Recensione 4 min

Warzone 2100

Quello della fine del Mondo è uno dei temi che più ha stuzzicato la fantasia di film, romanzi e anche videogiochi. Ma non l’Apocalisse intesa nel senso biblico del termine, bensì quella che noi stessi, con le nostre stesse armi, potremmo in un giorno di follia causare. Indovinate da quali premesse muove la trama di Warzone 2100?

Piattaforma:
PSX
Genere:
strategico
Data di uscita:
Sviluppatore:
Eidos
Distributore:
Leader

Si può sopravvivere all’Apocalisse?
Nel 2085 un sistema sofisticato di difesa dell’America del Nord, di nome NASDA, ha (apparentemente) un guasto di sistema e decide di lanciare missili nucleari verso tutte le metropoli del mondo. Miliardi i morti, senza contare che le radiazioni e un lunghissimo inverno post-nucleare riducono il già minuscolo numero dei superstiti. Ma ancora c’è qualcuno che non molla. E così nel 2100 un gruppo di sopravvissuti, con voi come capo, trova, nel corso delle sue peregrinazioni sul suolo americano, una base militare abbandonata. Qui la squadra di superstiti decide di usare le proprie forze per recuperare le tecnologie “pre-belliche” così da ricostruire lentamente il nostro mondo: è nato il Project. E voi finalmente potete giocare…

Zona di guerra!
Al primo impatto con Warzone 2100 si potrebbe facilmente credere di essere davanti all’ennesimo clone di Command and Conquer, da giocare peraltro con un sistema di controllo per nulla eccelso per questo genere videoludico: il joypad. Niente di più sbagliato, ma procediamo con ordine…
Sostanzialmente le azioni principali che dovremo compiere durante le missioni delle tre campagne non si discostano molto da quelle della stragrande maggioranza degli R.T.S.: raccogliere le risorse (nel caso di Warzone c’è l’energia, ricavabile da alcuni pozzi petroliferi presenti nella zona), costruire una base, dar vita ad un esercito e far piazza pulita dei nemici. Fin qui, in effetti, l’impostazione del gioco segue quella dei classici del genere. Ma non mancano novità che rendono questo gioco una voce fuori dal coro. Innanzitutto incuriosisce la possibilità di generare dei mezzi sempre nuovi. Recuperando antichi manufatti sarà possibile ottenere nuove tecnologie, grazie alle quali potremo, oltre che costruire nuovi edifici, indirizzare verso direzioni ben precise le nostre unità. Dal centro di ricerca saremo in grado di progettare mezzi variandone i parametri, come velocità, potenza di fuoco e altri ancora. Una scelta originale e intelligente dal punto di vista della “strategia”, poiché in base alle diverse situazioni o al nostro modo di giocare potremo personalizzare liberamente il nostro esercito. L’azione di gioco è resa così più varia e interessante e va da sé che ne guadagna anche la longevità del titolo.
Un’altra innovazione, che peraltro riproporrà quel capolavoro di Homeworld, è quella di affrontare le nuove missioni con l’esercito che si è costruito in quella precedente. Altre scelte ricordano, fra i tanti, i giochi della saga di Warlords Battlecry o Command and Conquer: Generals (l’ultimo della sua serie): le unità potranno fare esperienza, diventando ben più efficaci e letali. Ancora, gli “sciacalli” che incontrerete nel gioco non vi ricordano per caso i militanti della G.L.A. visti in Generals? Davvero niente male per uno strategico sviluppato per PSX anticipare molte scelte che altri R.T.S. famosi compiranno in futuro…

Il lato tecnico
La grafica, tenendo conto della data di uscita del gioco e dell’hardware della PSX, è ottima. Il 3D offre ovviamente sbocchi “strategici” notevoli: l’alto e il basso influenzeranno il successo o il fallimento di un attacco. Dispiace solo che le varie unità si assomiglino un po’ troppo tra di loro, creando problemi, specie all’inizio, nell’individuare correttamente le unità giuste al momento giusto.
Il comparto sonoro si attesta su un buon livello. Le musiche di sottofondo sono in numero adeguato e ben composte, anche se una volta di troppo soffriranno di un certo “anonimato”. Gli effetti sonori sono davvero ben realizzati e, pur non tantissimi, quasi mai risulteranno ripetitivi. La sottotitolazione in italiano non è, d’altra parte, sempre all’altezza. Vedere poche righe, durante i briefing, che riassumono un discorso ben più lungo non giova certo alla trama.
Tuttavia, come anticipato all’inizio, è la giocabilità il vero punto debole di questo eccellente titolo. Districarsi con il joypad tra tutte le azioni del caso complicherà non poco l’esistenza e sebbene dopo un po’ ci si possa fare l’abitudine è caldamente consigliato l’uso del mouse per la PSX. Infine è un po’ triste l’impossibilità di usare il multi-tap per potersi divertire con altri amici. Davvero un peccato: se ne sarebbero viste delle belle. Non si capisce poi perché sia assente la modalità Skirmish (una partita personalizzata contro il Computer). Anche se le campagne sono ben tre e tutte lunghe e difficili al punto giusto, qualunque R.T.S. offre la possibilità di poter disputare una partita personalizzata contro una o più fazioni comandate dal gioco. Specie quando l’intelligenza artificiale degli avversari “non umani”, a differenza della maggior parte degli strategici, è come quella di Warzone 2100, finalmente più che decente.
E adesso, al commento finale per il verdetto!

-Originale
-Innovativo
-Ottima grafica
-Gameplay attento alla strategia
-I.A. dei nemici notevole

-Il joypad non è adatto per gli R.T.S.
-Non è possibile utilizzare il Multi-Tap

8.0

Un bel centro da parte di Eidos, non c’è che dire! La nota casa produttrice ha dimostrato che anche da un R.T.S. per PSX possono trarre insegnamenti i titoli sviluppati per PC. Warzone 2100 ha davvero pochi difetti. Forse l’unico che possa minare l’esperienza di gioco è il sistema di controllo, ma non è una colpa del titolo, semmai della piattaforma e comunque la difficoltà si supererà se armati di un mouse. Minori e secondarie le altre mancanze. Non si può non premiare un titolo simile, specie quando è chiaro che un videogioco mescola al divertimento una bella ventata di aria fresca. E, specie in tempi come questi, non è poco.