Oltre ottanta editori, più di quattrocento ospiti, una piazza coperta da una struttura di oltre tremila metri quadrati. I numeri dell’Area Comics di Lucca Comics & Games 2026 danno subito la misura dell’offerta, ma non spiegano da soli che cosa renda particolare l’appuntamento. Dal 28 ottobre al 1° novembre il fumetto tornerà a disegnare una geografia dentro il centro storico: editori, autori, originali e autoproduzioni formeranno un percorso nel quale il lettore potrà passare da una tradizione narrativa all’altra semplicemente attraversando una strada.
Le piazze diventano una mappa editoriale
Il Padiglione Napoleone e il Napoleone 2 costituiscono due riferimenti principali. A questi si aggiungono Piazza del Giglio, con gallerie e artisti, e dieci padiglioni monografici distribuiti tra piazze e baluardi. La disposizione racconta quanto il fumetto continui a determinare l’esperienza urbana del festival, anche mentre cinema, videogiochi e collezionismo moltiplicano le proprie presenze.
Negli spazi dedicati agli originali, il rapporto con l’opera cambia. Il lettore incontra il disegno prima della sua riproduzione, oppure chiede una commissione costruita attorno a un personaggio amato. Tra i nomi annunciati figurano Claudio Castellini, Gabriele Dell’Otto, Simone Bianchi, Peach Momoko, Alex Ross, Leo Ortolani, Zero Calcare, Fabio Celoni e Paolo Mottura. Tecniche e sensibilità molto diverse consentono di osservare la distanza che separa uno stile dall’altro anche quando il soggetto appartiene a un immaginario condiviso.
Un programma internazionale che allarga lo sguardo
La provenienza degli ospiti attraversa Europa, Americhe, Asia e Medio Oriente. Il comunicato segnala quindici autori e autrici giapponesi, cinque taiwanesi, due cinesi e due coreani. È una presenza articolata, che invita a considerare la pluralità dei mercati e delle forme narrative, oltre alla familiarità dei titoli più conosciuti.
Go Nagai sarà presente dal 28 al 30 ottobre; Paru Itagaki dal 29 al 31; Yuu Watase dal 30 ottobre al 1° novembre. Accanto a loro arrivano Saka Mikami, il duo Gurihiru, Furuya Usamaru e Shintaro Kago. Sul versante americano il programma comprende Frank Miller, Jonathan Hickman, Deniz Camp, Brian Michael Bendis, David Mack e Tillie Walden. Dall’Europa arrivano, fra gli altri, Paco Roca, Jordi Lafebre, Olivier Schrauwen e Peter Milligan.
Ridurre questo insieme a una gara fra nomi celebri sarebbe limitante. La possibilità interessante è il confronto tra modi differenti di costruire una pagina, raccontare il presente e stabilire una relazione con il lettore. L’autore incontrato per una firma può diventare il punto di partenza di un percorso di lettura inatteso.
Quando il disegno diventa spettacolo
Il 29 ottobre, all’Auditorium San Romano, 11 vs 11 – Italia vs il resto del mondo porterà ventidue artisti a confrontarsi sul tema Legacy, con il commento di Marco Civoli. La formula prende in prestito il linguaggio sportivo per rendere visibile il processo creativo: il pubblico può osservare come una scelta di composizione, un tratto o un’espressione prendano forma davanti ai suoi occhi.
Il 31 ottobre, nello stesso auditorium, Marvel Legacy riunirà Frank Miller e Peach Momoko. L’accostamento offre un’immagine efficace del tema dell’anno: due esperienze autoriali distanti, entrambe chiamate a misurarsi con personaggi che appartengono anche alla memoria di chi li legge. La continuità editoriale vive proprio di questi passaggi, quando un nuovo sguardo rende nuovamente interrogabile un volto conosciuto.
Lo spazio per chi deve ancora cominciare
Il programma include anche la Self Area, l’Area Pro e il Lucca Project Contest. Nel chiostro della Biblioteca Agorà l’autoproduzione incontra il pubblico a ingresso gratuito. A Palazzo Guinigi gli autori selezionati possono presentare il proprio lavoro agli editori, mentre il concorso offre ai vincitori opportunità di pubblicazione con Sergio Bonelli Editore e, per il manga, su Manga Issho attraverso Star Comics.
È una componente decisiva del sessantesimo. Celebrando gli autori affermati, Lucca ricostruisce la propria storia; offrendo occasioni a chi sta cercando una voce, rende concreta la possibilità che quella storia continui. Il fumetto rimane al centro del festival anche per questo: conserva una relazione diretta fra chi immagina una pagina e chi decide di leggerla.