L’acquisizione di Warner Bros. Discovery non potrà essere completata né integrata mentre resta aperto il confronto giudiziario negli Stati Uniti. Paramount Skydance ha accettato di attendere fino a cinque giorni dopo una decisione sul merito delle cause antitrust oppure fino al 1° giugno 2027, scegliendo tra le due scadenze quella che arriverà prima.
L’intesa depositata in tribunale modifica concretamente il calendario dell’operazione, sostituendo il precedente obiettivo di arrivare alla chiusura entro settembre 2026. Il rinvio riguarda l’acquisizione internazionale di Warner Bros. Discovery e, di conseguenza, asset come Warner Bros., HBO e HBO Max. Non comporta però la cancellazione dell’accordo sottoscritto dalle due società nel febbraio 2026.
Il valore complessivo dell’operazione viene indicato intorno ai 110 miliardi di dollari, includendo anche il debito. Il nuovo impegno assunto da Paramount rappresenta quindi un passaggio rilevante rispetto alle precedenti richieste di blocco, già al centro del confronto sull’acquisizione di Warner Bros. Discovery. La fusione rimane in piedi, ma il suo perfezionamento dipenderà ora dai tempi e dall’esito del procedimento giudiziario.
A promuovere l’azione antitrust è stata una coalizione composta da 12 procuratori generali statali. Le contestazioni sostengono che una concentrazione di queste dimensioni possa ridurre la concorrenza nell’industria cinematografica e televisiva. Anche la Writers Guild of America ha presentato una causa contro l’operazione, sostenendo che l’acquisizione potrebbe danneggiare gli autori e limitare ulteriormente la concorrenza nel settore.
Paramount Skydance ha definito l’accordo raggiunto sul calendario una vittoria procedurale, perché permetterebbe alle parti di arrivare direttamente a un processo basato sulle prove. Il rinvio, dunque, non equivale a una rinuncia all’acquisizione: stabilisce invece un periodo durante il quale Paramount non potrà completare l’operazione o procedere con l’integrazione degli asset coinvolti.
Il quadro statunitense resta articolato. Il Dipartimento di Giustizia aveva già concluso la propria indagine senza individuare un probabile danno alla concorrenza. Le iniziative avviate dai 12 procuratori generali statali e dalla Writers Guild of America seguono però un percorso distinto e continuano a incidere sulle tempistiche previste dalle società per portare a termine l’accordo.
In Europa, intanto, la Commissione europea ha già autorizzato l’acquisizione, confermando la rilevanza diretta dell’operazione anche per il mercato italiano. Il via libera europeo non consente tuttavia di superare il vincolo assunto negli Stati Uniti: Paramount dovrà attendere la decisione sul merito delle cause o il termine concordato prima di poter completare e integrare l’acquisizione di Warner Bros. Discovery.