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Pro
- combina rigore narrativo e senso del periodo con una tensione da thriller letterario
- Adlard reinventa il suo stile, usando un bianco e nero ricco di sfumature per esaltare atmosfere e mood
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Contro
- il plot molto articolato, la quantità di dialoghi e didascalie può risultare densa per chi preferisce una narrazione più visiva
- finale forse un po' prevedibile per i lettori più smaliziati
Il Verdetto di Cultura POP
C'è vita oltre The Walking Dead? A giudicare da piglio con cui Charlie Adlard, il disegnatore della serie cult, sceglie i suoi progetti personali sembrerebbe proprio di sì. Dopo il funambolico e carpenteriano Vampire State Building infatti, Adlard unisce le forze con Robbie Morrison - veterano scrittore scozzese attivo per 2000AD e DC fra gli altri - per Heretic che arriva in Italia grazie alla solerzia di saldaPress. Si tratta di un thriller storico ambientato nel XVI secolo che fonde il noir investigativo con risvolti esoterici.
Di cosa parla Heretic
Siamo nel 1529. Il giovane Johann Weyer arriva ad Anversa per diventare il nuovo apprendista di Cornelius Agrippa, figura poliedrica ma molto discussa : cavaliere, medico, giurista ed alchimista considerato un eretico dalla Chiesa. La città infatti è uno snodo nevralgico di una Europa la cui economia sta velocemente mutando e ambiente fertile per nuove correnti intellettuali e sociali.
Weyer tuttavia non ha tempo di rimanere troppo frastornato dalla grande città perché il suo nuovo mentore viene subito convocato dall'Inquisizione appena giunta in città. Il Santo Ufficio gli affida infatti una indagine su un brutale omicidio. La vittima è infatti il vescovo di Anversa.
Si tratta di una indagine delicata. Agrippa è già attenzionato dall'Inquisizione e quando spunta un altro cadavere il cui omicidio sembra avere risvolti esoterici, il tutto si complica. Agrippa e Weyer iniziano a districarsi nel sottobosco delle corporazioni e gilde in cerca di indizi e moventi.
Ben presto i due si trovano invischiati una cospirazione che dietro la facciata di una crociata religiosa nasconde solo fanastismo e cupidigia.
Heretic: fra fumetto franco-belga e Vertigo
Heretic è una lettura densa e molto "adulta". Alla base c'è l'idea di recuperare e rimaneggiare una figura realmente esistita, quella di Cornelius Agrippa, e renderlo voce di un racconto che attinge a piene mani dalla tradizione letteraria dei thriller storici e con un taglio che ricorda certi fumetti Vertigo. Il rigore con cui questa operazione viene attuata si rifà in maniera abbastanza evidente al fumetto franco-belga.
Pur presentando diversi punti di contatto con i capisaldi del genere, uno su tutti Il Nome della Rosa, Heretic nel corso delle pagine dilata la tensione tipica del genere investigativo aprendosi ad una riflessione più ampia sul ruolo della conoscenza, della razionalità e della superstizione in un’epoca in cui la fede governava ancora la vita pubblica e privata rendendo il confine fra giustizia e fanatismo sempre molto grigio.
In una Anversa, specchio di una Europa che è una polveriera pronta ad esplodere, Agrippa è ritratto non come eroe perfetto, ma come uomo colto, tormentato, sospeso tra scienza e misticismo: è la lente attraverso cui Heretic esplora la tensione eterna tra conoscenza e potere, tra razionalità e superstizione.
Come nella tradizione dei migliori thriller storici, Morrison utilizza l’investigazione come lente per esplorare i meccanismi di potere e la paura del diverso e la violenza diventa uno strumento da esercitare arbitrariamente. Man mano che si viene assorbiti nel plot però la componente più di detection classica sfuma in una più cerebrale in cui entrano in campo riflessioni e speculazioni filosofiche e soprattutto storico-sociologiche.
L'autore piazza sapientemente twist e deduzioni affinché ogni personaggio o ogni evento diventino specchio di una società in cui la ricerca della verità può costare la vita e la ragione è vista come atto sovversivo. Religione, superstizione e fanatismo diventano quindi strumenti di controllo e repressione delle masse. La paranoia e la tensione vengono quindi indirizzate su una minoranza - di "infedeli" sì ma soprattutto colpevole di aver "destabilizzato" l'economia - in un abile gioco di specchi e depistaggi che purtroppo riflette ancora benissimo la nostra società attuale.
Adlard e il gioco d'atmosfera con le mezzetinte
La parte grafica di Heretic è un elemento chiave dell’opera. Charlie Adlard dimostra una grande maturità artistica e un approccio profondamente diverso e molto interessante.
Se in The Walking Dead l’uso del bianco e nero era netto e pieno affinché l’orrore post-apocalittico fosse reso in maniera cruda e diretta, in Heretic il tratto è più controllato, più attento ai dettagli storici e alle atmosfere. Le mezzetinte - cioè le aree di grigio ottenute con tratteggi e sfumature - sono utilizzate magistralmente per evocare profondità, contrasto e atmosfera: le ombre non sono solo un espediente visivo, ma un vero strumento narrativo che accentua il senso di pericolo, di segreto e di decadenza del Rinascimento europeo.
Adlard lavora con un bianco e nero che raramente è piatto: le superfici architettoniche, i costumi d’epoca, i volti segnati dall’ansia e dalla tensione vengono resi con cura, donando alla lettura una atmosfera oppressiva e una "tridimensionalità" a tutto tondo. L’effetto è quello di un’opera che si situa a metà tra la tradizione franco-belga di ricostruzione storica rigorosa e l’estetica cruda dei thriller noir del fumetto americano.
Nulla è come sembra in Heretic e le matite di Charlie Adlard contribuiscono a questo senso di incertezza grazie alle loro sfumature. Un comparto grafico quindi che non è meramente "decorativo" ma parte integrante della stessa narrazione.