FIFA 19, la recensione della versione Nintendo Switch

By |28/09/2018|Categories: In Evidenza, Recensione|Tags: |

FIFA 19 è disponibile da oggi per tutte le piattaforme, e Nintendo Switch, per il secondo anno di fila, si conferma tra le console supportate da EA Sports. Un bel traguardo per l’ibrida della Grande  N, verso cui Electronic Arts si è affacciata pur nutrendo una buona dose di scetticismo – comprensibile, visti i trascorsi – e con il mantra “vedremo come andrà” alla pubblicazione dell’edizione scorsa. Evidentemente, le cose sono andate bene o comunque abbastanza da giustificare il lancio di una nuova versione, dopo che quella dell’anno 18 ha venduto più copie su Switch che su PS4 in Giappone. Un successo che si ripeterà anche stavolta? Vediamo insieme se le premesse perlomeno tecniche sono positive.

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Le novità presenti e assenti

Era scontato e lo abbiamo appurato con FIFA 18: EA Sports introduce tutte le novità del caso nell’edizione principale per PC, PS4 e Xbox One, portando il possibile su Switch che invece parte dalla base pre-Frostbite engine, ovvero quella della stagione 2016. Quest’anno il trend viene confermato, sebbene la notizia sia che la variante “current-gen” non ha cambiamenti di rilievo tali da far sentire la mancanza su NSW e quest’ultima, allo stesso modo, ha quel paio di ritocchi che rendono piuttosto bene il senso di novità.

Non ci sono quindi gli aggiornamenti di natura prettamente tecnica come il doppio tap per il tiro di precisione o l’associazione di uno specifico modulo all’atteggiamento adottato a partita in corso, le finezze di maggior rilievo introdotte in FIFA 19, così come sono assenti le 50/50 Battles; carenza questa un po’ più pesante visto che si tratta di un raro tentativo dello sviluppatore di porre freno all’indole arcade dei contrasti e dei movimenti in mezzo al campo.

Sono state invece mantenute le nuove regole per le amichevoli, che permettono di avere quel tocco di freschezza e leggerezza nelle sfide con gli amici: c’è la modalità senza falli, Sopravvivenza che, lungi dall’essere una battle royale come si temeva inizialmente, espelle un giocatore in maniera casuale ad ogni rete siglata, e così via. Una novità che, a ben vedere, non si poteva proprio togliere a Switch, che fa del gioco in locale con gli amici uno dei suoi pezzi forti.

L’altra novità irrinunciabile, principe oseremmo dire (al punto che all’ultimo E3 si è parlato soltanto di lei…), è l’acquisizione dei diritti UEFA per Champions League, Europa League e Supercoppa Europea. Il blu della Coppa dalle grandi orecchie vi seguirà ovunque esattamente come nelle altre versioni: nelle amichevoli, nella modalità torneo ad hoc e nella Carriera. La presentazione è ugualmente fedele, anche se per forza di cose un po’ più povera da una prospettiva qualitativa.

Ecco, a proposito di Carriera, va notato come su questo punto EA Sports si sia fermata all’annata di FIFA 16 e a tutti gli effetti questo costituisca un piccolo grande difetto per gli appassionati della modalità. Lasciando da parte le considerazioni sul Frostbite che facevamo prima (e nella nostra recensione di FIFA 18 su Switch), non capiamo come mai – oltre alle trattative con le scene d’intermezzo e i dialoghi mossi dal motore di DICE – manchino pure la gestione del budget e del brand tra magliette vendute e biglietti per lo stadio, così come le descrizioni delle squadre alla selezione della nostra ad inizio stagione. Sono dettagli, certo, ma che si potrebbe aggiungere per ridurre ulteriormente almeno dove possibile il gap con le altre piattaforme, in un posto dove si è già rinunciato a prescindere a Il Viaggio.

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La modalità portatile

Passando alle valutazioni sul gameplay, non possiamo non tenere conto  del fatto che FIFA 19 sia giocabile in portabilità soltanto su Nintendo Switch. È un valore aggiunto senza se e senza ma; uno di quelli che da solo vale il prezzo richiesto in presenza di un fan del calcio e delle sue corrispondenze videoludiche ma anche per chi sia curioso di prendere in mano un gioco con questo tipo di complessità e vocazione un po’ atipica su una piattaforma Nintendo.

Tuttavia, ci sono alcune valutazioni da fare. Chi vi scrive non è troppo convinto della praticità di Switch quando si parla di modalità portatile; amo lei e le implicazioni che questa comporta (ad esempio, con FIFA 19 abbiamo passato un pomeriggio meno pesante in clinica mentre pensavamo a cosa raccontarvi nella nostra recensione), ma credo che tenerla in mano sia abbastanza scomodo per via delle sue dimensioni un pelo eccessive.

