Per Ridley Scott, definire pigro il suo metodo basato sull’impiego simultaneo di più cineprese è un’accusa priva di fondamento. Intervistato da Ryan Gaur durante la promozione di The Dog Stars, il regista ha risposto alle critiche formulate da John Mathieson nel 2024, descrivendole come «la cosa più stupida che avrebbe potuto dire».
Scott ha sostenuto che una configurazione multicamera richiede un controllo preciso dello spazio: ogni macchina deve essere collocata nel punto giusto e integrata nella costruzione visiva della scena. Il regista utilizza abitualmente questo sistema per registrare campi, primi piani e reazioni nel corso della stessa interpretazione, riducendo la necessità di ripetere più volte il materiale con assetti differenti.
Le obiezioni di Mathieson riguardavano soprattutto le conseguenze di questa scelta sulla fotografia. Nell’intervista concessa nel 2024 al podcast The DocFix Documentary Storytelling, il direttore della fotografia aveva spiegato che lavorare con molte cineprese limita la possibilità di progettare separatamente illuminazione e profondità per ciascuna inquadratura. Aveva inoltre criticato il ricorso alla post-produzione per rimuovere macchine da presa, microfoni, ombre e porzioni del set finite nel quadro.
Il confronto nasce da una collaborazione professionale particolarmente lunga. Mathieson ha lavorato con Scott in sei lungometraggi, tra i quali Gladiator, Hannibal, Le crociate, Robin Hood e Gladiator II. Le sue osservazioni hanno quindi riguardato un metodo conosciuto direttamente e applicato anche durante una delle produzioni più recenti del regista.
Mathieson ha poi ridimensionato la lettura delle sue parole come attacco personale. Il direttore della fotografia ha affermato che l’intervista pubblicata era stata abbreviata e che il montaggio aveva separato alcune considerazioni rivolte più in generale all’industria, facendole apparire come accuse indirizzate specificamente a Scott. Anche il responsabile del podcast si è scusato per il modo in cui il contributo era stato montato.
La rapidità delle riprese resta uno degli effetti più evidenti del sistema difeso da Scott. Gladiator II è stato girato in 51 giorni, mentre le riprese principali di The Dog Stars hanno richiesto 34 giorni. La replica del regista chiarisce la sua posizione sulla controversia: la moltiplicazione delle cineprese, nella sua esperienza, deriva da una pianificazione precisa e consente di raccogliere più elementi della scena durante la stessa esecuzione.