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Pro
- facilissimo da leggere e senza fronzoli: perfetto anello di congiuzione fra il Tex classico e il giovane Tex
- graficamente asciutto e dinamico
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Contro
- l'effetto remake è evidente in alcuni passaggi forzati o dati per scontati
- alcuni personaggi secondari sono un po' stereotipati
Il Verdetto di Cultura POP
Tex Willer - Le Cinque Dita della Mano Rossa non è solo il tredicesimo volume che raccoglie le avventure del giovane Tex ma è anche un volume che ci permette di allargare l'orizzonte della riflessione critica non tanto alla storia in quanto tale ma all'idea alla base di essa. Il titolo del volume infatti riprende quello del primo storico albo gigante di Tex - intitolato appunto La Mano Rossa - configurandosi come un vero e proprio omaggio/remake che punta ad arricchire quella prima mitica avventura.
Di cosa parla Tex Willer - Le Cinque Dita della Mano Rossa
Tex torna in Arizona dopo aver cercato di mitigare gli attriti fra Cochise e l'esercito degli Stati Uniti - la lunga storia si era dipanata nei due volumi precedenti La Guerra di Cochise e Raza Il Comanchero. Sulla strada tuttavia è costretto a soccorrere l'amico Joe Scott, scout dell'esercito che è stato appena rapinato di ben 20.000 dollari. Con un incredibile mossa a sorpresa è proprio Tex a ritrovarsi una nuova taglia sulla testa: l'accusa, ingiusta, è quella di rapina e dell'assassinio dello scout.
Ma Scott prima di morire ha rivelato a Tex la vera identità dei suoi aggressori: la temibile banda della Mano Rossa. Il giovane fuorilegge, poco incline a lasciar passare ingiustizie e soprusi, decide di vendicarlo e di porre fine alle criminose imprese del gruppo dei cinque spietati banditi che terrorizzano il Sudovest.
Inizia così una implacabile caccia all'uomo. Quali sono i nomi dei membri della Mano Rossa e come realizzano colpi così fruttuosi? Proprio quando Tex riesce a spuntare ben 3 dei 5 nomi dalla sua personale lista, i due spietati capi della banda, Topler e Welles, riescono a tendergli una trappola e seppellirlo vivo in una miniera abbandonata.
Grazie ad un colpo di fortuna, e ad un fiume sotterraneo, Tex però sopravvive e dopo essersi ripreso può riprendere la sua caccia affinché il suo nome venga definitivamente ripulito agli occhi della legge. Spostatisi in Texas, Topler e Welles hanno arruolato tre nuovi membri e sono pronti a mettere a segno un colpo che frutterà loro un grosso carico di oro.
La nuova Mano Rossa è sicura di essersi sbarazzata definitivamente del loro inseguitore ma Tex, forte degli amici che si è fatto in passato nello stato della Stella Solitaria - vedasi il volume I Due Disertori - si accorda segretamente con lo sceriffo del posto e organizza un tranello: fa caricare l'oro su una seconda diligenza civetta. Quando i banditi assaltano il convoglio, si trovano di fronte al piombo della Colt di Tex e degli uomini della legge.
Le Cinque Dita della Mano Rossa vs La Mano Rossa
Agile, essenziale e a tratti fuorioso, Tex Willer - Le Cinque Dita della Mano Rossa riprende tutta l'urgenza del primissimo stile di Gianluigi Bonelli. Forse anche troppo. Il volume infatti da un lato beneficia di una leggibilità veloce grazie ad un plot diretto ed asciutto, dall'altro proprio nel tentativo di omaggiare La Mano Rossa, ma anche di rendere organica la continuità interna della serie Tex Willer, si lascia per strada alcuni passaggi che avrebbero beneficiato di maggior respiro o approfondimento.
Se l'espediente del fiume sotterraneo funziona bene, non altrettanto si può dire del Tex arzillo che ricompare dopo poche pagine addirittura in Texas senza alcuna soluzione di continuità appunto. Stesso discorso per il sistema criminale architettato dalla Mano Rossa: le talpe all'interno delle banche o delle miniere sarebbero stati personaggi interessanti da approfondire e da rendere più organici nel racconto.
Mauro Boselli ha dimostrato in più di un occasione di sapere giocare con i "vuoti" della giovinezza di Tex anche per quanto riguarda gli altri personaggi - vedasi Mefisto nell'eccellente Pinkerton Lady, qui invece si gioca troppo su territori narrativi già battuti e forse anche dati troppo per scontato non riuscendo ad aggiungere nulla di veramente interessante al racconto de La Mano Rossa.
Di fatto Tex Willer - Le Cinque Dita della Mano Rossa è un riuscito omaggio che utilizza la più classica struttura del remake, ma che a differenza di altre storie - una su tutte Tex Willer Vivo o Morto! - non riesce ad offrire una nuova prospettiva al mito texiano né una nuova profondità a Tex.
A differenza di altri volumi precedenti allora Tex Willer - Le Cinque Dita della Mano Rossa va letto sotto un'altro punto di vista. Se infatti tutte le storie raccontate nella serie Tex Willer si collocano idealmente fra Il Totem Misterioso e La Mano Rossa appunto, questo si configura come un volume essenziale per dare un contesto al percorso che porterà Tex da fuorilegge scavezzacolla a tutore della legge nei panni dei Rangers del Texas.
Si tratta di un passaggio che storicamente avvenne senza troppe cerimonie o contesto appunto - motivato più che altro dalla necessità di evitare la spietata censura nei confronti di un eroe adulto che, nel 1948, operava moralmente in una zona grigia - ma che qui trova quindi nuovo respiro. Tex Willer - Le Cinque Dita della Mano Rossa chiude anche idealmente una prima lunghissima fase della serie Tex Willer aprendo a nuovi ed inediti retroscena.
Graficamente nel solco di Galep
A beneficiare di questo remake è soprattutto Marco Ghion. Il disegnatore infatti si trova benissimo a suo agio nel giocare nel solco della tradizione di Aurelio Galeppini. Figure nervose e muscolari, sequenze d'azione caratterizzate da cambi di fronte repentini e inquadrature ravvicinate. Il tutto viene però filtrato dal gusto "nuovo" della serie Tex Willer con un attenzione al dettaglio notevole e qualche bella sequenza ad ampio respiro con protagonista il fido Dinamite e un paio invece dove a dominare è il contrasto atmosferico del chiaroscuro.
Anche Ghion però è vittima dell'effetto remake e in qualche passaggio si lascia trascinare dalla foga con una sintesi troppo marcata e qualche personaggio un po' troppo anonimo - vadasi i membri della seconda Mano Rossa. Da segnalare infine l'evocativa copertina di Massimo Carnevale.