Saints Row: The Third Full Package Edition | Recensione

Il tempo non è sempre galantuomo

Recensione
A cura di Nicolò Bicego - 17 Maggio 2019 - 12:42

Negli ultimi mesi, Nintendo Switch ha ospitato le edizioni rimasterizzate di numerosi titoli; spesso si è trattato di classici intramontabili, in altri casi di titoli caduti quasi completamente nel dimenticatoio. Il gioco di oggi sta a metà tra le due categorie. Saints Row: The Third, qui presentato nella sua Full Package Edition, è infatti un gioco che, pur non potendo essere considerato un classico, ha riscosso il suo buon successo di critica e di pubblico alla sua uscita, avvenuta otto anni fa sulle console di scorsa generazione. Si sa, però, che il tempo non è galantuomo proprio con tutti; vediamo allora se Saints Row: The Third Full Package Edition (da qui in poi semplicemente Saints Row 3) ha ancora qualcosa da dire al mondo videoludico del 2019 e, in particolare, ai possessori di Nintendo Switch.

Saints Row the third Switch 1

Gang di strada alla ribalta

Non è possibile parlare di Saints Row senza almeno nominare GTA; la serie di Rockstar è la palese ispirazione del titolo di Volition, ed è proprio in quest’ottica che possiamo capire alcune scelte stilistiche degli sviluppatori, a partire dal comparto narrativo. Abbandonando le atmosfere più seriose di GTA, Saints Row vuole infatti puntare su una comicità demenziale, politicamente scorretta e spesso ai limiti dell’assurdo.

Saints Row the third Switch 2

Lo si capisce già dalla trama: la gang di strada uscita vincitrice dai precedenti episodi è ormai un brand di successo, in grado di vendere merchandising e di avere, addirittura, un film in via di sviluppo. Proprio durante una rapina congegnata per pubblicizzare l’imminente film qualcosa va storto; la rapina era solamente una sceneggiata, ma i nostri criminali trovano un’inaspettata resistenza. Capiscono così che qualcuno sta cercando di soppiantarli, e da qui comincia la loro nuova guerra di strada per consolidare il loro potere. Vogliamo dirlo subito: la componente narrativa, come anche il resto del gioco, è invecchiata davvero male. Le battute caciarone dei personaggi riescono a strappare solo qualche saltuario sorriso, ma sono talmente forzate e al limite da risultare spesso indigeste. Politicamente scorretto non dovrebbe significare battute scurrili verso un genere o una minoranza, ma questo accade fin troppo spesso in Saints Row 3.

Saints Row the third Switch 3

Anche il comparto tecnico è invecchiato piuttosto male; sia chiaro, Saint Row 3 non era un gioco allo stato dell’arte neanche otto anni fa, ma il tempo trascorso è stato davvero impietoso per il titolo Volition, soprattutto considerando che stiamo parlare di Nintendo Switch, console su cui è uscito un open-world del calibro di Breath of the Wild. I modelli dei personaggi sono ancora pupazzosi, le ambientazioni soffrono il frequente aliasing, e basta poco perché il motore grafico cominci a singhiozzare, regalando una serie di fotogrammi ai nostri occhi piuttosto che un’esperienza videoludica. Una nota positiva va al comparto audio, che include un buon numero di tracce su licenza, che spaziano dalla musica classica al punk, dall’heavy metal all’hip hop, cercando così di accontentare tutti i palati.

Saints Row the third Switch 4

GTA, ma peggio

Come dicevamo, Saints Row è nato prendendo ispirazione da GTA. E questo è chiaro anche dal gameplay, che scimmiotta, almeno nella struttura, quello presentato dai titoli Rockstar. Si tratta infatti di un action open-world con meccaniche da TPS, in cui possiamo liberamente esplorare una città, Steelport, per completare un numero impressionante di missioni. A differenziare Saints Row 3 da titoli simili compare anche qui la sua demenzialità: le missioni del gioco sono spesso ai limiti dell’assurdo per metodologie ed obiettivi, e riescono così a divertire pur senza offrire nulla di davvero nuovo.

Saints Row the third Switch 5

Il vero problema sono, ancora una volta, gli otto anni passati dall’uscita originale: otto anni che hanno portato con loro titoli come GTA V, Red Dead Redemption 1 e 2, e così via. Titoli che fanno sembrare Saints Row 3 un gioco di vent’anni fa, scarno ed ancora acerbo. Le meccaniche da TPS appaiono legnose, le ambientazioni spoglie, le missioni fin troppo banali, e così via. Non sempre è una buona idea riproporre sul mercato un titolo di vecchia data, e certamente Saints Row 3 è uno di quei casi. La Full Package Edition su Nintendo Switch non aggiunge molto per migliorare la situazione del gioco. Essa include tutti i DLC usciti per il titolo originale, per cui vale però lo stesso discorso affrontato per la campagna principale.

Saints Row the third Switch 6

L’unica aggiunta interessante sta nella possibilità di giocare in co-op a schermo condiviso (per farlo avrete bisogno di due Joy-Con a testa), feature assente sulle console di scorsa generazione, che potrebbe rendere quantomeno godibile l’intera avventura perché, si sa, seminare il panico per le strade di città immaginarie è sempre più divertente in compagnia.

+ Molte attività da svolgere
+ Possibilità di giocare l'intera campagna in compagnia
- L'umorismo esagerato non fa ridere
- Invecchiato davvero male
- Tecnicamente datato

6.0

Saints Row: The Third Full Package Edition su Nintendo Switch non riesce a svecchiare un gioco che ha detto tutto quello che aveva da dire otto anni fa. I titoli open-world si sono evoluti moltissimo in questi anni, al punto da far sembrare il titolo Volition un gioco vetusto e acerbo, che non vale la pena giocare per chi ha a disposizione esponenti di gran lunga migliori dello stesso genere. Possiamo quindi consigliarlo solamente a chi davvero ha ancora fame di titoli open-world, o a chi ha intenzione di giocarlo in compagnia di un amico.




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