Frozen Synapse 2, la recensione del tattico di Mode 7

By |24/09/2018|Categories: In Evidenza, Recensione|Tags: |

Sono serviti ben sette anni per veder arrivare sulle pagine virtuali di Steam Frozen Synapse 2, ma sono anche bastati pochi turni e qualche chilo perso per colpa del sudore freddo generato da ogni mossa per capire come sia valsa la pena aspettare così tanto. Il sequel del tattico futuristico sviluppato da Mode 7 si presenta come una versione espansa e sotto steroidi del primo capitolo, rimane pressoché inalterata la parte tattica e la profondità dietro ad ogni singolo scontro, ma viene radicalmente cambiata la cornice entro cui si muovono quei freddi e anonimi omini verdi e rossi, ora coinvolti in qualcosa di più corale ed esteso.

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L’operazione bigger is better è riuscita in buona parte e questo Frozen Synapse 2 è ancora quel lavoro certosino dove ogni tassello è perfettamente incastrato per formare uno splendido puzzle ma, come si sa, quando un puzzle tende ad aumentare troppo le sue dimensioni c’è anche il rischio che l’abbondanza finisca con l’essere in qualche modo controproducente.

Frozen Synapse 2, così come il suo predecessore, dietro i neon e la sua lineare spigolosità, nasconde una profondità tattica che può mettere in difficoltà anche i giocatori più navigati, motivo per cui il tutorial va considerato non come un orpello estetico, ma come indispensabile lasciapassare verso la campagna in singleplayer e le modalità online. Le spiegazioni sui comandi, sulla lettura dell’interfaccia e su come impartire gli ordini appaiono però troppo sommarie, viene giusto introdotto lo spostamento delle unità e come ingaggiare i nemici, ma non si va oltre a questo strato fin troppo superficiale. Allo stesso modo, anche la campagna presenta una difficoltà di interpretazione simile: rispetto alla storia del primo capitolo, ora questa modalità presenta una parte strategica decisamente più importante e non è più esclusivamente composta da una serie lineare di missioni.

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Al giocatore viene invece richiesto di guidare una delle fazioni che si spartiscono una città futuristica, fatta di grattacieli, quartieri generali e banche, ma soprattutto di cospirazioni, tradimenti, alleanze infrante ed operazioni segrete. C’è anche una storia di fondo – disattivabile nelle impostazioni della campagna e la cui assenza trasforma Frozen Synapse 2 in una sorta di sandbox – che coinvolge un misterioso gruppo chiamato Sonata e che giocherà mano a mano un ruolo sempre più predominante nella ricerca delle reliquie sparse nella metropoli. Non aspettatevi nulla di che, ma in mezzo a qualche cybercliché c’è anche spazio per qualche spunto interessante, al prezzo però di lunghi dialoghi scritti interamente in inglese.

Questa linea narrativa scandirà il progresso delle missioni principali, a cui si intrecciano però anche numerosi compiti secondari, dettati di volta in volta dall’interazione con le altre fazioni, oltre ad alcune mansioni più tipicamente gestionali, come il reclutamento e l’armamento dei mercenari a propria disposizione, le entrate economiche e la diplomazia: insomma, i parametri da tenere sott’occhio non sono affatto pochi, ma soprattutto non sono sostenuti da una UI in grado di mettere in ordine tutte le componenti che formano la campagna. Inoltre, non è detto che aggiungere sia per forza un bene e ad esempio la diplomazia funziona solo a tratti, per via di una AI sì aggressiva, ma fin troppo spregiudicata fino quasi alla poca assennatezza, con dichiarazioni di ostilità e trattati d’amicizia che vanno e vengono con troppa semplicità.

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La nuova veste della campagna richiede un po’ di pratica, dà più libertà d’azione al giocatore, ma rischia anche di confondere le idee per via di una struttura reticolare non sempre perfettamente funzionante e ben amalgamata fra tutte le sue parti. Dove non c’è spazio per alcuna critica è però nella componente tattica, vero cuore pulsante dell’esperienza e che torna in tutta la sua carica di tensione anche in questo secondo capitolo.

Almeno in questo frangente Mode 7 si è affidata a delle scelte più conservative e, a parte qualche nuova tipologia di unità, come i soldati dotati di coltelli o di lanciafiamme, il sistema alla base dei comandi impartiti è molto vicino a quanto proposto dal primo capitolo: le unità vanno quindi dirette singolarmente, in modo tale da creare una coda di comandi che verranno eseguiti una volta concluso il proprio turno. Il ventaglio delle azioni a propria disposizione è abbastanza ampio, più che sufficiente per mettere in piedi tattiche articolate, nonostante il numero ridotto di truppe messe in gioco.