Con lo sportivo di EA questa mia convinzione ha trovato in un certo senso conferma: alcuni comandi sono per forza di cose lontani da una disponibilità comoda del giocatore pure con mani di dimensioni medio grandi, ed è così che giocando in modalità portatile si fa fatica ad usare l’analogico sinistro con la precisione necessaria per fare uno slalom a centrocampo o l’analogico destro per effettuare qualche finta utile a smarcarsi.

C’è una learning curve, chiaramente non ripidissima, da affrontare quando Switch non è collegata al televisore ma qui si parla di un utente (il sottoscritto) che non solo non ha mai perso: non ha mai neppure preso gol nella modalità docked, mentre ha perso (con il Napoli) contro un alter ego scelto in maniera randomica dall’IA al posto dello Stella Rossa sprovvisto di licenza. Due volte.

Sarà che la difesa degli Azzurri è perfettibile ma mi sono sentito un po’ costretto con il “tablet” tra le mani e non è stata la stessa sensazione che ho provato ai tempi di PSP e PS Vita, il cui feeling mi aspettavo o perlomeno desideravo di ritrovare a questa tornata.

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Il gameplay

Per quanto riguarda tutti gli altri aspetti collegati al “nuovo” FIFA 19, la versione riservata alla platea Switch è meno raffinata in termini di dribbling e controllo palla, e il motivo è l’eredità raccolta da una versione di qualche anno fa oltre che per la differenza di feeling tra TV e portatile.

La mancanza della ripulitura avvenuta altrove nel frattempo e di qualche animazione utile soprattutto a rallentare le azioni fa sì che in mezzo al campo il gioco si sia fatto ancora più veloce e aggressivo, con palle rubate a qualunque latitudine e zero tempo per pensare con la palla nella nostra metà campo. Sempre in materia di animazioni, se ne trovano spesso di scattose e innaturali o persino fallaci durante le cut-scene.

Il livello di difficoltà dell’IA, già abbassato notevolmente negli anni, è ancora rivolto verso il basso in questa variante. Con squadre forti si segna tanto e non si prendono gol, con le deboli si vince agevolmente anche contro i più forti, e parliamo del livello Leggenda, e il tutto è dovuto ad una certa staticità di difese inermi o giù di lì di fronte a cambi di direzioni e calciatori veloci.

Online, sono state mantenute le prerogative di F18, aggiungendo la possibilità di giocare con un amico di propria scelta. FUT Champions e Squad Battles sono ancora assenti, principalmente per una volontà di tenere Switch staccata dall’ecosistema principale di FIFA e quindi dalla scena competitiva per via della sua natura “custom” fatta a mano. C’è da sottolineare però che, pur non godendo di connessioni iperveloci, i fenomeni di latenza sono stati molto contenuti nella nostra prova. Vorremmo poter dire lo stesso dei rosiconi che si sono sottratti alla sfida una volta sotto di due reti…

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Chiudendo sulla grafica, il passaggio rispetto al precedente capitolo c’è stato ed è alquanto evidente, con ritocchi all’illuminazione palesi e capaci di generare adesso un’immagine più chiara. Il gioco ha un aspetto asciutto non tanto nella realizzazione dei calciatori quanto in quella delle arene e degli elementi coreografici; in generale è però gradevole e funzionale nella modalità portatile, dove difficilmente soffrirete lo stacco tenendo presente la natura così particolare della versione al confronto con PS4, Xbox One e Switch. Il gap si acuisce una volta passati alla TV, dove vi sarà necessariamente richiesto di chiudere un occhio e concentrarvi sul frenetico gameplay proposto. Siamo sempre molto distanti come colpo d’occhio e i primi piani tradiscono un impianto scalato dalle versioni di metà generazione.

+ Miglioramenti alla grafica
+ Anche qui c'è la Champions League
+ Su Switch diverte come sulle altre piattaforme
- Novità tecniche non pervenute
- Non comodissimo in portabilità

7.5

FIFA 19 è dunque un update di discreta qualità rispetto all’edizione della scorsa annata in termini puramente visivi: un comparto grafico perfezionato, licenze UEFA, nuovi stadi e kit per tutte le squadre presenti. Se resistete di norma al fascino di questi elementi, potete pensare di prenderlo nel mezzo della stagione ad un prezzo più contenuto, dal momento che come gameplay e modalità c’è stata una pigrizia di fondo dettata soltanto parzialmente dal mancato supporto al Frostbite.