Doom, l’inferno in terra (e oltre) sta per tornare

A hell of a shooter

Provato E3 2019
A cura di Matteo Bussani - 10 Giugno 2019 - 5:16

Doom è la quintessenza della violenza, del necessario sfogo di un uomo contro il fuoco demoniaco scatenato dall’inferno stesso. Galvanizzante come pochi altri titoli, sa essere adrenalinico oltre ogni immaginazione ed è frutto di una combinazione di shooting ultra ritmato, armi fuori di testa e tanta violenza. Dopo il reboot del 2016, la serie ha trovato la sua nuova via, con lo Slayer finalmente tornato a trucidare demoni nell’Hell on Earth e oltre. In quanto seguito diretto Doom Eternal prende il via dalla conclusione del primo reboot e ci porta ben oltre i confini della prima ambientazione, offrendo una verità mai vista prima. Questo non solo per le mappe, ma anche e soprattutto per la quantità di demoni che crivelleremo di colpi sul nostro cammino.
Ci si aspettava sicuramente un ritorno con un seguito, visto il successo del reboot, ma fino ad adesso avevamo assistito solamente ai trailer di annuncio e a una breve demo al Pax East che non abbiamo potuto provare. Per fortuna in questi giorni, in vista del gameplay trailer che mostreranno, o hanno mostrato, a seconda dell’ora di pubblicazione a E3 2019, abbiamo provato il titolo ID a Londra con una breve direttamente consequenziale a quella del PAX. Ecco dunque le nostre dirette impressioni.

Ci sono in particolare due aspetti che ci hanno colpito di questo nuovo Doom Eternal e di cui tratteremo in questa anteprima.

Sentinel

Il cerchio della vita

Il primo riguarda il nuovo sistema di looting della vita, delle munizioni e dell’armatura. A seconda del tipo di kill con cui sconfiggeremo i nemici (glory kill, fire kill o chainsaw kill) otterremo una di queste. Il gioco così ci dà una serie di regole certe per recuperare ciò che più ci manca. Ne deriva una dominante componente strategica, che fa da cappello alla mattanza. La frenesia con cui la testa cerca di inseguire i movimenti, le schivate, i proiettili dati e ricevuti, è dannatamente adrenalinica. E’ una struttura che, aggiunta sulla base del noto shooting old school, lo rende ancora più ansiogeno e spettacolare. Senza considerare il fatto che raggiungere un ottimo livello di abilità in questa attività, semplifica di molto l’azione e permette di recuperare in ogni momento la forma perfetta per proseguire nell’avventura.

È una dinamica che lascia sempre aperta la porta a un comeback in piena regola, a fucili spianati. Immaginatevi una sorta di puzzle, in cui ad ogni mossa giusta si incrementa il tasso di vantaggio sui nemici e in cui continuare a mantenere attiva la serie di colpi corretti è l’unica soluzione per stare lontani dalla morte. Morte che anch’essa è parte del processo d’apprendimento. “Morirete e tanto” ci hanno detto i ragazzi di Bethesda. A me personalmente non è mai capitato, ma il rischio di finire gambe all’aria è sempre stato concreto, soprattutto agli inizi cercando di padroneggiare questa meccanica, ma anche a fine livello contro il boss e l’ondata di fine boss che ci hanno aggredito.

Marauder

Un po’ di platforming non fa mai male

La seconda parte dell’attenzione va alla struttura delle mappe. C’è uno studio sempre più attento non solo alla verticalità delle stesse e ai passaggi dimensionali che ne collegano le parti, ma soprattutto sulla creazione di piattaforme che danno una spolverata platform al mix di gioco. Con l’aggiunta della scalata su alcune superfici porose, il doppio salto sempre più lungo siamo chiamati in più di una ripresa a saltare da una roccia all’altra per avanzare e raggiungere i luoghi più lontani e avanzare nel livello. Passando alle scelte di level design, ogni singola sezione è autonoma e offre delle scelte di level design davvero efficaci, ogni copertura è al posto giusto e ogni passaggio è importante per evadere le aggressioni nemiche.

GatewayArena

Chiudiamo con la questione armi. In Doom Eternal ci sono molti più mostri da sconfiggere, ma per compiere l’impresa servono altrettante nuove bocche da fuoco. Non mancheranno, ma piuttosto che rimpolpare solamente l’arsenale con nuovi e più incredibili strumenti di morte, è stata integrata una seconda modalità di fuoco completamente alternativa a quella originale dell’arma. La pistola è anche un lanciagranate, un fucile d’assalto può attivare la modalità di precisione, e così per ogni singola arma fino ad avere un totale davvero sorprendente.

Durante la conferenza E3 è stato poi annunciata una nuova modalità. Si chiama Battle Mode e consiste in un PvP asimmetrico con 2 demoni grossi e lenti da una parte che cercano di avere la meglio sul piccolo Doomguy dall’altra. La scopriremo nel dettaglio probabilmente più in là, ma di sicuro ci ha incuriosito non poco.

Chainsaw

A livello tecnico Doom si conferma una sicurezza. La base tecnica di questo capitolo segue la scia del precedente. Immagini pulite, sature e un framerate che scala verso l’alto (sull’ottima postazione PC messa a disposizione da Bethesda durante l’evento) definiscono un quadro ottimo per l’esperienza di uno scooter di questo modello. L’esperienza con le versioni console del precedente capitolo e con Switch stessa, ci suggerisce di auspicare una situazione simile anche su quelle piattaforme.

+ Frenesia allo stato puro
+ L'adrenalina vi farà impazzire
+ Strategia al cardiopalma

Finalmente siamo riusciti a mettere sotto i denti anche Doom Eternal, il seguito del reboot della serie ID del 2016. Le nuove idee legate alla definizioni dei meccanismi di recupero e l’attenzione al level-design delle mappe, che ora ambiscono a divertire con del sano platforming, Aggiungiamo una rispolverata alle armi con il fuoco secondario totalmente game-changing in molte situazioni. E non è strano trovarsi di fronte a un capitolo ancora più adrenalinico, ancora più ansiogeno, dove la testa non si ferma mai di seguire le mani che viaggiano sui controlli e dove anche la minima disattenzione può costare veramente cara. E’ il momento di tirare fuori le armi e che la mattanza abbia inizio.




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