Take-Two Interactive rovina il Natale ai fan di Grand Theft Auto. Il colosso ha infatti fatto rimuovere un progetto amatoriale che aveva dell’incredibile: una versione completamente giocabile di Grand Theft Auto: Vice City eseguita direttamente all’interno del browser, senza installazioni o emulatori tradizionali.
Il progetto, realizzato dal team noto come The Dos Zone, era riuscito nell’impresa di portare l’intero Vice City del 2002 sul web. Non una demo, non una tech proof, ma il gioco completo, con prestazioni sorprendentemente stabili e un supporto ai controller che ricordava da vicino l’esperienza originale su PlayStation 2.
Un lavoro monumentale, frutto di mesi – se non anni – di sviluppo, che aveva immediatamente attirato l’attenzione della community. E, inevitabilmente, anche quella dei legali di Take-Two.
A pochi giorni dalla diffusione del progetto, il sito che ospitava il browser game è stato oscurato. La rimozione è avvenuta in seguito a una comunicazione ufficiale inviata da EBRAND, società che si occupa di tutela dei diritti digitali, agendo per conto di Take-Two Interactive, casa madre di Rockstar Games.
Nella mail, condivisa pubblicamente da The Dos Zone, viene richiesto di disabilitare o chiudere il progetto, citando l’uso non autorizzato di artwork, loghi e branding di Grand Theft Auto: Vice City. In caso di mancata collaborazione, il messaggio fa esplicito riferimento a possibili azioni legali.
La decisione appare ancora più amara se si considera un dettaglio fondamentale: per giocare era necessario caricare una copia legittima del gioco. Il browser port non distribuiva file protetti da copyright, ma si limitava a fornire un’infrastruttura tecnica per l’esecuzione.
Non è la prima volta che Take-Two finisce al centro delle polemiche per la rimozione di mod e progetti fan-made. Pur non essendo aggressiva come Nintendo sul fronte della protezione della proprietà intellettuale, la compagnia è stata più volte criticata per interventi percepiti come eccessivamente rigidi.
Dal punto di vista legale, la posizione dell’editore è difficilmente attaccabile. Dal punto di vista culturale, però, il colpo è duro. Progetti come questo non generano profitti, ma mantengono vivo l’interesse per opere storiche, contribuendo alla loro preservazione.
È probabile che The Dos Zone fosse consapevole del rischio fin dall’inizio. Contro l’apparato legale di Take-Two, anche il più brillante dei progetti indipendenti ha poche possibilità di sopravvivere.
Resta la speranza che questa versione browser di Vice City possa riemergere in qualche forma alternativa. Ma, per ora, il sogno di tornare a sfrecciare tra le strade neon di Vice City direttamente dal browser è stato spento. Proprio sotto l’albero di Natale.