Quando un'azienda ammette pubblicamente che i propri prezzi sono diventati insostenibili per gli utenti, si tratta di un segnale che va ben oltre la semplice comunicazione aziendale. È quanto sta accadendo in casa Microsoft, dove la nuova responsabile della divisione Xbox, Asha Sharma, ha riconosciuto in un memorandum interno che il servizio in abbonamento Game Pass è diventato troppo costoso per i giocatori.
Il documento, trapelato e pubblicato dalla testata statunitense The Verge, apre uno spiraglio raro sull'autocritica interna di uno dei colossi del gaming mondiale.
Sharma ha preso le redini della divisione Xbox nel febbraio di quest'anno, subentrando a Phil Spencer. Nel memo trapelato, la nuova CEO non usa mezzi termini: il modello attuale di Game Pass "non è quello definitivo" e il servizio, pur restando "centrale per il valore del gaming su Xbox", necessita di una revisione strutturale.
"Nel breve periodo, Game Pass è diventato troppo caro per i giocatori, quindi abbiamo bisogno di un'equazione di valore migliore", si legge nel documento.
Il contesto in cui si inserisce questa ammissione è preciso e databile. Verso la fine del 2025, Microsoft ha operato un significativo ritocco verso l'alto delle tariffe di abbonamento, riorganizzando al contempo i diversi livelli del servizio. Il piano Game Pass Ultimate è salito a 27,99 euro al mese, una cifra che, per fare un paragone familiare al pubblico italiano, supera il costo mensile di piattaforme come Netflix nei piani premium.
Secondo quanto riportato da The Verge, uno dei fattori determinanti nell'aumento dei prezzi sarebbe stata la decisione di includere Call of Duty nell'abbonamento.
La serie sparatutto di Activision ha un peso economico enorme, e il suo inserimento nel catalogo Game Pass avrebbe inciso direttamente sui costi del servizio. Call of Duty: Black Ops 7 è uscito a novembre, circa un mese dopo l'entrata in vigore dei nuovi prezzi, rendendo evidente il legame tra le due vicende.
Sul fronte prospettico, Sharma delinea nel memo una visione a lungo termine che punta a trasformare Game Pass in un sistema più flessibile, con un percorso fatto di sperimentazione progressiva.
Non vengono forniti dettagli tecnici su come questa flessibilità si tradurrà in pratica, ma l'intenzione sembra quella di allontanarsi da una struttura rigida a favore di formule più modulari, capaci di adattarsi a platee di utenti con esigenze e disponibilità economiche differenti.
Da quando ha assunto la guida della divisione, Sharma ha già impresso alcune svolte visibili. Ha abbandonato la campagna di comunicazione "This is an Xbox", considerata evidentemente poco efficace, e ha confermato che la prossima generazione di console Xbox sarà compatibile sia con i giochi per console Xbox sia con quelli per PC.
Durante la Game Developers Conference, Microsoft ha condiviso ulteriori dettagli su questa piattaforma, con Sharma che ha anticipato come il nuovo hardware punterà a primeggiare nelle prestazioni.
Microsoft non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali in risposta alle domande dei media sul contenuto del memorandum. La questione rimane aperta, con il settore che osserva con attenzione come il colosso di Redmond intenda riequilibrare la proposta di valore di un servizio che, nel bene e nel male, ha ridefinito il modo in cui milioni di persone si approcciano al gaming su console.