I tagli al personale sono «estremamente dolorosi», ma per Dana Walden la sopravvivenza di The Walt Disney Company passa anche da una revisione continua della sua struttura. La presidente e chief creative officer del gruppo ha difeso le recenti riorganizzazioni, sostenendo che Disney debba diventare più agile per crescere e affrontare la pressione delle aziende tecnologiche sull'intrattenimento tradizionale.
Intervistata da Lucas Shaw durante Bloomberg Screentime 2026 a Los Angeles, Walden ha respinto l'idea che Disney proceda con licenziamenti a intervalli regolari di sei mesi. Ha però riconosciuto che l'organizzazione deve essere riesaminata costantemente, perché le modalità con cui il gruppo produce, distribuisce e gestisce i propri contenuti sono cambiate. La conversazione integrale, pubblicata da Bloomberg Talks, dura circa 29 minuti.
L'ultima fase della ristrutturazione ha compreso anche un programma volontario di pensionamento rivolto a dirigenti con una lunga esperienza all'interno dell'azienda. Walden ha presentato questa misura come parte di un processo più ampio, legato alla necessità di adattare ruoli e responsabilità alla struttura che Disney sta costruendo. La manager ha definito queste decisioni necessarie, pur sottolineandone il costo umano.
Uno dei problemi individuati riguarda l'organizzazione ereditata dalle numerose acquisizioni concluse dal gruppo. Attività e conti economici separati avevano prodotto una struttura frammentata in silos, considerata poco adatta alla velocità richiesta dal settore. La centralizzazione delle attività televisive punta quindi a ridurre le divisioni interne e ad accelerare i processi decisionali, dando alla società una gestione più coordinata.
Nel corso del 2026, Disney ha avviato un taglio di circa 1.000 posizioni, con un impatto particolarmente rilevante sul marketing. Altre riduzioni hanno coinvolto le risorse umane, le funzioni tecnologiche e divisioni come ESPN, National Geographic e Pixar. Le parole di Walden arrivano dunque dopo una serie di interventi che ha attraversato più aree del gruppo, andando oltre una singola divisione produttiva.
La riorganizzazione interessa una società attiva su scala globale tra cinema, televisione, streaming, parchi e prodotti derivati, ambiti riuniti anche nelle iniziative presentate durante il recente Disney Italia Showcase. Per Walden, il confronto con le aziende tecnologiche impone a Disney maggiore rapidità e una struttura meno dispersiva. Il percorso resta in corso: le dichiarazioni chiariscono la logica aziendale dei tagli, senza indicare ulteriori riduzioni o nuovi obiettivi numerici.