Al Yellow Box Warehouse, Teru Mikami scrive i nomi degli investigatori presenti, tranne quello di Light Yagami. In quel momento Near ottiene la prova che L aveva inseguito fino alla morte: Kira è Light. Eppure, senza il rapimento compiuto da Mello, il piano sarebbe fallito. Near supera quasi sempre il suo avversario, ma finisce per dipendere da lui: è dentro questa contraddizione che si decide la successione di L.
Quando Roger comunica la morte di L nel capitolo 59, nessun erede è stato scelto. Near accetta la proposta di collaborare; Mello, riconoscendo la superiorità del compagno per conoscenza e capacità, lascia la Wammy’s House. La loro rivalità nasce da una valutazione lucida e dolorosa: Mello sa che una competizione regolata favorirebbe Near e cerca quindi una strada in cui contino iniziativa, rischio e capacità di costringere gli altri a reagire.
Il manga concede ai successori 50 capitoli, dal 59 al 108. L’anime concentra invece questa fase in 12 episodi, dal 26 al 37: alcuni passaggi investigativi risultano più bruschi e la strategia di Mello riceve meno spazio. Per stabilire chi meriti davvero l’eredità di L, servono criteri condivisi: deduzione, iniziativa, efficacia, sostenibilità dei metodi e risultato finale.
Deduzione: Near costruisce il caso più solido
Near parte da una posizione molto vicina a quella di L: dirige la Special Provision for Kira, dispone dell’appoggio statunitense e lavora con una squadra selezionata. Il vantaggio istituzionale conta, ma è il suo ragionamento a trasformarlo in pressione su Light. Near prende in considerazione la possibilità che il nuovo L sia anche Kira, restringe progressivamente i sospetti su Light e identifica Teru Mikami come X-Kira.
I valori personali rendono evidente la sua specializzazione. Near possiede 9 su 10 in conoscenza, 10 in creatività e 10 in forza mentale; Mello si ferma rispettivamente a 7, 7 e 8. Anche l’intuizione di Mello, però, produce risultati essenziali: dopo aver appreso da Sidoh che due regole del quaderno sono false, comunica l’informazione a Near nel capitolo 77. La falsità della regola dei tredici giorni riapre il caso contro Light e Misa, scagionati attraverso una prova costruita artificialmente. Nel confronto deduttivo prevale Near, ma è Mello a procurargli una delle informazioni più importanti.
Iniziativa: Mello impone il ritmo degli eventi
Mello ha 10 su 10 in iniziativa, contro il 6 di Near, e la differenza emerge in ogni scelta. Si allea con la mafia statunitense, fa rapire il direttore Kanichi Takimura e, dopo che Kira lo uccide, passa a Sayu Yagami. Lo scambio costringe la task force giapponese a cedere un Death Note. Mello ottiene così un risultato che Near, protetto dalla struttura della SPK, difficilmente avrebbe potuto raggiungere con mezzi ufficiali.
Il possesso del quaderno gli consente anche di colpire direttamente Near. Dopo aver ottenuto informazioni dall’infiltrato Ill Ratt, Mello fa scrivere a un membro della mafia i nomi di quasi tutti i membri della SPK; sopravvivono Near, Anthony Rester, Halle Lidner e Stephen Gevanni. Sono azioni violente e spesso incontrollabili, ma capaci di modificare il caso in poche ore. Near osserva, verifica e prepara; Mello crea situazioni nuove. Su questo criterio, la vittoria appartiene con chiarezza a Mello.
Metodo e autocontrollo: due eredi incompleti
La forza di Mello coincide con il suo limite. Il desiderio di superare Near lo spinge verso rapimenti, criminalità organizzata e omicidi indiretti. Le sue capacità sociali arrivano a 9 su 10, un dato coerente con la facilità con cui recluta alleati e conquista autorità in ambienti ostili. Il complesso d’inferiorità, valutato 8, rende però instabile il suo giudizio. Mello comprende le persone e sa usarle, ma fatica a dominare il bisogno di prevalere.
Near presenta il problema opposto. La sua capacità sociale e quella nella vita quotidiana valgono entrambe 1 su 10. Dipende dai collaboratori, si isola e tratta l’indagine come un sistema da verificare. Questa distanza gli offre una forza mentale eccezionale e una continuità operativa che Mello sacrifica continuamente. Anche Near conserva un’ambiguità morale: Matsuda ipotizza che possa aver scritto il nome di Mikami nel Death Note per impedirgli di controllare la copia. La teoria resta senza conferma e la verità non viene stabilita.
L assommava eccentricità, freddezza, audacia e disponibilità a superare i limiti ordinari dell’investigazione. Near ne eredita soprattutto la disciplina intellettuale; Mello ne esaspera l’aggressività. Sul metodo, Near è più affidabile e sostenibile, pur risultando meno autonomo di quanto suggerisca la sua sicurezza.
