Le zampe posteriori del Cavallo di Troia sprofondate nella sabbia: è questa l'immagine che Christopher Nolan ha conservato per vent'anni e scelto infine come apertura di The Odyssey. Il regista ha raccontato che la composizione era già definita nella sua mente dai primi anni Duemila, molto prima che avesse la possibilità di realizzare un adattamento omerico nella scala desiderata.
L'idea risale al suo breve coinvolgimento in Troy, arrivato dopo la realizzazione di Insomnia. Nolan era stato incaricato di dirigere il progetto e aveva iniziato a studiare una rappresentazione credibile del cavallo, ma il film del 2004 passò poi a Wolfgang Petersen. Il lavoro preparatorio non arrivò sullo schermo, mentre quella specifica immagine rimase con il regista.
Nell'intervista concessa a Jacob Stolworthy per The Independent, Nolan ha spiegato di avere continuato a pensare al cavallo parzialmente affondato nella sabbia per circa vent'anni. Quando ha affrontato The Odyssey, ha quindi recuperato una soluzione visiva elaborata per un film che non aveva diretto, trasformandola nella prima immagine della nuova trasposizione.
L'uscita da Troy precedette una svolta precisa nella carriera di Nolan. Il suo progetto successivo fu Batman Begins, primo capitolo della trilogia del Cavaliere Oscuro da lui diretta. Il percorso costruito negli anni successivi gli ha consentito di tornare al materiale omerico con risorse e autonomia produttiva molto diverse da quelle disponibili all'inizio degli anni Duemila.
The Odyssey adatta il poema attribuito a Omero e affida a Matt Damon il ruolo di Ulisse. Il Cavallo di Troia appartiene agli eventi che precedono il viaggio dell'eroe e Nolan lo ha collocato all'inizio del film, facendo coincidere l'apertura della trasposizione con l'idea rimasta irrealizzata dai tempi di Troy.
A rendere possibile il progetto nella forma voluta dal regista è stato anche il successo internazionale di Oppenheimer. Nolan ha dichiarato che quel risultato gli ha garantito la libertà necessaria per affrontare The Odyssey su grande scala, in continuità con il controllo creativo mantenuto nei rapporti con gli studios. Il Cavallo di Troia rappresenta così un elemento concreto recuperato da un progetto abbandonato e inserito, due decenni dopo, nell'adattamento che Nolan ha potuto realizzare alle proprie condizioni.