Il mercato delle console negli Stati Uniti torna al centro delle preoccupazioni degli analisti. Mat Piscatella, di Circana, ha diffuso nuovi dati sulle vendite hardware di XBOX e PlayStation, accompagnandoli con un giudizio sulla situazione del settore che richiama uno dei passaggi più difficili della sua storia. L'allarme riguarda l'andamento commerciale delle macchine dei due marchi nel corso del 2026.
Le rilevazioni del servizio US Retail Tracking coprono il periodo dall'inizio dell'anno fino ad agosto e confrontano le unità vendute con quelle dello stesso intervallo del 2025. Per XBOX la flessione è del 33%, mentre per PlayStation il calo raggiunge il 25%. Si tratta quindi di un confronto sulle console acquistate nel periodo, con entrambi i marchi che registrano una contrazione rispetto all'anno precedente.
Le due serie di dati raggiungono anche soglie storiche differenti. Per il marchio Microsoft, le vendite hardware cumulative statunitensi sono al minimo storico. Per PlayStation, invece, il livello rilevato è il più basso dal 2013. Il riferimento di Piscatella resta quello delle unità vendute dall'inizio dell'anno fino al termine di agosto, all'interno del mercato monitorato da Circana.
L'analista ha descritto così la situazione: «Il mercato hardware statunitense non è stato in una posizione più precaria dai primi anni Ottanta». Il richiamo ai primi anni Ottanta accompagna dunque i risultati commerciali dei due produttori e porta il confronto oltre la singola flessione annuale, attraverso una valutazione esplicita della fragilità del mercato americano.
Tra i fattori che pesano sull'hardware figura la crisi dei componenti, associata agli aumenti di prezzo che hanno interessato l'industria dei videogiochi negli ultimi due anni. Piscatella cita anche le difficoltà legate alla RAM e alla disponibilità dei prodotti tra gli elementi che condizionano le prospettive di recupero, insieme al costo delle console per gli acquirenti.
Il precedente storico evocato risale al crollo del 1983, quando il mercato videoludico fu colpito da una crisi alimentata, tra gli altri fattori, dalla diffusione di giochi di scarsa qualità e dall'affollamento di console concorrenti. La ripresa arrivò un paio d'anni più tardi, sostenuta dall'arrivo del Nintendo Entertainment System a metà degli anni Ottanta.