Cinque nuovi modelli in arrivo, cinque storie automobilistiche da raccontare in mattoncini: la seconda ondata estiva della linea LEGO Speed Champions per il 2026 si annuncia come un catalogo di desideri per chiunque ami le auto, il cinema e il motorsport. I nuovi set LEGO saranno disponibili in due tranche: i primi tre a partire dal 1° giugno, gli ultimi due ad agosto, con prezzi che si attestano a 27,99 euro per i set a modello singolo e 54,99 euro per il doppio set a marchio Jaguar. Si tratta, è bene precisarlo, di informazioni ancora basate su leak e indiscrezioni di settore, non ancora confermate ufficialmente da LEGO.
A fare da apripista alla collezione estiva è uno dei set più attesi dai fan della saga cinematografica più redditizia della storia del cinema d'azione: la Toyota Supra MK IV nella livrea arancione fiammante con cui Brian O'Conner - interpretato dal compianto Paul Walker - sfidò Dominic Toretto nel primo capitolo di Fast & Furious, uscito nel 2001.
LEGO aveva già omaggiato quella pellicola con la Dodge Charger 1970 di Toretto nel 2020 in versione LEGO Technic e nel 2022 in versione LEGO Speed Champions, proprio come ha fatto per la Nissan Skyline GT-R del secondo film nel 2023 (LEGO Speed Champions) e nel 2025 (LEGO Technic), ma mancava proprio l'anello centrale della catena: la Supra, l'auto che più di ogni altra ha definito l'estetica del cinema automobilistico degli anni Duemila.
La coppia cinematografica Charger-Supra ha visto la luce nel tema LEOG Technic (la Charger nel 2020 e la Supra nel 2025), ma purtroppo non erano in scala tra loro.
L'arrivo del set 77260, composto da circa 292 pezzi, va finalmente a colmare quel vuoto.
La vettura reale che ispira il modello è un capitolo fondamentale della cultura JDM, acronimo di Japanese Domestic Market: la Supra di quarta generazione, prodotta tra il 1993 e il 2002, nasconde sotto il cofano il leggendario motore 2JZ-GTE, un sei cilindri in linea biturbo da tre litri. Sulla carta eroga 276 CV, una cifra volutamente contenuta dall'accordo informale tra i costruttori giapponesi dell'epoca, ma in realtà il propulsore è capace di raggiungere i 600 CV e oltre con modifiche relativamente accessibili. È questa versatilità estrema che ha reso il 2JZ uno dei motori più amati dai preparatori di tutto il mondo, e la Supra MK4 uno dei modelli più ricercati sul mercato dell'usato. Una delle vetture originali usate durante le riprese del film è stata battuta all'asta nel 2015 per 185.000 dollari, a conferma di un'aura leggendaria che va ben oltre la passione cinefila.
Se la Supra appartiene alla mitologia del grande schermo, il secondo set della tranche di giugno guarda invece alle piste di tutto il mondo. Il set 77261 riproduce la Ferrari 499P nella livrea con cui il Cavallino Rampante ha dominato le ultime edizioni della 24 Ore di Le Mans, la gara di endurance più celebre e impegnativa del pianeta. Parliamo di 329 pezzi che cercano di restituire le linee affilate di una macchina da corsa straordinaria, equipaggiata con un motore V6 biturbo ibrido da circa 670 CV totali, costruita su telaio in fibra di carbonio e dotata di sospensioni pushrod e aerodinamica attiva.
Il palmarès della 499P è già da manuale: vittoria al debutto assoluto nel 2023, confermata nel 2024 e completata nel 2025 con una tripletta storica - la prima vittoria risale peraltro alla 24 Ore del 1965, quindi si parlava di quasi sessant'anni di attesa. L'edizione 2025 è stata vinta dall'equipaggio composto da Robert Kubica, Philip Hanson e Yifei Ye sulla vettura numero 83. A completare un'annata trionfale, Ferrari ha conquistato anche il Titolo Costruttori del FIA World Endurance Championship, il primo nella storia moderna della serie. Un'impresa che il team stesso ha paragonato, per carica emotiva, alle stesse vittorie a Le Mans.
Anche la Ferrari 499P aveva già fatto la propria comparsa nel mondo dei mattoncini: è stata lanciata nel 205 in versione polybag-micoroscala.
Il terzo set della tornata di giugno è probabilmente il più visivamente spettacolare: il 77262 raffigura la Ford Mustang Hoonicorn RTR, la creatura meccanica costruita da Ken Block e dal pilota Vaughn Gittin Jr. a partire da una Mustang del 1965 acquistata come rottame. Quello che ne è uscito è qualcosa di difficile da catalogare: un telaio tubolare con trazione integrale - insolita per una muscle car americana - spinto da un V8 Roush Yates da 6,7 litri aspirato capace di 845 CV nella prima versione, poi portato a quasi 1.400 CV nella versione V2 grazie a un doppio turbocompressore alimentato a metanolo. Circa 345 pezzi per un modello che promette di essere iconico quanto l'auto che rappresenta.
