Abbiamo incontrato, al press café organizzato a Lucca Comics and Games 2025 da Star Comics e Crunchyroll, l’autrice Kei Urana, che insieme a Hideyoshi Andou ha dato vita a uno dei manga più sorprendenti degli ultimi anni: Gachiakuta, un’opera che ha conquistato critica e pubblico fino a ottenere la nomination ai Kodansha Awards nella categoria Miglior Shonen Manga. Ascoltare dal vivo chi ha creato il manga è stato davvero emozionante: da questo incontro infatti sono emerse curiosità e approfondimenti molto interessanti.
Chi sono Kei Urana e Hideyoshi Andou, gli autori di Gachiakuta
Kei Urana, mangaka giapponese, esordisce nel 2018 con Nouka, ma è con Gachiakuta, serializzato dal 2022 su Weekly Shonen Magazine, che ottiene il consenso del grande pubblico. Il suo tratto è immediatamente riconoscibile: dinamico, ricchissimo di dettagli, a tratti quasi graffiante, ma sempre chiaro e leggibile. Una linea stilistica unica, che sostiene una narrazione pungente e piena di riflessioni.
Accanto a lei c’è Hideyoshi Andou, graffiti artist e designer immerso nella street culture giapponese. Il suo contributo al manga è evidente e potentissimo: ingloba l’estetica dei graffiti nel linguaggio fumettistico, creando un immaginario urbano, sporco ma vivo, un’estetica che rende Gachiakuta impossibile da confondere con qualsiasi altra opera.
A proposito di Gachiakuta
Gachiakuta segue le vicende di Rudo, un ragazzo che vive in una baraccopoli popolata dai discendenti di antichi fuorilegge. Sopravvive raccogliendo rifiuti e affrontando ogni giorno discriminazioni e ingiustizie. Quando viene accusato di un crimine che non ha commesso, viene gettato nel Baratro, un luogo temuto da tutti. È proprio lì che incontra Enjin, un “ripulitore”, scopre inquietanti verità sul mondo e soprattutto l’abilità di estrarre poteri dagli oggetti dopo averli “animati”. Per la prima volta, Rudo intravede la possibilità di ribaltare un sistema profondamente distorto.
Ciò che colpisce subito di Gachiakuta, già dalle prime pagine, è quella marcia in più rispetto a molti shonen contemporanei. Urana non si limita a costruire un mondo cupo e affascinante: porta in primo piano temi attuali e concreti, come la discriminazione sociale e il peso soffocante dei rifiuti che divorano l’ambiente. Le montagne di immondizia che diventano mostri titanici non sono solo un espediente narrativo spettacolare: sono uno specchio di ciò che stiamo vivendo.
Inquinamento, consumismo fuori controllo, ecosistemi schiacciati dalla nostra incuria: tutto questo si manifesta nella serie con una chiarezza che invita il lettore a fermarsi e riflettere.
Lucca Comics and Games 2025 - il press café con gli autori di Gachiakuta
Sulla scelta di rendere Rudo un eroe fuori dagli schemi classici dello shonen, i due autori non lo ritengono così diverso dagli eroi classici ma solo imperfetto e per questo profondamente umano
Sulla loro collaborazione dal punto di vista grafico, i due sensei hanno confermato che, pur venendo da due mondi diversi, l'idea è stata sin dall'inizio quella di inserire i graffiti come elemento innovativo nelle ambientazioni del manga. La collaborazione è arrivata dopo molti incontri e riflessioni
Rudo è legato quasi "romanticamente" agli oggetti. La sensei-Urana ha detto che anche è solita affezionarsi moltissimo agli oggetti tipo un portachiavi che le ricorda una relazione importante. Per la Sensei gli oggetti hanno un valore doppio, oltre il loro valore materiale c'è quello affettivo. Il sensei-Andou ha aggiunto che bisogna avere cura degli oggetti, soprattutto quando vi è legato un desiderio o un ricordo.
A tal proposito, sulla genesi di Gachiakuta, la sensei-Urana ha detto che il manga è nato per "colpa" di una penna rotta. Quando era alle elementari le si ruppe la penna e in quell’istante percepii quasi il dolore dell’oggetto. Da lì ha sempre voluto raccontare la storia di qualcuno che avesse a cuore gli oggetti.
Sull'idea quindi di usare i rifiuti e di dare loro un potere, i due sensei ha rimarcato come nella cultura giapponese si dà molta importanza agli oggetti. La sensei-Urana ha poi raccontato che quando ero piccola, sua nonna aveva una gruccia con cui giocava spesso. Da questo ricordo è nata l’idea che gli oggetti potessero diventare armi.
Sulle ispirazioni che hanno portato alla nascita di Gachiakuta, i due sensei hanno indicato diversi influenze fra cui Fire Force di Atsushi Okubo, i lavori di James Harren e l'autore sudcoreano Kim Jung-gi. Andou-sensei ha menzionato anche l'artista francese Jordi Yurek anche se le sue influenze nascono molto da esperienze e sensazioni.
Sui personaggi preferiti, Urana-sensei ha detto che ama molto disegnare August. Il più carino, invece, è Guita. Per Andou-sensei invece il personaggio preferito è Semiu, mentre quello che preferisce vedere disegnato è Dear.
Sulla creazione dei personaggi e sull'abbinamento fra potere e oggetto, i sensei hanno detto che non c'è una regola precisa. A volte solo gli oggetti a dare ispirazione, a volte i personaggi influenzano poi la scelta dell'oggetto. La sensei-Urana ha voluto poi chiudere il press café con una citazione del manga: "Si dice che negli oggetti che abbiamo tenuto con cura risieda un’anima…E nei rifiuti, allora? In tutto ciò di cui ci siamo sbarazzati, che cosa risiede?"