I nomi più discussi per il prossimo James Bond non convincono Debbie McWilliams. La storica ex direttrice del casting della saga ha escluso dalla propria lista ideale gli attori già celebri associati dai media al ruolo, compresi Callum Turner e Jacob Elordi. Il motivo riguarda soprattutto la loro esposizione: il pubblico, a suo giudizio, conosce ormai troppi dettagli delle loro vite per accettarli facilmente come 007.
Nel colloquio con The Independent, McWilliams ha spiegato che fama e sex appeal non sono criteri sufficienti per scegliere Bond. L'attore deve conservare una componente enigmatica e risultare credibile nei panni di un agente autorizzato a uccidere. La sua preferenza andrebbe quindi a un volto inatteso, non ancora riconoscibile come una grande star.
La valutazione arriva da una figura che ha seguito il casting di James Bond per circa quarant'anni, da Solo per i tuoi occhi del 1981 a No Time to Die del 2021. McWilliams ha lavorato a 13 dei 25 film della serie e ha contribuito alla scelta di Timothy Dalton, Pierce Brosnan e Daniel Craig, attraversando tre diversi passaggi di testimone nel ruolo.
McWilliams ha affrontato anche le ipotesi relative a possibili cambiamenti di genere o etnia per il personaggio. La sua posizione è che Bond debba mantenere le caratteristiche stabilite nella creazione di Ian Fleming. Ha inoltre precisato che simili modifiche non furono discusse durante il suo periodo di lavoro sulla saga.
Oggi McWilliams si è ritirata dal casting e la responsabilità della nuova fase è passata a Nina Gold. Callum Turner viene indicato come presunto favorito, mentre Harris Dickinson e Jacob Elordi figurano tra gli altri nomi accostati alla parte. Le audizioni risultano già iniziate e un secondo turno sarebbe previsto per agosto 2026, ma queste indicazioni non corrispondono a una scelta ufficiale.
Daniel Craig ha concluso il proprio ciclo come 007 con No Time to Die, mentre Denis Villeneuve è stato scelto per dirigere il ventiseiesimo film della serie. L'identità del nuovo Bond resta per ora senza conferma: le parole di McWilliams rappresentano la valutazione personale di un'ex responsabile del casting e non una decisione della produzione.