Dakar 18, tra fango e sabbia nelle lande sconfinate del Sud America

By |27/09/2018|Categories: In Evidenza, Recensione|Tags: |

Basato sul popolare rally raid organizzato da “Amaury Sport Organisation” (ASO) in Sud America, Dakar 18 vuole essere una simulazione su licenza ufficiale il più possibile vicina alla controparte reale di quella che è forse la più estrema competizione off-road esistente.

Nonostante i rivali di spicco presenti in ambito “rallystico”, i quali offrono una vasta gamma di gare e attività, Bigmoon Entertainment ha deciso di puntare su una singola specialità, concentrandosi su una ristretta cerchia di appassionati che vogliono allontanarsi dalle grandi permissività degli altri titoli di corse.

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Tra le dune

In Dakar 18, esattamente come nella realtà, l’obiettivo è di trovare e convalidare tutti i “waypoint” sul percorso prima di tagliare il traguardo, nel minor tempo possibile. Tutte le volte che le luci sull’indicatore a sinistra si accendono, la convalida è avvenuta correttamente ed è dunque possibile passare al waypoint successivo, ma non esiste di fatto una regola che costringe a farlo in una sequenza prestabilita o lineare.

Inoltre, non tutti i waypoint sono obbligatori, ma nel caso in cui ne vengano saltati uno o più, si incorre in delle penalità che possono portare anche alla squalifica. La maggior parte dei waypoint non è assolutamente visibile come avviene ad esempio nelle tappe del rally classico; al contrario, è possibile trovarli solo tramite le coordinate GPS fornite dagli organizzatori.

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Solo in questo modo è possibile scoprire il percorso del tracciato in cui vi trovate e solo così potrete evitare di finire in un pantano di fango, con la vettura incastrata nel bel mezzo di una duna o, nella peggiore delle ipotesi, di perdervi.
Il roadbook vi fornisce tutte le informazioni di cui avrete bisogno per scongiurare quest’ultima eventualità, poiché dispone dei dati legati alla distanza e al CAP, che è in sostanza l’esatta angolazione verso cui dovrete guidare per arrivare al checkpoint più vicino.

Le tappe della Dakar sono lunghe, sfiancanti e molto monotone per chi non è avvezzo a questa specialità, pertanto i neofiti non devono aspettarsi di certo un titolo ruffiano o addolcito per scopi di mercato. Dakar 18 è estremo per davvero e ogni variabile legata alle asperità dei tracciati, agli incidenti di percorso, ai danni e agli imprevisti, rimane presente dall’inizio alla fine, con buona pace dei meno pazienti e di chi ha enormi difficoltà di orientamento.

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Dal Perù alla Bolivia e passando per l’Argentina, lungo gli oltre dodicimila chilometri quadrati che vi attendono nelle quattordici tappe previste, potrete decidere con quale veicolo affrontare la tortuosa modalità carriera: auto, moto, camion, quad o SxS (side-by-side).

Con le moto o i quad la difficoltà aumenta ulteriormente, poiché essendo dei mezzi con un unico passeggero, non potrete avere le preziose indicazioni del navigatore e dovrete raccapezzarvi da soli. La maggiore velocità è dunque controbilanciata da questo handicap, mentre per quanto riguarda la resistenza sono ovviamente meno sicure di auto e camion.

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I dolori del giovane pilota

A fronte di una buona carriera che si mantiene sul classico e senza particolari guizzi, di modalità online e offline come la caccia al tesoro e di un completo tutorial mascherato da mini sfide, Dakar 18 soffre di molti problemi che flagellano i pilastri portanti della produzione.

La fisica, definita come realistica, ha in realtà qualche deficit di troppo, soprattutto per il modello delle sospensioni e le reazioni coi terreni a seconda delle diverse velocità: non c’è sempre una reazione corretta ai rimbalzi sulle dune e molto spesso subirete danni ingenti quando proprio non ve l’aspettate. Il sistema dei danni appare dunque fallace e, considerando la lunghezza delle gare, assieme all’obbligo di fermarsi di continuo per le riparazioni, si tratta di un problema non da poco, che fa il paio con altri difetti legati al sottosterzo e alla manovrabilità imprecisa.

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La situazione peggiora ulteriormente con le moto, la cui conduzione è basata su un modello ormai desueto: non si può spostare il peso del pilota e tutto appare come un corpo unico che rimbalza con brevi movimenti peristaltici.

Non ci siamo nemmeno quando si scende dalle vetture, ad esempio quando rimarrete impantanati e dovrete scavare al di sotto delle ruote per inserire dei blocchi utili a non far slittare gli pneumatici, o quando con un gancio deciderete di aiutare un altro pilota. Le animazioni sono generalmente goffe e i controlli piuttosto insoddisfacenti.

Potrete farci l’abitudine ben presto e, dopo i primi momenti di impasse, Dakar 18 può stimolare l’interesse dei giocatori più hardcore grazie alla sua formula senza compromessi, ma difficilmente lo preferirete agli altri titoli di corse, anche se cercate solo ed esclusivamente questo tipo di specialità da affrontare.

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Al momento manca o è insoddisfacente persino il supporto ai volanti, mentre tecnicamente Dakar 18 risulta essere arretrato e ben lontano dagli standard moderni. Lo abbiamo provato su un PC in linea coi requisiti consigliati e, anche con opzioni tirate su al massimo, la grafica del gioco e dei menù soffre di uno strano effetto sgranatura, assieme a un aliasing diffuso sui bordi dei veicoli e un aspetto generale desolante, che va al di là dell’ambientazione desertica. Anzi, proprio approfittando delle sconfinate aree ricoperte di sabbia e di ambienti naturalmente disadorni, era lecito aspettarsi una cura maggiore.

Cura che non esiste nemmeno negli elementi di contorno come cespugli e rocce, che spesso compaiono d’improvviso su schermo assieme a delle tracce in lontananza che dovrebbe indicare la via. Insomma, Dakar 18 ha ancora bisogno di parecchio supporto post-lancio da parte degli sviluppatori, poiché è evidente che si tratta di un titolo arrivato sul mercato prematuramente, nonostante siano presenti tutti gli elementi di base che un appassionato di questa disciplina riuscirà comunque ad apprezzare.

- Tutte le licenze della Rally Dakar di quest'anno
- Aumentando la difficoltà e senza aiuti avrete esattamente l'esperienza integrale che vi aspettate
- Buona varietà delle classi dei veicoli, che cambiano approccio alle gare...
- ...Ma tutti soffrono di diverse criticità, specialmente le moto
- Fisica non sempre aderente alla realtà
- Sistema dei danni sin troppo sensibile anche quando non dovrebbe
- Tecnicamente arretrato

6.3

Nonostante si configuri come l’unico titolo a supportare questa disciplina, gli sviluppatori non sono riusciti ad allinearsi agli standard e alle esigenze del mercato, creando un titolo sicuramente adatto agli appassionati più hardcore e senza semplificazioni, ma anche manchevole in sin troppi comparti, soprattutto quelli fondamentali per un titolo di corse.