Il viaggio di Odisseo parte da un cambiamento netto: nella versione di Christopher Nolan, l’eroe interpretato da Matt Damon è un reduce tormentato dal trauma di Troia e dal senso di colpa per la morte dei compagni. Il multiforme maestro dell’inganno descritto nel poema attribuito a Omero lascia così spazio a un protagonista più fragile, costretto a confrontarsi con le conseguenze della guerra. Da qui in avanti sono presenti spoiler sul film e sulle principali differenze rispetto al testo.
L’Odissea, nelle sale italiane dal 16 luglio con Universal Pictures Italia, mostra direttamente il cavallo e il sacco di Troia, assegnando a questi eventi un peso psicologico centrale. Nel poema sono soprattutto i racconti dei personaggi a ricostruire la caduta della città. Nolan sceglie invece una progressione più lineare, concentrata sulla guerra, sul ritorno a casa e sulla responsabilità morale del protagonista.
La nuova struttura si allontana anche dall’ampiezza dell’opera omerica, articolata in 24 libri e dedicata in parte sostanziale a Telemaco e agli avvenimenti successivi al ritorno del padre a Itaca. Il film ridimensiona inoltre gli interventi espliciti degli dèi e parte della componente magica. Questa scelta coinvolge soprattutto Atena, interpretata da Zendaya, la cui influenza sul viaggio risulta meno diretta rispetto al poema.
Anche Calipso, interpretata da Charlize Theron, assume una funzione differente. Il personaggio appare più comprensivo e quasi terapeutico nei confronti di Odisseo, mentre il loto viene spostato all’interno del suo episodio. La partenza dell’eroe avviene senza lo stesso intervento divino previsto dal testo, rafforzando l’impostazione più umana scelta per il conflitto del protagonista.
La riscrittura riguarda poi due degli incontri più conosciuti del viaggio. Nell’episodio di Polifemo, interpretato da Bill Irwin, il film elimina o riduce elementi decisivi come il vino, il nome “Nessuno”, i dialoghi con il ciclope e la successiva vanteria di Odisseo. Circe, affidata a Samantha Morton, non cerca invece una relazione con l’eroe: la trasformazione dei marinai viene riletta come una manifestazione della loro avidità, spostando l’attenzione dalla magia alla condotta degli uomini.
Scritto e diretto da Nolan, che lo ha prodotto con Emma Thomas attraverso Syncopy, il film dura 172 minuti ed è il primo lungometraggio narrativo girato interamente con cineprese IMAX a pellicola. La distribuzione internazionale in IMAX è partita il giorno successivo al debutto italiano. Nel cast figurano anche Anne Hathaway nei panni di Penelope e Tom Holland in quelli di Telemaco: una cornice produttiva imponente per un adattamento che conserva personaggi e tappe del poema, riorganizzandoli attorno alle conseguenze morali del viaggio.