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Samurai Warriors 5 | Provato – La via del musou secondo Koei Tecmo

Muoviamo i primi passi alla scoperta di Samurai Warriors 5 e di tutto il suo potenziale.

Annunciato a sorpresa durante il Nintendo Direct di febbraio, Samurai Warriors 5 è l’ultima fatica di Koei Tecmo e Omega Force e si appresta ad essere pubblicato a breve sul mercato con tutte le intenzioni di rilanciare il genere musou, dopo alcuni risultati altalenanti con i titoli che lo hanno preceduto.

Piattaforma:
PC, PS4, SWITCH, XONE
Genere:
azione, hack-n-slash
Data di uscita:
27 Luglio 2021
Sviluppatore:
Omega Force
Distributore:
Koch Media

Abbiamo avuto l’opportunità in questi giorni di testare il gioco con mano, muovendo i primi passi nel nuovo immaginario ideato dal team nipponico, e ammettiamo di esserci approcciati al titolo con particolare attenzione. Ovviamente si tratta di considerazioni preliminari, ma che denotano alcuni sforzi interessanti da parte degli sviluppatori per migliorare una formula già di per sé consolidata, ma che ha nel tempo mostrato una certa refrattarietà, soprattutto per il pubblico occidentale.

Le vie di un Samurai

La storia di Samurai Warriors 5 si concentra, come nei passati capitoli dell’omonima saga, sul periodo Sengoku e i numerosi feudi militari che si opposero al potere dello Shogunato Ashikaga. Parliamo di un periodo ricco di conflitti e che ha dato modo a numerosi generali e strateghi di mettersi in risalto grazie alle proprie abilità sul campo di battaglia.

Il focus sulla narrazione ci piace.

Rispetto al suo predecessore, però, Samurai Warriors 5 sembra focalizzarsi sulla storia di due principali condottieri dal destino realmente intrecciato, ovvero Oda Nobunaga e Akechi Mitsuhide, prima nemici e poi fidati compagni sul campo di battaglia, con una struttura che attinge dal capostipite uscito originariamente su PlayStation 2 e Xbox.

Nello specifico abbiamo avuto modo di giocare i primi due capitoli della campagna per giocatore singolo – denominata Musou Mode – con un giovane e sfacciato Oda pronto a estendere i propri confini in tutto il Giappone, iniziando a lottare contro i clan limitrofi delle regioni più centrali. Passando dai primi screzi con il clan Imagawa fino all’assedio di Inabayama nella provincia di Mino per soggiogare definitivamente il clan Saitō, e senza dimenticare la lotta contro il temibile Imagawa Yoshimoto discretamente approfondita.

Akechi Mitsuhide è la sorpresa positiva di questa prima prova.

Terminati gli scenari con questo primo protagonista – dove non manca nemmeno la possibilità di giocare alcune missioni secondarie per conoscere qualche altro combattente – è stato possibile sbloccare il sentiero di missioni legate a Akechi Mitsuhide, con alcuni scenari uguali a quelli già affrontati in prima battuta e altri totalmente nuovi, ma sempre saldamente ancorati ai primi due capitoli.

Abbiamo trovato questa scelta per ottenere scenari di personaggi principali e secondari di Samurai Warriors 5 non del tutto convincente, con un filone narrativo che rischia di risultare eccessivamente frammentario. Confidiamo per un risultato d’insieme però più compatto a lavori compiuti, anche perché abbiamo già notato in questo test un certo impegno per la realizzazione di scene d’intermezzo e dialoghi interessanti a fare da collante tra le varie battaglie, il che riesce in più casi a far trasparire maggiormente rispetto al passato il carattere o le intenzioni di un determinato personaggio.

Un solo fendente per travolgere decine di nemici, nel bene e nel male.

Ci teniamo particolarmente a menzionare il personaggio di Akechi Mitsuhide perché sembra intraprendere un percorso molto più personale e sfaccettato fin da queste prime ore e ci siamo sentiti sorprendentemente coinvolti dal suo carattere; un abile guerriero dal comportamento nobile e fiero sul campo di battaglia, ma che non riesce a non far trasparire un lato più umano e sensibile davanti agli orrori della guerra.

Non sappiamo se questo focus in Samurai Warriors 5 verrà mantenuto costantemente, o se in qualche modo coinvolgerà maggiormente anche Oda Nobunaga e altri generali minori, ma al momento ci ha lasciati piacevolmente sorpresi.

