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Pikmin 3 Deluxe | Recensione – Gli adorabili esserini colorati sul pianeta Switch

Un altro grande titolo della libreria Wii U raggiunge i lidi di Switch

Mancavano solo i Pikmin tra gli “esodati” di Wii U che Nintendo aveva portato su Switch: era un’assenza che i fan avvertivano, perchè il prodotto del 2013, nonostante le traversie della console ospite, aveva destato ottime impressioni a tutte le latitudini, mettendo d’accordo critica e pubblico con un gameplay stratificato ed una presentazione di primo livello.
Pikmin 3 Deluxe, con cui siamo alle prese da tre settimane ormai, come avrete letto nella nostra anteprima dedicata, aggiunge relativamente poco alla formula, ma mantiene l’alto livello qualitativo della serie ed apre le porte ad un quarto episodio.

Fuga da PNF-404

Pikmin 3 Deluxe

Piattaforma:
SWITCH
Genere:
gestionale, strategico
Data di uscita:
30 Ottobre 2020
Sviluppatore:
Nintendo
Distributore:
Nintendo

Brittany, Charlie ed Alph sono tornati: i problemi di sovraffollamento e di reperimento del cibo del loro pianeta natale, Koppai, non sembrano essersi risolti a distanza di sette anni dalla pubblicazione originaria del titolo, ed ecco che i nostri si avventurano nuovamente nello spazio alla ricerca di risorse da riportare a casa, salvo schiantarsi sul pianeta PNF-404 e ritrovarsi separati, spaesati ed assolutamente ignari di come tornare indietro.

Per quanto buffa e leggera possa apparire, la narrativa di Pikmin 3 Deluxe, raccontata, ancora una volta, senza nemmeno una parola da parte dei protagonisti, risulta invece tremendamente d’attualità, e se strapperà un sorriso ai giocatori più giovani, risveglierà domande agrodolci nelle menti dei giocatori più navigati, che non potranno non notare dei preoccupanti parallelismi tra la gestione delle risorse sul pianeta Koppai e quella, sciagurata, che l’umanità sta attuando sulla Terra.

Ed è infatti palesemente il nostro pianeta natale l’ambientazione in cui si aggirano i protagonisti di Pikmin 3 Deluxe, così come dei due episodi precedenti, e l’umanità, nonostante l’abbondanza di manufatti che riconducono ad essa, è misteriosamente assente: se non è un monito questo…

Il nuovo sistema di puntamento all'opera

Il fascino a metà tra l’innocente e l’infantile, il senso della scoperta e la sensazione di vivere un’avventura in continuo divenire furono tra gli ingredienti principali che decretarono il successo della serie sin dal primo episodio, che debuttò su GameCube nel 2002 e portava la firma di nientemeno che Shigeru Miyamoto.

La particolarità della produzione, per un terzo strategico in tempo reale, per un terzo gestionale e per l’ultimo terzo un action game all’acqua di rose, e la ritrosia di Nintendo nel tenere vivi tutti i suoi franchise (F-Zero anyone?) hanno contribuito a creare un iato di ben nove anni tra il secondo ed il terzo episodio, che, sinceramente, speriamo di non essere costretti a rivivere in attesa del quarto episodio.
Sebbene rimanga un orpello rispetto al gameplay, che rappresenta sicuramente la star dello spettacolo, la storia, in questa nuova versione, guadagna qualche punto, grazie alle nuove interazioni tra i personaggi e agli inediti inserti narrativi che svelano qualche dettaglio aggiuntivo sul destino del Capitano Olimar e di Louie, che sono rimasti nel cuore di tutti gli appassionati dei primi due capitoli (e dei giocatori di Super Smash Bros. per quanto concerne il primo).

Rossi, blu, gialli, i Pikmin sono sempre utili

La potenza è nulla senza controllo

Più che soffermarci sulle dinamiche di gioco, immutate rispetto al titolo originale nella loro bilanciatissima miscela di esplorazione, combattimenti e strategia in tempo reale, ci preme sottolineare quanto Nintendo si sia impegnata per aggiungere feature e contenuti inediti a questa versione per Switch, in modo da renderla appetibile a tutti coloro che nella loro vita non hanno mai provato la gioia di servirsi di un Pikmin blu.

