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Gioco dell’Anno: Giordana Moroni ci svela i segreti della giuria di Lucca Comics & Games

Come si sceglie il Gioco dell'Anno? Giordana Moroni ci racconta il lavoro della giuria, i criteri di valutazione e i retroscena del premio di Lucca.

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Gioco dell’Anno: Giordana Moroni ci svela i segreti della giuria di Lucca Comics & Games
Avatar di Mauro Monti

a cura di Mauro Monti

Managing Editor Cultura POP @SpazioGames

Pubblicato il 13/10/2026 alle 15:49
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«Un gioco semplice non è automaticamente banale». È forse questa una delle frasi con cui Giordana Moroni, presidente della giuria del Gioco dell’Anno, sintetizza meglio la filosofia che anima uno dei riconoscimenti più importanti del panorama ludico italiano. Perché dietro quella piccola coccarda che ogni anno finisce sulla scatola di un gioco c’è molto più di una semplice votazione: ci sono decine di titoli da analizzare, regolamenti da studiare, partite ripetute con gruppi differenti e un lungo percorso di confronto che accompagna la giuria per diversi mesi.

Il Gioco dell’Anno nasce nella sua forma attuale nel 2013, raccogliendo idealmente due importanti eredità della storia ludica italiana: quella dello storico marchio Gioco dell’Anno degli anni Novanta e quella del Best of Show di Lucca Games, riconoscimento nato nel 1993, inizialmente assegnato dal pubblico e diventato negli anni uno dei premi di riferimento del settore fino alla sua ultima edizione del 2012. Dal 2013 Lucca Comics & Games ha quindi riunito questa tradizione in due riconoscimenti distinti, il Gioco dell’Anno e il Gioco di Ruolo dell’Anno.

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L’obiettivo del Gioco dell’Anno non è però semplicemente individuare il titolo più complesso, innovativo o destinato ai giocatori esperti. Il premio vuole promuovere e valorizzare il gioco da tavolo in Italia, cercando prodotti capaci di essere appassionanti e accessibili anche a giocatori occasionali, famiglie e persone che normalmente non frequentano questo hobby. Una vocazione divulgativa che considera il gioco anche come strumento culturale e sociale e che inevitabilmente influenza il lavoro della giuria.

L’edizione 2026 rende bene l’idea della mole di lavoro necessaria. Sono stati infatti 50 i giochi ammessi alla competizione, affidati alla valutazione di una commissione composta da Giordana Moroni, presidente, Luca Francescangeli, vicepresidente, Alessio Lana, Riccardo Lichene, Paola Mogliotti, Andrea Curiat e Roberto Vicario. Da questa prima enorme selezione sono emersi i cinque finalisti: Art Society, Bomb Busters, Echoes of Time, Rebirth e Thunder Road: Vendetta, che si contenderanno il riconoscimento durante Lucca Comics & Games 2026.

A guidare questo processo c’è appunto Giordana Moroni, classe 1990, giornalista pubblicista e professionista della comunicazione videoludica. Dal 2013 è uno dei volti di Multiplayer.it con la rubrica video N.E.R.d.D: Non È Roba da Donne e dal 2017 si occupa per la testata anche di giochi da tavolo. La sua esperienza nel settore ludico, tuttavia, viene da più lontano: ha contribuito alla nascita della comunità GiocaTorino, ha lavorato nell’organizzazione di eventi dedicati al gioco e ha fatto parte anche della giuria del precedente Best of Show. È entrata nella giuria del Gioco dell’Anno nel 2019, per poi assumerne la presidenza nel 2024.

Ma come si passa concretamente da 50 scatole a un solo vincitore? Quante volte viene davvero provato un gioco? Cosa succede quando un titolo funziona con quattro giocatori ma molto meno con due? Quanto pesa il giudizio di un neofita rispetto a quello di chi passa centinaia di ore ogni anno attorno a un tavolo? E, soprattutto, come si confrontano giochi profondamente diversi senza trasformare la valutazione in una semplice somma di numeri?

È proprio su questo terreno che abbiamo voluto portare la nostra intervista a Giordana Moroni, seguendo il lavoro della giuria dalla verifica iniziale dei titoli fino alla scelta dei finalisti e alla votazione decisiva. Un percorso nel quale autonomia individuale, confronto e molte partite convivono continuamente. E nel quale persino raggiungere la shortlist non significa aver concluso il lavoro: come ci racconta la stessa Moroni, una volta scelti i cinque finalisti «si riparte praticamente da zero», perché solo allora diventa possibile metterli realmente uno accanto all’altro e capire quale meriti di diventare il Gioco dell’Anno.

