Warner Bros. Discovery potrà passare sotto il controllo di Paramount Skydance Corporation senza affrontare una seconda fase d’indagine nel Regno Unito. Il 6 agosto 2026 la Competition and Markets Authority ha autorizzato ufficialmente l’acquisizione, concludendo che l’operazione non presenta una prospettiva realistica di ridurre in modo sostanziale la concorrenza nel mercato britannico.
L’esame della CMA ha interessato diversi settori in cui le due società sono attive: distribuzione cinematografica, produzione e concessione in licenza di contenuti audiovisivi, servizi streaming come Paramount+, HBO Max e Discovery+, oltre ai canali televisivi per bambini, tra cui Nickelodeon e Cartoon Network. L’autorità ha riconosciuto che il gruppo nato dalla fusione diventerebbe il maggiore distributore cinematografico del Regno Unito, ma ritiene che Universal, Disney, Sony e gli altri studi continueranno a esercitare una pressione concorrenziale sufficiente.
Anche il ministro britannico della Cultura ha rinunciato a intervenire sull’accordo. La decisione è arrivata dopo che Paramount ha presentato impegni giuridicamente vincolanti riguardanti la pluralità dei media, l’indipendenza editoriale e gli investimenti nel Regno Unito. La maggior parte di queste garanzie resterà valida per cinque anni, mentre gli obblighi relativi a Channel 5 proseguiranno fino al 31 dicembre 2034.
Paramount e Warner Bros. Discovery avevano firmato l’accordo definitivo il 27 febbraio 2026, attribuendo a Warner Bros. Discovery un enterprise value dichiarato di 110 miliardi di dollari. I consigli di amministrazione delle due società hanno approvato l’operazione all’unanimità, seguiti il 23 aprile dagli azionisti di Warner Bros. Discovery. Le dimensioni e le implicazioni concorrenziali dell’intesa erano già al centro delle contestazioni affrontate da Paramount, come approfondito in precedenza sulle accuse antitrust rivolte all’operazione.
Il via libera britannico segue quello della Commissione europea, arrivato il 22 luglio con specifici impegni sulla distribuzione cinematografica europea. L’acquisizione riunirebbe attività internazionali nel cinema, nella televisione e nello streaming, oltre alla divisione Warner Bros. Games. Il perimetro coinvolto comprende quindi sia la produzione dei contenuti sia numerosi canali attraverso cui vengono distribuiti al pubblico.
L’autorizzazione della CMA elimina un passaggio regolatorio rilevante, ma l’acquisizione non è ancora completata. Negli Stati Uniti la chiusura è stata rinviata mentre prosegue la causa antitrust promossa da dodici Stati, uno sviluppo già seguito nel quadro del rinvio dell’operazione. Il nullaosta britannico chiude dunque l’esame concorrenziale nel Regno Unito, mentre l’esito del procedimento statunitense resta la principale condizione aperta.