La prima delle due novità principali è rappresentata dalla possibilità di giocare in cooperativa locale l’intera campagna, sia tramite l’utilizzo di un Joy-Con per giocatore sia con un paio aggiuntivo (o un Pro Controller): abbiamo già espresso la nostra approvazione per questa scelta in fase di anteprima, in un mercato in cui le modalità multigiocatore sono ormai sempre più prigioniere del gioco online, e quindi non ci dilungheremo oltre.

La gioia di condividere le avventure degli esserini colorati con la dolce metà, o, meglio ancora, con figli o fratelli minori, basterebbe, da sola, a rendere questa edizione quella definitiva del gioco.

Ma ci sono grosse novità anche dal punto di vista del control scheme, aggiornato per questa edizione: a fronte del triplo schema di controlli apprezzato su Wii U, dov’era possibile utilizzare il GamePad, l’accoppiata wiimote e nunchuk e finanche il pro controller, su Switch Nintendo ha optato per rimuovere la possibilità di servirsi di un puntatore a schermo, includendo però quella che ci è sembrata l’aggiunta più significativa di questa riproposizione in termini di giocabilità.

Stiamo parlando di un tasto adibito al lock-on dei nemici (ZR, nello specifico), che snellisce notevolmente la fase di puntamento e rende assai più scorrevole l’avanzamento, soprattutto nelle fasi più concitate, in cui è richiesta assai meno precisione rispetto al passato e basta la pressione ripetuta del grilletto per scorrere tra i bersagli disponibili.

A quel punto, non resta che scegliere tra uno di due pulsanti frontali (A o X, rispettivamente) per decidere se scagliare una manciata di Pikmin verso l’obiettivo o dare l’ordine all’intero plotone di esserini di appropinquarsi in previsione di un attacco di massa: una soluzione tanto semplice quanto brillante, che giova al ritmo e facilita le cose anche per quanti non avessero mai provato un titolo della serie fin qui.
Proprio per i neofiti Nintendo ha anche ideato un sistema di consigli, utile qualora ci si senta persi, che non solo spiega cosa fare, ma al ritorno in-game dal menu applica anche una segnaletica orizzontale che guida il giocatore fino all’obiettivo: ai veterani non cambierà la vita (è comunque disattivabile dal menu dalle opzioni), ma tornerà utile ad una nuova generazione di allevatori di Pikmin.

Similmente, il fischio di adunata generale, che prima aveva un raggio di pochi metri virtuali di distanza dal capitano di turno, riesce adesso a raggiungere tutti i Pikmin sparsi sulla mappa, così da ovviare alla loro fastidiosa tendenza a disperdersi nelle ambientazioni dopo aver svolto il loro compito.

Parliamo certo di piccole accortezze, come anticipato, ma che concorrono tutte a rendere il gioco il più intuitivo ed accessibile possibile, a tutto vantaggio di larghe fasce di videogiocatori.

Giusto per fare un altro paio di esempi, la presenza di tre slot di salvataggio rispetto a quello singolo (che si autosovrascriveva) della versione originale e quella di una comoda minimappa nell’angolo in basso a destra della schermata rappresentano due ulteriori, piccole accortezze che vanno a migliorare l’esperienza di gioco.

L’impressione generale, non confermata da Nintendo ma facilmente intuibile da chiunque conosca la casa di Kyoto, è che le modifiche apportate a Pikmin 3 Deluxe vadano tutte nella direzione di ampliare notevolmente il target del prodotto, sperando che, grazie anche all’appeal e alla base installata di Switch, arrivi il tanto agognato successo commerciale, che aprirebbe le porte ad un quarto capitolo, che tanti aspettano già da qualche anno.

La cooperativa in locale rappresenta un bonus non indifferente

Tanta carne al fuoco

Alla lista delle novità vanno aggiunte anche la modalità Bingo, perfetta per la cooperativa locale e decisamente utile per acclimatare i neofiti alle meccaniche di gioco: trovare gli oggetti necessari all’interno di una mappa piena di cianfrusaglie si rivela divertente e di facile comprensione, e risulta un antipasto gustoso alla portata principale, rappresentata non solo dalla campagna, identica a quella originale fatto salvo per nuove cutscene, ma anche dalle storie estese di Louie e di Capitan Olimar.