Mauro Monti
Partiamo dall’inizio, prima ancora che un gioco arrivi sul tavolo della giuria. Cosa succede concretamente quando si chiudono le iscrizioni al Gioco dell’Anno? Quali verifiche vengono effettuate sui titoli candidati e quali sono i casi più delicati da valutare in fase di ammissione?
Mauro Monti
Giordana Moroni
La giuria e i coordinatori eseguono verifiche per ogni titolo che viene iscritto al momento della sua candidatura, andando a verificarne i parametri di eleggibilità, i quali sono riportati sul regolamento.
Giordana Moroni
Mauro Monti
Nel 2026 avete davanti 50 giochi da tavolo. Da presidente, come organizzi il lavoro della commissione perché tutti riescano a conoscere e provare adeguatamente un numero così elevato di titoli? Esiste un metodo condiviso tra i giurati oppure ciascuno costruisce inizialmente il proprio percorso di valutazione?
Mauro Monti
Giordana Moroni
Ho la fortuna di presiedere una giuria di grande autonomia! Una volta che le candidature al Premio si chiudono, è lo staff di Luca Crea a raccogliere le copie e a inviarle ai giurati. Da lì in poi, ogni membro di giuria, con i suoi tempi e nella totale autonomia, inizia il testing dei giochi. L’altra grande fortuna è avere al mio fianco i due coordinatori del Premio, Davide Scano e Valentina Sacco, che mi aiutano durante l’anno a seguire diversi impegni.
Giordana Moroni
Mauro Monti
Il regolamento non stabilisce un numero minimo di partite necessario per giudicare un gioco. Nella pratica, quando considerate un titolo davvero “valutato”? Un gioco che convince o delude immediatamente viene comunque riprovato prima di poterlo escludere dalla corsa alla shortlist?
Mauro Monti
Giordana Moroni
Per un giocatore di esperienza alcuni pregi o difetti sono facilmente evidenziabili, ma ogni giurato si assicura di provare più volte un gioco. Questo perché l'esperienza può drasticamente cambiare non solo in base alla quantità di partecipanti, e testare la scalabilità di un candidato è essenziale ai fini della valutazione. Come dite giustamente voi, anche la tipologia di persone fa la differenza: avere un neofita o un esperto al tavolo può portare feedback importantissimi ai fini valutativi.
Giordana Moroni
Mauro Monti
Il regolamento individua numerosi aspetti da valutare — originalità, qualità dei materiali, chiarezza del regolamento, scalabilità, bilanciamento, accessibilità — ma non assegna loro un peso numerico. Come si trasformano quindi questi criteri in una valutazione concreta? Esiste una sorta di griglia condivisa oppure il giudizio finale nasce soprattutto dall’esperienza complessiva di gioco?
Mauro Monti
Giordana Moroni
Ogni giurato ha ben presente quali sono i criteri di valutazione di un gioco, ai quali, è vero, non assegniamo singoli punteggi numerici; la somma dei singoli aspetti però si traduce in un riflessione interna fatta da ogni giurato per ogni singolo candidato, espressa poi pubblicamente nella votazione numerica per eleggere la shortlist.
Questo permette di avere uno strumento di raccolta voti uniforme ma al contempo capace di sottolineare le diverse sensibilità della Giuria.
Giordana Moroni
Mauro Monti
Arriviamo alla prima vera “scrematura”. Ogni giurato indica i propri titoli e da queste preferenze emergono i cinque finalisti. Quanto confronto c’è prima di quella votazione? L’obiettivo è arrivare al voto con giudizi il più possibile indipendenti oppure la discussione preliminare serve proprio a mettere alla prova le convinzioni di ciascun componente della commissione?
Mauro Monti
Giordana Moroni
Prima della shortlist abbiamo diversi momenti di confronto informale, una conversazione corale in cui tutti i giurati partecipano. A tal proposito, un momento importantissimo — sia per la giuria del Gioco dell'Anno che del Gioco di Ruolo dell'Anno — è il weekend di gioco della Giuracon che organizziamo proprio per metterci al tavolo con i nostri colleghi di giuria o partecipare nei test dei nostri "cugini", e viceversa. Quello è un ottimo momento per cominciare a esprimere opinioni e giudizi che poi si tradurranno nel famoso voto numerico della shortlist.
Giordana Moroni