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Scatti dietro una parete, attese per non farsi scoprire, fuoco di copertura, differenti posizioni: nulla viene lasciato al caso, anche sul campo di battaglie servono un po’ di test prima di assimilare del tutto le interfacce, ma ogni turno può essere simulato per vedere l’ipotetico risultato delle proprie scelte e questo lascia spazio ad infiniti test anche per quel che riguarda i comandi. Ciò non toglie però l’incertezza che aleggia dietro ad ogni mossa, perché Frozen Synapse 2 è come una partita di scacchi su grande scala, ci si può fare un’idea delle mosse e delle contromosse dell’avversario ed agire di conseguenza, ma non c’è mai la certezza che il nostro ragionamento abbia seguito lo stesso filo nella testa di chi sta dall’altra parte. Un ulteriore valore aggiunto risiede poi nel level design, composto da un mix di proceduralità e di parti pre-impostate e che viene valorizzato da un elevato grado di interazione.

C’è chi apprezzerà le novità introdotte nella campagna principale, c’è chi verrà sommerso dalle informazioni e affogherà disperato fra i vicoli urbani di quella gelida città del futuro maledicendo Mode 7, ma in realtà poco importa, perché Frozen Synapse 2, proprio come chi lo ha preceduto, dà il meglio di sé quando viene giocato contro altri esseri umani. Preciso subito: non che l’IA sia insufficiente, anzi, è decisamente ostica e capace di mettere alle strette anche chi ben conosce i meccanismi del gioco, ma fronteggiare un avversario in carne ed ossa possiede tutto un altro sapore.

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Sul versante online, la modalità principale rimane il match asincrono, con i turni giocati indipendentemente dai due contendenti, che poi verranno inviati al server che infine eseguirà simultaneamente le mosse, mostrando per ultimo l’output delle proprie scelte. Visto lo scarso numero di unità a disposizione e data l’incertezza che aleggia sopra ogni singola decisione, un singolo errore può portare alla sconfitta ed è proprio nella tensione che si genera in ogni turno che va ricercato il vero senso d’essere di Frozen Synapse 2. La novità nel comparto multiplayer è rappresentato dalle partite chiamate One Turn che, proprio come dice la parola stessa, si svolgono su un singolo turno, un concentrato di adrenalina e tattica che si risolve praticamente in soli cinque secondi.

Frozen Synapse 2 mantiene vivo il legame sotto l’aspetto visivo con il suo primo capitolo e lo fa rimanendo fedele ad uno stile lineare e fatto di una ristretta palette di colori dai toni accesi e luci al neon, uno standard che si sposa alla perfezione con quello che il titolo vuole trasmettere. Ottima anche la colonna sonora d’accompagnamento, composta da nervous_testpilot, fatta di note elettroniche e synth. Infine, qualche perplessità emerge dalla stabilità del codice: durante la prova sono infatti apparsi un paio di crash che hanno costretto il riavvio del gioco, nulla che non si possa correggere auspicabilmente con una patch, ma spiacevoli inconvenienti che sul momento hanno provocato più che un semplice fastidio, “rompendo” a metà una difficile missione nel mezzo della campagna.

- La parte tattica non ha perso un centesimo del suo fascino
- Tante interessanti aggiunte
- Il multiplayer dà assuefazione
- Componente audiovisiva perfettamente integrata
- Qualche crash di troppo
- Serve del tempo per mettere in ordine l'UI
- La campagna rischia di spaesare

8.0

Con Frozen Synapse 2 Mode 7 ha voluto allargare il raggio d’azione del loro primo lavoro e il risultato è più che soddisfacente, anche perché le basi tattiche da cui partiva erano più che solide e, a meno di un mezzo disastro, era impossibile fare fiasco. Le novità riguardano soprattutto le modalità di gioco, in primis la campagna, allargata e dotata ora di una struttura strategica che le dona sì maggiore profondità, a discapito però di una immediatezza che poteva esser salvaguardata implementando meglio il tutorial e le interfacce. Sul campo di battaglia non c’è invece molto da dire, gli scontri funzionavano prima e funzionano benissimo anche ora, impreziositi inoltre da qualche variante in più, come le nuove classi per le unità.