Recensione 6 min

Wave Race: Blue Storm

C’era una volta
I possessori di un Nintendo 64 ricorderanno bene che, al momento del lancio di questa console, oltre all’eccezionale nuovo episodio di Mario, vi fu un altro gioco capace di catalizzare come non mai l’attenzione degli appassionati grazie ad una perfetta alchimia tra giocabilità, realizzazione tecnica ed una modalità multiplayer assolutamente straordinaria: Wave Race 64.
La risposta del pubblico fu senza precedenti per un gioco così “anomalo” ed originale, almeno per quanto riguarda il panorama videoludico di quel periodo e, in pochissimo tempo, Wave Race 64 divenne, insieme a Super Mario 64, una vera e propria “killer application” capace di vendere un numero impressionante di copie.
Sono ormai passati 6 anni da quel giorno, ma questo capolavoro è ancora in grado di reggere benissimo il confronto con titoli simili che hanno visto la luce sulla ben più blasonata console di casa Sony; anzi, ha ancora parecchio da insegnare alla concorrenza…
Si capisce, quindi, come Nintendo abbia voluto accompagnare il lancio della sua nuova console proponendo ai suoi affezionati fans un nuovo e fiammante episodio del gioco di moto d’acqua più famoso al mondo.
In buona sostanza Nintendo ritorna alle origini, ma lo fa nella maniera migliore, non riproponendo un semplice restyling grafico, bensì portando praticamente a perfezione quello che era già una delle caratteristiche salienti del titolo per Nintendo 64: la realizzazione delle onde e le routine di gestione della fisica dell’acqua. Ma andiamo con ordine…

Piattaforma:
CUBE
Genere:
guida-arcade
Data di uscita:
Sviluppatore:
NST
Distributore:
Nintendo

Anche per i principianti
Tutti coloro che hanno speso notti insonni, magari in compagnia di amici, giocando e rigiocando a Wave Race 64 non faticheranno a familiarizzare con il sistema di controllo, molto intuitivo e preciso, ma anche i neofiti non si troveranno di certo spiazzati in quanto un efficace tutorial li seguirà passo passo fino a farli diventare dei piloti provetti.
Oltre ad imparare le azioni basilari da compiere per governare al meglio la nostra moto d’acqua il tutorial ci insegnerà anche a compiere spericolate acrobazie utilizzando determinate combinazioni di tasti, acrobazie che potremo eseguire durante certe modalità di gioco al fine di aumentare il nostro punteggio globale.
Esistono acrobazie in movimento o in salto a seconda che possano essere eseguite quando la moto è in acqua oppure in aria e tutte presentano un elevato grado di spettacolarità: potremo, ad esempio, ribaltare la moto e guidarla dal basso, come fosse il periscopio di un sottomarino, compiere spericolati salti mortali, oppure sederci sulla parte anteriore della moto guidandola con una mano sola, quasi fosse un cavallo o un toro da rodeo.

Diverse modalità per tutti i gusti
La modalità principale è la “Championship” che si articola in 4 livelli di difficoltà sbloccabili in sequenza. Ovviamente, progredendo di livello, aumenterà il numero di percorsi consecutivi da portare a termine per sbloccare quello successivo, l’abilità degli avversari, la struttura dello stesso percorso, nonché la disposizione di boe ed ostacoli vari.
Il fine è ovviamente quello di portare a termine ogni tracciato cercando di classificarsi nella miglior modo possibile in modo tale da poter continuare verso la conquista del titolo e, allo stesso tempo, sbloccare nuovi tracciati e nuove condizioni atmosferiche di cui diremo più avanti.
Gli avversari da affrontare saranno 7, ognuno dei quali caratterizzato da cinque caratteristiche variabili (velocità massima, accelazione, tenuta, abilità acrobatica e forza) e da una moto d’acqua personalizzabile per quanto riguarda colore, accelerazione, velocità massima e sensibilità dello sterzo.
Come in Wave Race 64 anche qui dovremo seguire le boe di rotta, passando alla destra di quelle rosse e alla sinistra di quelle gialle. Ad ogni passaggio corretto si riempirà una barra indicatrice posta nell’angolo destro in basso dello schermo che segnalerà la possibilità di attivare il “turbo” per qualche secondo utilizzando i tasti Z o X.
L’errato superamento di una boa riazzererà questa barra e ci costringerà a ricominciare daccapo nel tentativo di caricare il “turbo”.
A tale proposito dobbiamo sottolineare come i programmatori abbiano voluto lavorare di cesello offrendo ai giocatori tutta una serie di strategie di gara differenti a seconda delle situazioni che si verranno a creare.
In altre parole, se è vero che per caricare il “turbo” dobbiamo superare correttamente un certo numero di boe è altrettanto vero che, per scoprire eventuali scorciatoie, dovremo giocoforza mancarne qualcuna. E, come se ciò non bastasse, alcune di queste scorciatoie le potremo scoprire solo utilizzando lo stesso “turbo”… Insomma, c’è una sorta di circolo vizioso che porta il giocatore a decidere, di volta in volta, qual è la miglior strategia da adottare, trovando la soluzione migliore per ogni caso particolare.
Oltre alla modalità “Championship” abbiamo poi il classico “Time Attack” in cui gareggiare da soli per ottenere il miglior tempo, il “Free Roam” per scegliere un tracciato da percorrere liberamente, il “Multiplayer”, di cui parlo nell’apposita sezione, e lo “Stunt Mode”.
Quest’ultima è senza dubbio la più interessante dopo la modalità “Championship” e consiste letteralmente nell’infilare diversi anelli presenti sull’acqua ed esibirsi in numerose acrobazie al fine di incrementare il proprio punteggio. Il tutto senza dimenticare di oltrepassare i diversi check point.