Il piano finale: Near vince grazie all’errore scoperto da Mello
Il primo piano di Near era destinato al fallimento. Gevanni avrebbe alterato le pagine del quaderno usato pubblicamente da Mikami, convinto che fosse il vero Death Note. Light aveva previsto l’eventualità: Mikami usava in pubblico un falso, mentre Kiyomi Takada eseguiva le uccisioni con pagine autentiche. Al confronto finale, però, Mikami avrebbe dovuto prelevare dalla cassetta di sicurezza il vero Death Note: quel quaderno autentico avrebbe ucciso gli investigatori e protetto Light, trasformando la sicurezza di Near nella causa della sua sconfitta.
Il 26 gennaio 2010, nel capitolo 98, Mello rapisce Takada. Lei conserva un frammento del Death Note, scrive il nome Mihael Keehl e lo uccide. L’emergenza induce Mikami a recarsi senza autorizzazione alla cassetta di sicurezza dove custodisce il vero quaderno, perché crede di dover eliminare Takada personalmente. La visita anomala alla banca attira l’attenzione di Gevanni, che localizza il Death Note autentico e permette a lui e ad Anthony Rester di sostituirlo con una copia.
Al magazzino, Mikami scrive i nomi degli investigatori presenti tranne quello di Light. Near ottiene così la prova decisiva, sopravvive allo scontro e chiude il caso Kira. Resta incerto quanto Mello avesse previsto: Halle Lidner ipotizza che abbia accettato consapevolmente la possibilità di morire per provocare una reazione, mentre Near dubita che il calcolo arrivasse fino alle conseguenze finali. Il sacrificio può essere stato una scelta estrema oppure l’esito fortuito di un’altra iniziativa rischiosa. In entrambi i casi, il risultato è identico: Mello rende efficace un piano di Near che, da solo, avrebbe fallito.
Ereditare il nome di L: il risultato premia Near
Near possiede persino nel nome l’idea della successione. Nate richiama natural e River il talento che fluisce da L: Nate River è concepito come il successore naturale. Dopo la sconfitta di Light assume ufficialmente l’identità di L; i due Death Note sequestrati vengono bruciati e, nel capitolo 108, è già operativo nel nuovo ruolo. La continuità istituzionale, investigativa e simbolica passa quindi attraverso di lui.
Mello desiderava invece superare L e Near, più che custodire un titolo. La sua ostilità era sostanzialmente unilaterale: Near lo apprezzava sinceramente, mentre Mello viveva il loro rapporto attraverso l’invidia. Il dettaglio conclusivo del cioccolato, mangiato da Near dopo essere diventato L, riconosce visivamente ciò che la soluzione del caso ha già dimostrato. Il nuovo L porta con sé una parte del rivale scomparso. Sul criterio della successione concreta vince Near; sull’eredità complessiva, i due restano inseparabili.
La controprova: Near può perdere e Mello poteva vincere
Le storie successive impediscono di trasformare Near in un investigatore infallibile. Nel caso a-Kira non riesce a identificare Minoru Tanaka e ammette, per la prima volta da quando ha assunto il nome di L, di essere stato sconfitto. Nel caso C-Kira sceglie invece di non condurre una caccia tradizionale: considera il nuovo assassino indegno del confronto con Light e lo condanna pubblicamente come un semplice omicida. Il suo giudizio rimane autonomo, anche quando non produce una soluzione classica.
Mello muore a vent’anni e perde la possibilità di maturare oltre la competizione con Near. Il suo bilancio umoristico ufficiale registra due vittorie, un pareggio e tre sconfitte nei sei confronti principali, mentre la base della vittoria finale di Near figura come il suo guadagno conclusivo. Era stato anche considerato seriamente come vincitore capace di superare Light e Near; l’accumulo di conoscenze sul Death Note portò invece alla sua eliminazione per conservare la tensione. La sua morte occupa un solo pannello, proprio per nascondere fino all’ultimo il peso dell’azione appena compiuta.
Verdetto: Near è il miglior successore, Mello è il partner decisivo
Se la domanda riguarda chi svolga meglio il lavoro di L, il verdetto va a Near. È lui a costruire l’accusa contro Light, a individuare X-Kira, a correggere il piano dopo la scoperta di Gevanni, a ottenere la prova pubblica e ad assumere stabilmente l’identità di L. Possiede la calma necessaria per usare informazioni incomplete senza lasciare che rivalità e paura governino la decisione finale.
Mello vince il confronto per iniziativa, capacità sociale e impatto immediato. La sua ultima operazione rende possibile la sconfitta di Kira, anche se la piena consapevolezza del sacrificio resta incerta. Il suo contributo decisivo non basta a farne il successore migliore: i metodi sono troppo distruttivi, l’impulsività gli costa il controllo e la sua vittoria sopravvive soltanto nel risultato ottenuto da Near.
Il capitolo 104 formula la risposta definitiva: ciascuno, da solo, restava inferiore a L. A Near mancava l’azione, a Mello la calma; insieme potevano eguagliarlo e superarlo. Near merita dunque il titolo di miglior successore perché conclude il caso e continua a essere L. Mello merita un riconoscimento altrettanto preciso: è la parte dell’eredità di L senza la quale il successore ufficiale sarebbe stato sconfitto.