Chi di spada ferisce di musou perisce

Il gameplay di Samurai Warriors 5 tiene fede alle proprie origini proponendo i combattimenti “uno contro mille” tipici proprio del genere musou. Le missioni al momento testate ci hanno permesso di affrontare numerose situazioni belliche – dal classico assedio o scontro campale fino all’inseguimento del bersaglio avversario dietro le linee nemiche, senza dimenticare la fuga dal campo di battaglia a causa di un nemico eccessivamente potente o la resistenza estrema in una determinata area in attesa di rinforzi. In realtà l’IA dei nemici, come da tradizione, non è particolarmente brillante, ma riuscire a sbaragliare interi eserciti in pochi istanti mantiene un certo fascino.

Alcuni scorci non sono niente male.

Con alcuni boss di fine livello il discorso sembra cambiare leggermente e si necessita di un minimo di tattica, soprattutto alla difficoltà più alta, così come nei confronti con alcune unità speciali dotate di scudo o lance potenziate che ci obbligano un minimo a rallentare – e cambiare approccio oltre al semplice spam di un solo tasto: il confine tra il giustificare questa approccio al combattimento – tipico del genere di riferimento –  o considerarlo una grave debolezza da correggere continua a essere sottile, ma rimaniamo discretamente soddisfatti da come sono stati gestiti gli scontri.

Merito di un comparto stilistico peculiare e riuscito sia per l’interfaccia dei menù, sia per i personaggi principali, e che ricalca uno stile “anime” decisamente più marcato rispetto al passato, andando oltre il piacevole effetto “pennellata” degli attacchi speciali o delle concatenazioni di attacchi più spettacolari. Un po’ troppo povere le ambientazioni e l’espressività facciale durante i vari dialoghi, ma anche sotto questo aspetto confidiamo in qualche lieve miglioramento.

Torna anche la possibilità, in alcune missioni, di controllare un secondo guerriero durante le battaglie, scelta comoda per evitare di dover attraversare sezioni intere di mappa quando il fidato compagno è già schierato in prossimità dell’obiettivo, completando i vari compiti secondari disseminati per lo scenario nel modo più efficace e magari ottenendo un miglior ranking di fine livello.

Avere un compagno di battaglie può sempre far comodo.

Oltre ai due personaggi principali di Samurai Warriors 5 siamo riusciti a testare qualche altro generale durante le varie missioni come Toshiie Maeda (guerriero fidato di Oda Nobunaga) o il giovane stratega Hideyoshi Hashiba e ci sono sembrati tutti interessanti. Ogni eroe presenta un moveset stratificato tra attacchi leggeri, pesanti e attacco speciale musou, così come un albero delle abilità da potenziare progredendo con i classici livelli e le varie statistiche; sarà curioso capire quanto questi potenziamenti potranno influire sulle battaglie e sul proprio modo di giocare proseguendo nell’avventura.

Un ultimo dubbio riguarda la telecamera eccessivamente ballerina durante gli scontri più caotici e con il vizio di incastrarsi per qualche secondo nei bordi di mappa, una situazione in parte sistemata in queste prime ore di gioco bloccando costantemente l’obiettivo sul generale nemico di turno: si tratta di una scelta che ha reso la telecamera sorprendentemente responsiva nelle situazioni paradossalmente più delicate, ma speriamo che nella build finale ci sia modo di correggerla senza che sia il giocatore a doversi ingegnare troppo.

Versione testata: PC

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Piattaforme: pc, ps4, switch, xone
Questo primo test di Samurai Warriors 5 ci ha lasciato diverse sensazioni positive. Focalizzarsi su due personaggi principali per la narrazione può essere la scelta vincente per coinvolgere il videogiocatore, anche se bisognerà capire come verranno strutturati i vari scenari per i capitoli successivi senza che il risultato appaia eccessivamente frammentario. Il gameplay è fin dai primi minuti quello classico e riconoscibile in ogni musou, mentre il sistema di progressione e crescita potrebbe in parte spezzare il rischio legato alla ripetitività. Non vediamo l’ora di provare definitivamente il titolo per capire cosa possono essersi inventarsi i ragazzi di Koei Tecmo per portare avanti la saga e il genere a cui fa riferimento.

Pro

  • Maggior focus sulla narrazione e alcuni eroi
  • Divertente e frenetico fin dalla prima missione
  • Stilisticamente accattivante…

Contro

  • Il gameplay potrebbe mostrare il fianco alla ripetitività
  • … ma il comparto tecnico al momento è altalenante