-
Pro
- rivisitazione emozionante e profonda di alcuni personaggi classici, con momenti narrativi molto forti
- tornano i robot wrestler di Daniel Warren Johnson e gli scontri non sono mai banali...
-
Contro
- alcuni passaggi possono essere poco chiari se non si è letto con attenzione i precedenti due volumi
- ...bisogna seguirli con attenzione per apprezzare come si integrino con lo storytelling visivo
Il Verdetto di Cultura POP
Transformers Volume 3 - La furia dei Combiner è il penultimo volume della gestione firmata dalla superstar Daniel Warren Johnson (qui coadiuvato ai disegni da Jorge Corona, Jason Howard e Ryan Ottley) del rilancio a fumetti dell'iconico franchise parte integrante dell'Energon Universe (di cui fanno parte anche le serie G.I. Joe e Void Rivals) così come pensato da Robert Kirkman (The Walking Dead, Invincible) e pubblicato in Italia da saldaPress.
Di che cosa parla Transformers Volume 3 - La furia dei Combiner
Come visto nel precedente volume, il folle piano di Soundwave e Shockwave si era quasi concretizzato: i Decepticons erano riusciti a teleportare Cybertron nell'orbita della Terra. Solo l'intervento di Optimus Prime aveva impedito che i due pianeti si scontrassero. Con un gesto eroico aveva distrutto le riserve di Energon dei Decepticons e chiuso il portale. La Terra non poteva essere sacrificata, la guerra fra Autobots e Decepticons non poteva subire una svolta ai danni di miliardi di vite innocenti.
Transformers Volume 3 - La furia dei Combiner si apre quindi con una sequenza in analessi. Scopriamo come e perché Starscream aveva tradito Megatron che intanto si è liberato dalla sua prigione terrestre. Non è l'unica sequenza ambientata nel passato di cui siamo testimoni. Scopriamo infatti come lo stesso Starscream non fosse inizialmente allineato con i Decepticons e di come un tragico evento lo avesse portato nelle loro fila.
Intanto sulla Terra, la costa ovest degli Stati Uniti è devastata dal passaggio dei giganteschi Combiner. Starscream da un lato con Bruticus e Soudwave dall'altro con Devastator seminano distruzione cercando di avere la meglio prendendo il controllo dei Decepticons.
Optimus e gli Autobot intanto non possono fare altro che limitare i danni e proteggere i civili. Stanchi, decimati e con il morale basso l'unica speranza sembra essere quella di attivare un ultimo Autobot con le scorte di Energon rimaste e sfruttare la guerra interna dei nemici.
Proprio quando gli Autobot sembrano aver rovesciato le sorti della battaglia devono arrendersi: Megatron è tornato!
Transformers Volume 3 - La furia dei Combiner: ritorno alle basi
Transformers Volume 3 - La furia dei Combiner spinge oltre la mera spettacolarità dei combattimenti fra robot per confrontarsi con temi profondi come la natura della guerra e le sue consequenze sui suoi protagonisti, il tutto con Daniel Warren Johnson inizia a tirare le fila della sua gestione riportandoci come ritmo e approccio al primo volume della serie.
Nonostante il precedente volume si rifacesse ad una certa fantascienza a fumetti degli anni 70 e 80 - quella di autori come Jack Kirby e Jim Starlin - in questo terzo volume c'è un parziale ritorno a una struttura più classica con scontri più diretti, tensioni ideologiche tra fazioni, colpi di scena e sacrifici eroici che richiamano inevitabilmente anche alla serie animata classica, la mitica Generation 1.
Da un lato infatti si fa sempre più palese un ritmo alla scontro fra Autobots e Decepticons, fra Optimus Prime e Megatron; dall'altro la narrazione utilizza la metafora del conflitto per esplorare l’ambiguo confine tra eroismo e follia di guerra, mettendo in dubbio la distinzione netta tra “buoni” e “cattivi”.
Attraverso sequenze in analessi e parallele agli avvenimenti cataclismatici sulla Terra, Transformers Volume 3 - La furia dei Combiner affronta temi come il trauma, la perdita e la trasformazione dei personaggi, in particolare nel modo in cui i protagonisti metabolizzano sconfitte, lutti e responsabilità. Starscream, ad esempio, è ritratto in una luce più psicologica e complessa, evidenziando come la guerra plasmi le identità e i desideri di ciascun Transformer.
Optimus, dal canto suo, deve confrontarsi sempre più con il peso delle sue scelte, lasciando appena intravedere un possibile nuovo equilibrio nel conflitto eterno contro Megatron e i suoi seguaci.
Daniel Warren Johnson e i suoi robot wrestler
Graficamente, Transformers Volume 3 - La furia dei Combiner prosegue il cambio di paradigma imposto da Daniel Warren Johnson nel corso della sua run, pur vedendo la crescente presenza di collaboratori come Jorge Corona, Jason Howard e Ryan Ottley. Sebbene Johnson non disegni più ogni singola pagina, la sua impronta stilistica - caratterizzata da linee dinamiche, prospettive esagerate e una resa plastica del movimento - resta palpabile e influenza tutto il volume.
Risulta ormai evidente come l'approccio del disegnatore abbia contagiato i suoi colleghi. Dalla brutalità dei volumi geometrici del design classico si è passati ad una rappresentazione più stilizzata, ruvida e plastica. Pur contravvenendo alle leggi della fisica, i robot ne hanno guadagnato in dinamismo ed espressività risultando più fluidi nelle pose e nelle sequenze d'azione e più "attoriali" nei momenti più narrativi.
In questo terzo volume, l’azione è resa con un tratto graficamente più sporco e cinetico, che enfatizza il peso, la massa e l’impatto fisico degli scontri, tornano inoltre le mosse di wrestling fra robot - vero marchio di fabbrica di Warren Johnson. Le fusioni dei Combiner, in particolare, sono rappresentate con vigorosa energia, dando una sensazione di forza brutale e caos che ricordano i combattimenti fra kaiju della tradizione nipponica.
C'è da sottolineare che alcune splash page e sequenze d’azione potrebbero sembrare un po’ affollate, tuttavia l’effetto complessivo è quello di un fumetto che sfrutta al massimo le potenzialità del medium sequenziale per dare vita a una guerra robotica vibrante, potente e
Mike Spicer e Annalisa Leoni, ai colori, contribuiscono con palette d’atmosfera ma sempre molto materiche. Il gioco è la contrapposizione fra colori caldi e freddi per rimarcare una diversa tensione emotiva anche all'interno di scenari uguali come, per esempio, le sequenze di Starscream su Cybertron o le battaglie sulla Terra.