La Hoonicorn era il cuore pulsante della serie Gymkhana, i video virali con cui Ken Block ha letteralmente reinventato il concetto di contenuto automobilistico online.
Iniziata nel 2008 in un parcheggio di San Francisco, la saga Gymkhana ha trasformato la guida acrobatica - derapate, piroette, pneumatici fumanti - in una forma d'arte riconosciuta a livello globale.
Gli ultimi due capitoli della sua carriera creativa, i video della serie Electrikhana girati con l'Audi S1 Hoonitron tra le strade di Las Vegas e Città del Messico, sono diventati il suo testamento artistico: il 2 gennaio 2023, a 55 anni, Ken Block è morto in un incidente con una motoslitta nei pressi di Park City, nello Utah.
Realizzata appositamente da un team di ingegneri e tecnici Audi, ispirata esteticamente alla Audi Sport Quattro S1 degli anni ’80 (la stessa auto con cui Walter Röhrl dominava il rally), ma completamente riprogettata con un powertrain elettrico ad altissime prestazioni.
Non a caso, la stessa Audi S1 e-tron quattro – base tecnica del Hoonitron – era stata celebrata da LEGO con il set Speed Champions 76921, uno dei modelli più apprezzati dagli appassionati.
Il mondo del motorsport e dei social media si è fermato, commosso, davanti alla scomparsa di un pilota che era anche un imprenditore, un creativo, un rivoluzionario.
Ad agosto arriva invece la celebrazione di un anniversario che ogni appassionato di auto sportive conosce bene.
Il set 77263 è dedicato alla BMW M3 E30, che nel 2026 compie quarant'anni esatti dalla sua presentazione al pubblico. Con 358 pezzi — il numero più alto dell'intera ondata estiva — si preannuncia come il set più ricco di dettagli e più premium nell'esecuzione. La M3 E30 nacque nel 1986 con uno scopo preciso: vincere il Campionato del Mondo Turismo e il DTM tedesco. Per rispettare i requisiti di omologazione, BMW dovette produrre almeno 5.000 esemplari stradali, e il risultato fu un'auto destinata a diventare oggetto di culto.
Al cuore dell'E30 batteva il motore S14, un quattro cilindri da 2,3 litri con architettura derivata dai propulsori di Formula 1, capace di 200 CV e di portare l'auto da 0 a 100 km/h in meno di sette secondi. Numeri che sulla carta possono sembrare modesti, ma chi ha avuto la fortuna di guidare una M3 E30 sa che le specifiche tecniche non raccontano tutto: la comunicatività dello sterzo, la precisione del telaio e il carattere complessivo dell'auto erano a un livello che molte supercar dell'epoca non raggiungevano. Nel corso della produzione, protratta fino al 1991, BMW realizzò tre versioni Evolution: l'ultima, la Sport Evolution del 1990, sfoderava 238 CV grazie al motore portato a 2,5 litri e passaruota allargati che le conferivano quell'aspetto muscoloso inconfondibile.
Il grande punto interrogativo dell'intera ondata estiva è il set 77264, un doppio pack a marchio Jaguar composto da circa 740 pezzi al prezzo di 54,99 euro, in uscita sempre ad agosto.
È il primo set Speed Champions dedicato al marchio britannico dal 2020, quando LEGO aveva celebrato la stagione elettrica di Jaguar con il doppio pack Formula E e I-PACE eTROPHY.
Il tempismo del nuovo set è paradossale: Jaguar si trova oggi in una fase di transizione senza precedenti (vedi Articolo BBC), avendo cessato la produzione dell'intera gamma a combustione a fine 2024 con le vendite 2025 crollate del 97,5%, in attesa del lancio di una nuova gamma completamente elettrica nel 2026.
Proprio questo scenario potrebbe spiegare la scelta di LEGO, che potrebbe aver avuto accesso ai materiali di sviluppo della nuova Jaguar Type 00, la misteriosa grand tourer elettrica al centro del rilancio del marchio.
La comunità degli appassionati si è scatenata in speculazioni online.
L'ipotesi più affascinante e narrativamente coerente vede accostati la Jaguar E-Type — prodotta dal 1961 al 1974, universalmente considerata tra le auto più belle mai costruite, tanto che Enzo Ferrari in persona la definì "la più bella auto mai realizzata" — e la nuova Type 00 elettrica, in un set che dialogherebbe tra passato e futuro.
Altre combinazioni papabili includono la XJ220, la supercar britannica degli anni Novanta prodotta in soli 281 esemplari con un record di velocità di 349,4 km/h, oppure le leggendarie XJR da Le Mans: la XJR-9 vinse la 24 Ore nel 1988 e la XJR-12 nel 1990, imprese che meriterebbero a pieno titolo una replica in mattoncini.
Oppure ancora le più recenti sportiva e SUV, la F-TYPE e la I-PACE. Qualunque sia la scelta finale, l'attesa fino ad agosto si preannuncia lunga.