Dead or Alive 6, provato in vista della recensione

Provato
A cura di Matteo Bussani - 1 Febbraio 2019 - 9:54

Il misto di botte e provocanti decolleté di Dead or Alive porta da sempre con sé il fascino del non prendersi mai sul serio. Come mai potrebbe farlo un picchiaduro dalle meccaniche agili e divertenti ma così surreale ed eccessivamente nipponico in tutto il resto? La formula piace, senza distinzione di pubblico, anche se poi sappiamo bene cosa è rimasto nell’immaginario comune da questa serena rappresentazione delle provocanti curve femminili. E ora, essere arrivati ad accogliere un sesto capitolo, per la serie che ha preso il largo con il primo capitolo sui cabinati nel lontano 1996, è di certo una testimonianza che oltre alla superficie c’è tanto di più. In vista dell’uscita di Dead or Alive 6, fissata per il 1° marzo, siamo stati chiamati negli uffici di Koch Media per provare in anteprima le primissime battute del titolo, per circa un’ora a cavallo di tutte le modalità. Una prova che si è rivelata un assaggio fugace di quello che possiamo aspettarci, ma che le apre le porte a considerazioni tutto fuorché definitive, o presunte tali.

Dead or Alive 6 Schermata Iniziale

Back to the Dead or Alive

L’incipit narrativo della modalità storia ci introduce subito al pretesto narrativo principale che porterà poi i vari personaggi a partecipare al famosissimo omonimo torneo: Dead or Alive. La storia prende il largo da quella di Dead or Alive 5, con Kasumi in eremitaggio ed Helena che tesse le trame dell’avventura, aiutata da Marie Rose. La missione poi dà il là a tutta la serie di eventi che non possiamo continuare a narrarvi. Possiamo invece raccontarvi che l’avventura è strutturata in una sorta di schema a griglia, in cui sull’asse delle ascisse troviamo in fila i diversi personaggi, mentre su quello delle ordinate scandisce il tempo dello svolgersi degli eventi. Dead or Alive 6, pur lasciandoci spesso la possibilità di scegliere, non ci permetterà dunque di continuare con lo stesso personaggio dall’inizio alla fine. La modalità è perfetta per riscoprire il gameplay, iniziando a gestire i diversi ritmi e moveset dei personaggi. Allo stato attuale sembra molto scanzonata (quando mai non lo è stata) e con i nuovi personaggi sembra ambire a quel giusto misto di no-sense e stravaganza che dà tono alla serie.

Dead or Alive 6 Helena e Marie Rose

Se si vuole portare la sfida un po’ più in là, dopo il tutorial, conviene affidarsi alla modalità dedicata alle sfide. Nella pratica si tratta di scontri con personaggi predefiniti con attivi tre compiti, ognuno che indica una particolare azione in battaglia. Completata l’impresa, con una, due o tutte e tre le richieste, ci vengono date stelle di pari numero che sbloccano gli scontri successivi. Abbiamo provate solo 3, le prime, e non ci sono sembrati particolarmente complesse, ma spulciando nell’elenco possiamo anticiparvi che la storia è destinata a cambiare. In particolare, le richieste che popolano la suddetta modalità, fanno sì che il giocatore tenda ad acquisire una sempre maggiore competenza nell’utilizzo di tecniche più o meno avanzate nel corso della battaglia. Più che l’apprendimento delle combo, mettono il giocatore nel mezzo di scontri in cui devono trovare l’attimo giusto per affondare una determinata mossa o una presa, sviluppando quel senso di adattabilità fondamentale in un picchiaduro.

Dead or Alive 6 Tutorial Mode

Dal neofita al picchiatore seriale

Dead or Alive 6 porta quel suo fare scanzonato anche nel gameplay che non ha pretese di complessità eccessive, ma con l’ultimo aggiornamento introduce quelle due/tre meccaniche di semplificazione che aprono il gioco a un pubblico più vasto senza snaturarlo. Mi viene in mente il Fatal Rush, combo semplicissime che si effettuano con la pressione consecutiva del tasto pugno o del tasto calcio, spettacolari, semplici da eseguire, ma non particolarmente dannose. Viene poi introdotta la Break Gauge, la prima “super” barra della serie. Riempita tra offesa e difesa, apre il giocatore nuove possibilità di attacco con il Break Blow, oppure a un contrattacco dal nome Break Hold, oppure ancora una schivata che infligge buoni danni con il giusto tempismo.Insieme, queste meccaniche danno al neofita più chance di inserirsi nei meccanismi di Dead or Alive, che raggiunge un livello di semplificazione superiore per tutte le pratiche base. Il combat-system rimane comunque fedele al sistema classico a’la carta-forbice-sasso, fatto di prese, lanci e colpi e introduce nuovi e spettacolari modi per dinamizzare le ambientazioni e far sì che il giocatore possa interagire con loro.

Dead or Alive 6 Break

Il roster, arricchito di nuovi personaggi, riaccoglie la figura di Raidou, andato per disperso dopo la terza edizione di Dead or Alive, e apre le porte a NiCO, una scienziata dalla Finlandia e Diego e un combattente da strada messicano che lotta nelle periferie di New York.
Tecnicamente su PS4, il gioco si difende più che bene, rispetto alle attuali produzioni e vanta un livello di dettaglio al pari della concorrenza, con la solita attenzione maniacale alla fisica della gravità.

Dead or Alive 6, dopo questa prova, ha confermato di essere da una parte estremamente fedele alla serie, ma dall’altra di aver compreso tutte le esigenze del neofita moderno e averle trasformate in un sistema dapprima immediato, ma con ampi margini di approfondimento. Il folle rapporto tra personaggi tirati a lucido e sempre accaldati, una storia in bilico tra giapponesismi e no-sense e un piacevolissimo combat-system sembra avere la giusta freschezza per fare di nuovo centro dal 1° di marzo su PS4, Xbox One e PC. Rimanete sintonizzati su spaziogames.it per tutte le novità sul gioco.




TAG: dead or alive 6