Ci sono videogiochi che rimangono nella memoria per una scena, una musica o un personaggio. Più raramente chi li ha giocati ha l’occasione di incontrare le persone che hanno preso quelle decisioni creative. Il programma videoludico di Lucca Comics & Games 2026, dal 28 ottobre al 1° novembre, costruisce buona parte della propria identità attorno a questa possibilità. Nell’anno di Legacy, autori affermati, nuovi progetti e studi indipendenti permetteranno di osservare il medium attraverso chi lo realizza, oltre che attraverso ciò che appare sullo schermo.
Kitase e il peso di tornare a Final Fantasy VII
Yoshinori Kitase sarà uno dei protagonisti dell’edizione. Square Enix annuncia un Community Q&A dedicato all’eredità di Final Fantasy VII e della serie Remake, una masterclass sulla carriera e sessioni di firme. Al termine della masterclass, Kitase entrerà nella Walk of Fame del festival. Alla Casa del Boia è previsto inoltre uno showcase che il comunicato presenta con il titolo Final Fantasy VII Revelation.
Il tema dell’eredità trova qui un’applicazione immediata. Ritornare su un’opera amata comporta un confronto con il ricordo del pubblico, che può essere più forte della precisione dei singoli dettagli. Un personaggio deve essere riconoscibile e, allo stesso tempo, funzionare dentro nuove forme espressive. Il confronto con Kitase offre l’occasione di capire come si affronta questa tensione, senza ridurre il rifacimento alla sola qualità tecnica delle immagini.
Le carriere aiutano a leggere il medium
La presenza di Hideki Kamiya, associato a Devil May Cry, Ōkami e Bayonetta, aggiunge un’altra prospettiva sul rapporto tra personalità autoriale e identità di un gioco. Charles Cecil presenterà Broken Sword – The Smoking Mirror: Reforged; Noah Falstein porterà l’esperienza di una lunga carriera nello sviluppo. A questi si affiancano Stephen Bliss, legato all’immaginario visivo di GTA, e Daniel Dociu* nome di riferimento della concept art di Guild Wars.
Le loro competenze ricordano quanto sia composita la creazione di un videogioco. Scrittura, direzione artistica, costruzione delle regole e progettazione dell’interazione contribuiscono alla stessa esperienza. Per il pubblico, ascoltare questi percorsi può rendere leggibili scelte che durante una partita vengono percepite soprattutto in modo intuitivo: la riconoscibilità di una silhouette, il ritmo di una sequenza, la sensazione prodotta da un ambiente.
Le anteprime e i racconti dello sviluppo
Plaion porterà SEGA e ATLUS alla Casermetta San Paolino. Il programma annunciato comprende le anteprime nazionali di Alien: Isolation 2, Stranger Than Heaven e Persona 4 Revival, oltre a un incontro con Al Hope e Ana Sopikova. Remedy Entertainment sarà presente con Mikael Kasurinen, chiamato a raccontare la genesi di Control Resonant.
CD Projekt RED propone due panel in inglese: uno dedicato a Cyberpunk: Edgerunners 2, con Bartosz Sztybor e Saya Elder, l’altro a The Witcher 3: Wild Hunt — Songs of the Past, con presentazione della demo. Una sessione pen & paper e la parata cosplay di The Witcher estendono ulteriormente l’esperienza. Lo stesso universo viene attraversato con strumenti diversi, dal videogioco alla narrazione condivisa, fino all’interpretazione fisica dei personaggi.
L’Italia indipendente cerca il proprio spazio
La parte italiana comprende Wonderful Neoran Valley, progetto di Cydonia e Nara Studio, con un nuovo trailer al Teatro del Giglio, un’immagine firmata LRNZ e incontri quotidiani allo stand. Day 4 Night Productions affronterà il passaggio da sviluppatori a fondatori di uno studio; Burning Farmhouse porterà l’horror Marmorea. A Palazzo Guinigi, Indie Vault darà spazio a dieci studi selezionati.
Questi appuntamenti permettono di leggere il videogioco anche come lavoro: decidere la dimensione di un progetto, trovare una direzione riconoscibile, costruire un rapporto con chi lo sostiene. Il Bandai Namco Palace, gli spazi dedicati alla tecnologia e la finale nazionale di EA Sports FC nella Red Bull Wings Cup completano un’offerta molto ampia. Il filo più interessante rimane però quello degli autori: dietro i mondi nei quali trascorriamo ore esistono persone, metodi e scelte. A Lucca il controller può diventare il punto di partenza di una conversazione.