Se nella versione Wii U queste erano solamente un allegro contorno, che punteggiava l’avanzamento lungo la storyline principale, su Switch esse sono giocabili: parliamo di mappe già viste i cui obiettivi sono rielaborati, regolate da un timer che mal si sposa, secondo noi, con la natura esplorativa del gioco, ma si tratta pur sempre di materiale extra di buona qualità, capace di prolungare la già significativa longevità del prodotto.

Ci sono sorprese anche alla fine della storia principale, ma, come da tradizione, ci guarderemo bene dallo svelarvele in questa sede: il gusto della sorpresa non ha eguali.

Ci sarebbe piaciuto cimentarci da subito con il nuovo livello di difficoltà inserito in questa edizione, ma a causa di una scelta piuttosto cervellotica (vincolarlo ad un primo completamento dell’avventura) non siamo riusciti a testarlo a sufficienza in tempo per questa recensione.

Nondimeno, la seconda run che abbiamo iniziato in questa modalità sembra restituire uno strategico in tempo reale che, pur semplificato rispetto ai mostri sacri del genere, può dare filo da torcere anche ai giocatori meno giovani.

I rifiuti dell'umanità sono ancora sparsi in giro per le mappe...

Abbiamo apprezzato anche la Piklopedia, che facilita la piena comprensione delle regole che governano il mondo di gioco, gli achievement interni (Nintendo, a quando un sistema generale?) e la presenza di tutti i contenuti aggiuntivi rilasciati post-lancio su Wii U, a formare un pacchetto il cui acquisto potrebbe essere sensato anche per chi già possedesse la versione del 2013.

Siamo costretti a dirci meno soddisfatti, purtroppo, a livello strettamente tecnico, soprattutto per quanto concerne la risoluzione ed il framerate del gioco, che non hanno visto alcun miglioramento rispetto all’edizione uscita ben sette anni e mezzo or sono: il framerate è bloccato a trenta frame per secondo tanto in modalità docked quanto portatile, e sebbene non cozzi troppo con i ritmi compassati dell’avventura (e non accusi cali significativi), portarlo a sessanta avrebbe sicuramente migliorato l’esperienza.

Discorso simile per quanto concerne la risoluzione: i 720p della modalità televisiva, pur non appesantendo eccessivamente la presentazione, non rendono d’altro canto pienamente giustizia all’eccellente direzione artistica, che risente ancora di più del calo fino a 576p in modalità portatile.

Quest’ultimo valore rappresenta sì un passo avanti rispetto ai 480p del gioco originale giocato sul GamePad di Wii U, ma uno indietro rispetto agli standard che la stessa Nintendo (e le migliori software house terze parti) hanno fissato per Switch sin dal lancio sul mercato.

Se volete portare a casa Pikmin 3, potete approfittare del prezzo di Amazon.

8,8

Pikmin 3 Deluxe

Piattaforme: switch
Come spesso accade con i titoli firmati Nintendo, il tempo è stato particolarmente galantuomo con Pikmin 3 Deluxe: non solo la formula base del gioco non è invecchiata di un giorno, rimanendo assai piacevole ed adatta a varie fasce di pubblico, ma il mercato degli strategici in tempo reale su console (ammesso che si voglia far rientrare la creatura di Miyamoto in questa categoria...) non ha fatto registrare significativi passi avanti dal 2013 ad oggi, consentendo all'avventura di Brittany, Charlie ed Alph di rimanere nell'olimpo degli esponenti migliori del genere. Le aggiunte di questa versione, dal nuovo livello di difficoltà ai controlli semplificati, dalle modalità cooperative in locale ai capitoli dedicati a Louie ed al Capitano Olimar, non fanno altro che rafforzare il concetto: questa è la versione migliore di uno dei titoli più stralunati, divertenti e originali della (sottovalutatissima) ludoteca Wii U. Vi abbiamo convinto?

Pro

  • Nuovo e più intuitivo schema di comandi
  • Concept di gioco ancora fresco e gradevole
  • Aggiunte contenutistiche rilevanti
  • La cooperativa locale può valere, da sola, il prezzo del biglietto

Contro

  • Perché non rendere la nuova difficoltà selezionabile da subito?
  • Tecnicamente molto (troppo?) simile alla versione Wii U
8,8