutt’altra dimensione.

Va tuttavia ammesso che la modellazione poligonale dei personaggi, degli ambienti, dei nemici semplici e dei boss è davvero al di sotto degli standard, creando quell’effetto da pupazzo di pongo che non vorremmo più vedere nelle produzioni moderne. E attenzione, non ci riferiamo affatto alle scelte artistiche, che anzi sono apprezzabili: si tratta proprio di qualità dei modelli, che risultano essere piuttosto approssimativi, anonimi e decisamente generici. Lo sono anche alcune meccaniche che rappresentano il cuore pulsante dell’esperienza di gioco, che ne esce irrimediabilmente meno soddisfacente del previsto. E tutto questo, nonostante le buonissime proposte di gioco incluse in un progetto che avrebbe meritato tutt’altri livelli produttivi.

Versioni provate: PC e Switch

Vi consigliamo di giocare Gods Will Fall su PC e con un controller. Trovate una vasta gamma di varianti a questo link.

6,8

Gods Will Fall

Piattaforme: pc, ps4, stadia, switch, xone, xsx
Gods Will Fall ha il grande pregio di prendersi i propri rischi proponendo un sistema di gioco in grado di presentare meccaniche intransigenti e tutte molto, molto azzeccate. Gli amanti dei dungeon crawler e dei soulslike dovrebbero tenerlo in considerazione e dargli una chance, ma solo su PC e solo a patto che si chiuda un occhio su tutte le problematiche tecniche che affliggono la produzione. Si tratta di un progetto interessante e in grado anche di appassionare, ma dovrete prenderlo per ciò che è: un'opera grezza che avrebbe necessitato di un lavoro molto più attento e approfondito.

Pro

  • Permadeath, sistema di gioco intransigente e meccaniche variegate
  • Dalla storia ai bottini, premia davvero chi vuole davvero andare a fondo
  • Le differenze tra gli otto eroi e le loro dotazioni sono tangibili

Contro

  • La versione Switch è tecnicamente sin troppo grossolana
  • Alcuni squilibri nella gestione di meccaniche legate al combattimento
  • Grafica e modellazione di ambienti e personaggi sotto la media
6,8