Il modder David Matos ha pubblicato Shader Injector 2.0, una nuova versione del progetto dedicato a Final Fantasy VII Rebirth su PC. L'intervento punta soprattutto a correggere l'illuminazione piatta del gioco, modificando la resa delle scene con effetti grafici che, per qualità e coerenza, potrebbero trovare posto in un remaster ufficiale.
Il risultato non richiede una procedura particolarmente complessa: la mod è stata progettata per offrire un'installazione semplice e un impatto limitato sulle prestazioni. Gli effetti introdotti rinnovano il colpo d'occhio senza imporre costi eccessivi all'hardware, un equilibrio che Matos vorrebbe migliorare ulteriormente intervenendo sul funzionamento interno dell'iniettore.
Il punto di partenza è il sistema di illuminazione scelto da Square Enix per il secondo capitolo del progetto Remake, che in alcune situazioni restituisce immagini meno profonde di quanto consentirebbero ambientazioni e modelli. Anche la resa delle ombre di Final Fantasy VII Rebirth è già stata oggetto di interventi legati alle osservazioni dei giocatori.
Matos ha spiegato di aver raggiunto con la versione 2.0 molti degli obiettivi fissati per il progetto. Il modder non individua altri grandi miglioramenti da applicare alla configurazione attuale, motivo per cui questa edizione potrebbe anche rappresentare il punto d'arrivo dello Shader Injector nella sua forma presente.
Le possibilità potrebbero però ampliarsi attraverso l'introduzione di passaggi di rendering personalizzati. Questa funzione permetterebbe di ridurre sensibilmente il costo degli effetti già implementati, rendendoli più leggeri e puliti. La stessa base tecnica lascerebbe inoltre maggiore libertà per sperimentare soluzioni grafiche più complesse senza appesantire il gioco nella stessa misura.
Tra le idee considerate c'è la sostituzione dello sfondo celeste con un cielo completamente procedurale, accompagnato da nuvole volumetriche realmente in movimento. Matos valuta inoltre forme di illuminazione globale più avanzata rispetto alle soluzioni limitate allo spazio dello schermo. Il cielo potrebbe essere sostituito già con gli strumenti attuali, ma il risultato sarebbe lento e ancora poco rifinito.
I filmati comparativi realizzati da FrameRateX mostrano le differenze tra il gioco originale e la configurazione modificata, mettendo in evidenza il nuovo comportamento della luce. Gli sviluppi più ambiziosi dipenderanno dall'eventuale lavoro sui passaggi di rendering, che fornirebbero a Matos il margine necessario per spingere ulteriormente gli effetti mantenendo sotto controllo le prestazioni.