Mauro Monti
Il Gioco dell’Anno ha anche una precisa funzione divulgativa e il regolamento valorizza in particolare titoli introduttivi e intermedi. Dove passa però il confine tra accessibilità e banalizzazione? Può esistere un gioco straordinario che non è semplicemente “il gioco giusto” per questo premio perché richiede troppo tempo, esperienza o impegno al suo pubblico?
Mauro Monti
Giordana Moroni
Sul mercato esistono numerosi giochi eccellenti e talvolta ci è capitato di avere tra i candidati qualcosa di leggermente più “pesante” rispetto al target di riferimento. Si potrebbe pensare (erroneamente a mio giudizio) che più un gioco è complesso più sia bello, di valore, mentre quelli più semplici rimangono banali. Il confine che voi citate, secondo me, passa attraverso il concetto di essenzialità. Un gioco semplice non è automaticamente banale: un regolamento asciutto, ben scritto, regole chiare, grafiche e scelte artistiche precise sono tutti ottime caratteristiche, capaci di attrarre (e non intimidire) i neofiti e fornire ai giocatori più navigati solide basi per approfondire approcci e strategie. Quando un gioco riesce ad avere questo livello di profondità con più layer siamo di fronte ad un ottimo gioco.
Giordana Moroni
Mauro Monti
Una volta annunciata la shortlist dei cinque finalisti cosa cambia davvero nel lavoro della commissione? Ripartite quasi da zero, aumentando numero e varietà delle partite, oppure cercate soprattutto di verificare quei dubbi e quei punti di forza che sono emersi durante la prima fase di selezione?
Mauro Monti
Giordana Moroni
Si riparte praticamente da zero, nel senso che a quel punto, nelle settimane tra l'annuncio dei finalisti e l'elezione del vincitore, ogni giurato testa i titoli mettendoli a confronto con gli altri, cosa che nella prima fase è impossibile fare. Da qui emergono nuovi spunti di riflessione, utili poi per la votazione finale.
Giordana Moroni
Mauro Monti
La fase finale prevede che la giuria cerchi innanzitutto una decisione unanime e solo successivamente, se necessario, proceda attraverso votazioni segrete. Senza naturalmente entrare nelle discussioni riservate della commissione: cosa accade realmente quando cinque giochi molto validi arrivano all’ultimo confronto? E quale ruolo deve avere il
presidente quando le posizioni sembrano difficili da conciliare?
Mauro Monti
Giordana Moroni
Nella fase di votazione finale il presidente non ha un vero e proprio ruolo istituzionale, se non quello — affiancata dai collaboratori — di dirimere eventuali situazioni di pareggi, come da regolamento. A differenza della shortlist dei finalisti, l’elezione del vincitore avviene attraverso una riunione dove ogni giurato esprime le sue considerazioni finali. In quel contesto, il punto di vista che fornisco è una mediazione tra la giurata, che deve tenere in considerazione i valori del Premio, e la giocatrice. In quel momento il mio voto vale uno come quello di tutti. Avendo personalmente lavorato molti anni nell'industria del videogioco e avendo assegnato numerosi voti in sede di recensione, ad oggi vivo questo momento con più serenità, ma lo ammetto: quando ci ritroviamo per eleggere il vincitore, sento ancora un piccolo brivido.
Giordana Moroni
Mauro Monti
Nel 2025 avete premiato Botanicus sottolineando equilibrio tra immediatezza e profondità, capacità di coinvolgere anche i neofiti, scalabilità e cura produttiva. Quanto quella motivazione racconta ciò che la commissione cerca idealmente in un Gioco dell’Anno e quanto, invece, ogni nuova edizione può costringervi a ridefinire completamente il profilo del possibile vincitore?
Mauro Monti
Giordana Moroni
I valori e la missione del Premio non variano a seconda dell’edizione, e sono sempre leggibili e consultabili all'interno del nostro regolamento. Ovviamente ogni anno è diverso, perché quei criteri vanno applicati a cinquine sempre diverse; quindi potremmo dire che il vincitore ideale del Gioco dell'Anno è il titolo che abbraccia gli ideali del Premio all'interno dell'anno e del mercato di riferimento.
Giordana Moroni

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