Hoa 2 si lascia assaggiare prima del lancio con una prova gratuita, e per chi aveva apprezzato la delicatezza del primo capitolo è una piccola occasione da tenere d’occhio. Il sequel riprende l’idea di un’avventura fiabesca e rilassata, ma cambia prospettiva con un mondo ora costruito in tre dimensioni.
Il primo Hoa era un puzzle platform compatto, praticamente privo di combattimenti e tutto giocato su atmosfera, colori e ritmo contemplativo, mentre altrove quell’immaginario ha ispirato la mod Ghibli di Skyrim con tre città rielaborate. Il seguito sembra voler conservare quella identità, spostando però il viaggio della piccola protagonista in ambienti più ampi e ricchi di interazioni.
La prova gratuita disponibile su Steam permette di mettere mano a questo nuovo approccio senza dover attendere l’uscita completa. Non viene indicata una durata precisa, ma la natura raccolta della serie lascia immaginare un assaggio pensato soprattutto per mostrare tono, movimento e prime idee di design. La demo è disponibile su Steam.
La premessa del sequel vede la protagonista tornare in un mondo vivace, interagire con la natura, collaborare con creature particolari e scoprire nuovi segreti e abilità per aiutare un vecchio amico. È una formula coerente con l’anima del primo episodio, ma con una scala apparentemente più ampia.
Tra gli elementi più curiosi ci sono costumi da collezionare, segreti nascosti e minigiochi capaci di sbloccare ricompense uniche. Sono dettagli piccoli, ma interessanti per un gioco che vive molto sulla voglia di esplorare con calma, senza trasformare ogni passo in una sfida aggressiva.
Chi non conosce il capitolo originale può farsi un’idea del tono recuperando la nostra recensione di Hoa e delle sue atmosfere ispirate allo Studio Ghibli, dove emergeva proprio la natura soffice e contemplativa dell’esperienza.
La prova di Hoa 2 è per ora legata a Steam, mentre il gioco completo è previsto anche su PlayStation 5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch 2. Per un sequel così raccolto, la cosa più interessante resta capire se il passaggio al mondo 3D riuscirà ad ampliare l’esplorazione senza perdere quella semplicità che aveva definito il primo capitolo.