C'è qualcosa di emblematico, quasi di poetico nell'amara accezione del termine, nella storia che ha colpito Stormgate nelle ultime settimane. Il gioco sviluppato da Frost Giant Studios (uno studio fondato da ex veterani di Blizzard, la casa madre di StarCraft e Warcraft) si ritrova a perdere il supporto multiplayer online non per scelta creativa né per mancanza di fondi diretti, ma perché il partner tecnologico che gestiva i suoi server è stato acquisito da un'azienda di intelligenza artificiale e ha deciso di abbandonare il settore dei videogiochi.
Una vicenda che racconta, in miniatura, le tensioni che attraversano oggi l'intera industria digitale.
Frost Giant ha comunicato la notizia direttamente sulla propria pagina Discord, con un messaggio che non lascia spazio a interpretazioni: Hathora, la società che si occupava dell'orchestrazione dei server di gioco, è stata acquisita da un'azienda di intelligenza artificiale e cesserà i propri servizi entro la fine di aprile 2026. La conseguenza pratica è che Stormgate perderà tutte le funzionalità multiplayer online.
Lo studio ha precisato che il gioco verrà aggiornato per consentire almeno il gioco offline, ma che il ripristino delle modalità online dipenderà dalla capacità di trovare un nuovo partner tecnologico — un processo tutt'altro che scontato.
La situazione si inserisce in un contesto già difficile per Stormgate. Il gioco aveva esordito con premesse ambiziose: una campagna Kickstarter da 2,4 milioni di dollari, un'eredità spirituale legata ai grandi RTS degli anni Novanta e Duemila, e la credibilità di un team proveniente da uno dei migliori studi al mondo nel genere.
Tuttavia, il lancio in accesso anticipato e i successivi aggiornamenti non hanno convinto la community. Le recensioni recenti su Steam sono catalogate come "per lo più negative" e il numero di giocatori connessi contemporaneamente non ha superato quota 100 nell'intero corso del 2026.
Vale la pena soffermarsi su Hathora, che non era un fornitore di nicchia. La società offriva infrastrutture server anche per altri titoli come Splitgate 2, Spectre Divide e Predecessor — quest'ultimo un MOBA ispirato all'eredità di Paragon, il gioco abbandonato da Epic Games nel 2018. Ora Hathora opera sotto l'ombrello di Fireworks AI, e i suoi fondatori hanno dichiarato di credere che in questo nuovo contesto potranno "avere il massimo impatto".
Una transizione che trasforma una realtà nata per supportare esperienze di gioco in tempo reale in uno strumento al servizio dell'intelligenza artificiale.
Non è da trascurare nemmeno un dettaglio che Frost Giant ha reso pubblico sulla pagina Steam di Stormgate: durante lo sviluppo del gioco sono stati utilizzati alcuni strumenti di IA, in particolare per la fase iniziale di ideazione e per migliorare la risoluzione dei ritratti dei personaggi aggiungendo animazioni facciali.
Lo studio ha tuttavia precisato che gli asset finali sono stati tutti realizzati da artisti in carne e ossa, e che nessun sviluppatore è stato sostituito da sistemi automatizzati. Una puntualizzazione che, nel clima attuale, ha quasi il sapore di una dichiarazione di principio.
Quello che emerge da questa vicenda è una dinamica ricorrente nell'ecosistema dei live service game. Le infrastrutture che li sostenevano, come quelle di Hathora, si stanno ora spostando verso l'intelligenza artificiale, abbandonando al proprio destino progetti e community che su di esse avevano costruito le proprie aspettative.
Per Stormgate, che aveva già accumulato delusioni lungo il percorso, questa è un'ulteriore battuta d'arresto. La speranza dei giocatori rimasti fedeli al titolo è ora legata alla capacità di Frost Giant di trovare un nuovo partner in tempi ragionevoli.