Questioni di fisica
Qualche tempo fa ho avuto modo di provare una moto d’acqua e di rendermi conto di persona di che cosa significhi guidare uno di questi mezzi attraverso le onde perciò credetemi quando vi dico che Wave Race Blue Storm è, a tale riguardo, quanto di più vicino alla realtà mi sia capitato di vedere.
Anche la sensazione di mal di mare è la stessa…
Insomma, tanto di cappello al Gekko, la CPU principale del Game Cube, capace di riprodurre le onde in maniera sublime, apportando significativi cambiamenti in relazione alle condizioni atmosferiche. E tutto assolutamente in tempo reale!
Non a caso è stata introdotta la possibilità, per il pilota, di accucciarsi premendo semplicemente il tasto B, in moda tale da attutire il contraccolpo cauato dalle onde più grandi.
Ma non è finita… A seconda dei movimenti dei nostri avversari potranno generarsi determinati moti ondosi che andranno ad influenzare la nostra traiettoria e la manovrabilità della nostro moto d’acqua qualora ci trovassimo disgraziatamente in scia.
Per non dire delle onde generate dalla caduta di casse o pezzi di iceberg che rappresentano un serio pericolo alla nostra stabilità ed al nostro equilibrio.
Che altro dire… mai visto nulla di simile o anche solo lontanamente paragonabile.

Effetti meteorologici strabilianti
Dopo la realizzazione fisica del moto ondoso l’altra vetta di eccellenza raggiunta da Wave Race Blue Storm è rappresentata dalla resa dei diversi effetti atmosferici con un ventaglio davvero vario delle situazioni climatiche.
Il mutamento delle condizioni atmosferiche è fondamentale in quanto condiziona in maniera diretta la visibilità e l’altezza delle onde, con un conseguente incremento o decremento della difficoltà nel governare la nostra moto d’acqua.
Ciò può avvenire anche durante lo svolgimento di una stessa gara e non sono rari i casi in cui, dopo essere partiti con la nebbia, un sole splendente fa capolino tra le nuvole, oppure un cielo limpido diventa plumbeo e minaccioso.
Ciliegina sulla torta l’effetto bagnato prodotto dalle gocce di pioggia che si infrangono sullo schermo del televisore che funge da telecamera virtuale posta alle spalle dei concorrenti.

Grafica
Da un punto di vista grafico siamo assolutamente fuori parametro soprattutto per quanto riguarda la realizzazione dei riflessi sulla superficie dell’acqua.
Qualsiasi cosa si trovi attorno o sopra lo specchio d’acqua viene riflessa in tempo reale, tenendo conto di tutte le innumerevoli variabili del caso come il variare delle condizioni atmosferiche o il passaggio di una o più moto d’acqua.
L’hardware del GameCube si rivela quindi molto potente e, allo stesso tempo molto flessibile, con la sua capacità di calcolo e la sua abilità nel gestire gli effetti di luce e le texture, che sono sempre pulite e dettagliate.
Anche le moto ed i piloti sono ottimamente realizzati, questi ultimi con animazioni complesse ed estremamente reattive alle diverse situazioni.
Discorso un po’ diverso per quanto riguarda la resa degli ambienti esterni che, in alcuni casi, scade in maniera abbastanza evidente senza, con questo, inficiare la valutazione globale del titolo.

Sonoro
Il comparto audio presenta effetti ben realizzati e modulati, che cambiano a seconda delle diverse situazioni climatiche.
Le musiche di accompagnante, pur non raggiungendo livelli di eccellenza, sono comunque indicate alla frenesia del gioco.

Longevità
Il gioco in singolo presenta, come specificato sopra, diverse modalità in grado di soddisfare i palati più diversi.
La modalità “Championship” presenta una difficoltà molto ben calibrata ed una curva di apprendimento sensibilmente lunga: superare i circuiti in modalità hard e expert non è certo un gioco da ragazzi e richiede ore e ore di allenamento.
Se giocato insieme ad amici, invece, Wave Race Blue Storm diventa praticamente eterno!

Multiplayer
Wave Race Blue Storm permette fino a 4 giocatori di sfidarsi insieme in split screen e, cosa più importante, senza scadere da un punto di vista grafico e senza scendere a compromessi con la velocità
Un titolo, insomma, che è validissimo in modalità single palyer, ma che trova la sua sublimazione nella modalità multiplayer. Insomma, correte ad acquistare qualche joypad supplementare…

Fisica del moto ondoso ed effetti meteorologici allo stato dell’arte
Giocabilità stellare
Multiplayer straordinario

Qualche caduta di tono nella realizzazione di alcune location

9

Wave Race Blue Storm è tutto quello che il precedente episodio per Nintendo 64 avrebbe voluto essere, ma non ha potuto per via delle limitazioni imposte dall’hardware: un gioco sì divertente, frenetico, frizzante, ma anche dotato di un profondità e di uno spessore tecnico assolutamente invidiabili, con una realizzazione della fisica del moto ondoso e degli effetti meteorologici assolutamente da primato.
Un titolo che gli “aficionados” non possono lasciarsi sfuggire, ma anche un gioco indicato per chi si avvicina a mondo Nintendo per la prima volta (ma esiste davvero qualcuno???).
Una prova di forza del nuovo hardware della casa della grande “N” e, ne siamo sicuri, un altro strabiliante successo che lascerà il segno.