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Pro
- Atmosfera intensa e credibile.
- Traversal fluido e fisico.
- Worldbuilding scientifico solido.
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Contro
- Nessuna scelta narrativa.
- Rischio ripetitività stealth.
- Durata contenuta.
Conclusioni Finali di SpazioGames
Quando Don't Nod presenta un nuovo progetto, è difficile non prestare attenzione. Lo studio francese ha, infatti, costruito negli anni una reputazione solida nel racconto interattivo, spesso mescolando narrativa emotiva e sistemi di gioco accessibili ma significativi.
Con il loro nuovo progetto, Aphelion, il team sembra però voler spingersi in una direzione leggermente diversa, portando la propria sensibilità autoriale dentro un’avventura fantascientifica più esplicitamente votata all’azione e alla sopravvivenza.
Negli ultimi giorni abbiamo avuto modo di provare una breve sezione di Aphelion, sufficiente però a chiarire la direzione del nuovo titolo di Don't Nod: il team francese sembra voler costruire un’avventura più fisica e tesa rispetto alle sue opere precedenti, senza rinunciare alla centralità dei personaggi e della narrazione emotiva.
Questa nuova rotta si può percepire subito, dato che la demo si apre in modo quasi brutale: Ariane è sola su Persephone dopo lo schianto della missione Hope-01. Il pianeta si presenta immediatamente come un ambiente ostile, silenzioso e imprevedibile. La sensazione dominante nei primi minuti, quindi, non è l’azione, ma l’isolamento.
Sopravvivere su Persephone
Pad alla mano, la prima cosa che colpisce di Aphelion è il movimento. La demo insiste molto sull’esplorazione ambientale, con Ariane che si muove in modo fluido attraverso superfici ghiacciate e strutture naturali verticali, con un sistema di traversal costruito sul momentum.
Da quanto abbiamo visto, Persephone non è solo uno sfondo, ma un vero e proprio personaggio: tempeste improvvise riducono la visibilità, il terreno può diventare instabile e alcune anomalie suggeriscono che il pianeta nasconda qualcosa di più di un semplice ecosistema alieno.
Uno degli aspetti che abbiamo trovato più affascinanti di Aphelion è la sua premessa scientifica; Persephone nasce da un’ipotesi realistica: la scoperta di un nuovo pianeta nel nostro sistema solare che potrebbe diventare una possibile casa per l’umanità.
Sapere poi che lo sviluppo del gioco è avvenuto in collaborazione con la European Space Agency si percepisce nei dettagli: strumenti, interfacce e approccio alla missione hanno un taglio credibile, quasi documentaristico, pur restando dentro un racconto di fantascienza.
La parte più intensa della nostra demo è arrivata quando è comparsa Nemesis, una forma di vita aliena che rappresenta la principale minaccia del gioco. L’incontro non è costruito come uno scontro diretto, ma come una sequenza stealth in cui ogni movimento deve essere calcolato per non correre incontro alla morte.
Muoversi lentamente tra rocce e strutture ghiacciate, osservare i pattern della creatura e sfruttare l’ambiente per restare nascosti crea una tensione molto efficace che, ci hanno anticipato gli sviluppatori, diventerà via via più pesante nel corso del gioco; la creatura, infatti, acquisirà nuovi poteri e capacità di ucciderci, rendendo gli scontri sempre più al cardiopalma.
È qui che emerge chiaramente l’ispirazione all’immaginario di Alien (e, di conseguenza, al capolavoro Alien Isolation): anche in Aphelion la paura nasce dall’incertezza e dal non sapere esattamente dove si trovi la minaccia, tenendoci costantemente sulle spine.
Due protagonisti, un solo obiettivo
La build di anteprima ci ha permesso anche di intravedere la struttura a doppia prospettiva del gioco. Ariane è la protagonista principale, con le sezioni più dinamiche e pericolose, ma nel corso dell'avventura vestiremo anche i panni di Thomas, il quale appare come una figura complementare, più legata alla componente investigativa e narrativa.
Il rapporto tra i due astronauti è già accennato nei dialoghi radio e nei frammenti di storia disseminati nell’ambiente. Don't Nod sembra, dunque, voler costruire una relazione complessa, segnata da un passato condiviso che la missione su Persephone mette ulteriormente alla prova.
A tal proposito, a differenza di molti titoli precedenti dello studio, Aphelion non prevede scelte narrative: la storia sarà lineare, con un unico finale e senza possibilità di variazioni.
Tirando le prime somme
Dopo questo primo contatto, Aphelion ci ha dato l’impressione di essere un progetto molto focalizzato: un’avventura narrativa di circa 8-10 ore che combina esplorazione, narrazione e stealth in un contesto fantascientifico fortemente atmosferico.
Se il gioco completo riuscirà a mantenere la tensione e la qualità del worldbuilding viste nella demo, Don't Nod potrebbe avere tra le mani una delle sue opere più mature. Qualche timore ovviamente non manca, come il rischio di un'ambientazione e una narrazione che cadono nel ripetitivo, ma solo testare l'opera nella sua interezza potrà rivelarci la verità.
Aphelion mi ha colpito soprattutto per il coraggio silenzioso con cui sembra voler ridefinire l’identità di Don't Nod. Dopo anni passati a raccontare l’intimità dei sentimenti attraverso scelte morali e bivi narrativi, qui lo studio pare voler togliere il terreno sotto i piedi al giocatore, letteralmente e metaforicamente. Persephone non è solo un pianeta ostile: è uno spazio che costringe a rallentare, ad ascoltare il silenzio, a convivere con l’idea di essere piccoli e vulnerabili.
La rinuncia alle scelte multiple potrebbe far storcere il naso ai fan storici, ma allo stesso tempo lascia intravedere una volontà precisa: raccontare una storia compatta, senza compromessi, dove ritmo e tensione non vengono spezzati da diramazioni alternative. Se l’obiettivo è costruire un’esperienza più cinematografica e coesa, la scelta potrebbe rivelarsi vincente.
Resta però una sfida delicata: mantenere alta la tensione senza cadere nella ripetizione. La presenza di Nemesis e l’ispirazione a Alien sono suggestive, ma impongono un equilibrio sottile tra omaggio e personalità. Se Aphelion saprà trovare una propria voce, potrebbe diventare una delle opere più sorprendenti dello studio.