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Granblue Fantasy: Relink | Provato - Un action RPG da tenere d'occhio

Siamo volati fino a Londra per giocare una corposa versione di prova di Granblue Fantasy: Relink, l'action RPG di Cygames pronto a sbarcare in Europa.

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a cura di Silvio Mazzitelli

Redattore

Informazioni sul prodotto

Immagine di Granblue Fantasy Relink
Granblue Fantasy Relink
  • Sviluppatore: Cygames
  • Produttore: Cygames
  • Testato su: PS5
  • Piattaforme: PS4 , PS5 , PC
  • Generi: Gioco di Ruolo
  • Data di uscita: 01 febbraio 2024

LONDRA – Dopo anni di timidi tentativi, sembra che ora Cygames si sia messa a fare sul serio nel provare a espandersi anche in Occidente. Proprio quest’anno ha aperto degli uffici sia in America che in Europa (più precisamente a Londra) e inoltre, nel giro di due mesi, usciranno due titoli dedicati a una delle sue serie di punta, ossia Granblue Fantasy (avevamo già approfondito la storia della saga in passato).

Se tra pochi giorni uscirà il seguito del picchiaduro Granblue Fantasy Versus, a inizio febbraio arriverà finalmente Granblue Fantasy: Relink, action RPG in sviluppo da oltre sei anni, visto che l’annuncio con cui ne venne in origine svelata l’esistenza risale addirittura al 2016.

Il titolo fu per un po’ di anni sviluppato insieme a PlatinumGames, che poi uscì dal progetto senza nessuna spiegazione concreta, lasciandolo così in mano a Cygames stessa. Dopo anni di trailer e rimandi, finalmente abbiamo potuto provare Granblue Fantasy: Relink per oltre tre ore di gioco, durante un press tour a Londra. Proprio qui abbiamo scoperto che il titolo è diretto da Yasuyuki Kaji, ex di PlatinumGames, entrato in Cygames per continuare il lavoro iniziato con la sua precedente software house.

Il director e il suo team ci hanno illustrato la struttura del gioco, tra single player e multiplayer. E, controller alla mano, vi raccontiamo com'è andata.

Un action RPG semplice, ma molto vario

Di Granblue Fantasy: Relink abbiamo potuto provare sia la campagna che la modalità multiplayer, con in più anche un momento di hands off relativo all’endgame. La prima cosa che ci preme raccontarvi è il funzionamento del gameplay di questo action RPG: da quanto abbiamo visto il titolo punterà molto più sui combattimenti che sull’esplorazione e su eventuali enigmi ambientali.

Come era intuibile dagli ultimi trailer, i combattimenti sono stati resi più semplici e meno veloci rispetto a quanto visto nei primi video, in cui il gioco aveva lo stile tipico degli action di PlatinumGames.

Se temete possa trasformarsi in un nuovo Babylon’s Fall vogliamo rassicurarvi: Granblue Fantasy: Relink ha un combat system semplice, ma competente per quello che deve fare. Il sistema non ha grandi guizzi di originalità per chi mastica action da tempo: gli attacchi saranno divisi tra deboli e forti, in più non mancheranno schivate e parate, come in ogni buon gioco d’azione che si rispetti.

Abbiamo trovato il combat system divertente, anche se non vanta grandi tecnicismi.
La parata potrà rompersi se ci chiuderemo troppo in difesa, rendendo il nostro personaggio vulnerabile per alcuni secondi, ma non mancheranno anche i classici parry e le schivate all’ultimo, che attiveranno per alcuni secondi un effetto d’invincibilità. Queste azioni però dovranno essere attivate ottenendo la skill apposita nello skill tree.

Ogni personaggio ha un suo skill tree unico, diviso in attacco e difesa, con all’interno numerose abilità da comprare con i punti ottenuti dalle missioni e dall’aumento di livello.

Si potranno ottenere sia miglioramenti alle statistiche che abilità, passive o utilizzabili in battaglia con una combinazione di comandi. Sarà possibile infatti equipaggiare fino a quattro abilità per personaggio – e una volta utilizzate bisognerà aspettare che si ricarichino dopo un breve periodo di cooldown.

Ogni personaggio ha poi un’arma da equipaggiare, che si potrà potenziare tramite i materiali trovati uccidendo mostri e completando le missioni e con speciali sigilli, in grado di dare degli effetti specifici alle statistiche o alle abilità, per rendere unica la build di un personaggio.

Tornando al combattimento vero e proprio, questo ha una certa profondità, anche se nulla a che vedere con mostri sacri come un Bayonetta o anche un Nier Automata. Ci saranno delle combo semplici eseguibili alternando attacchi leggeri e potenti, la possibilità di lanciare i nemici in aria per fare delle combo aeree e delle proprietà elementali che infliggeranno ai mostri più o meno danni a seconda della loro debolezza a un certo elemento.

A rendere gli scontri più vari e divertenti saranno alcune meccaniche aggiuntive, come quella degli Attacchi Legame: colpendo ripetutamente un mostro si riempirà una barra che ci consentirà di effettuare un attacco combinato con un altro personaggio, infliggendo danni maggiori a uno o più nemici.

Ogni attacco legame riempirà la Barra Link, che, arrivata al 100%, potrà essere attivata per rallentare il tempo per alcuni secondi e infliggere più danni ai nemici.

Ci sono poi le Arti Celesti, una mossa devastante che ogni personaggio possiede, attivabile riempiendo una speciale barra. Quando verrà eseguita una di queste arti, un altro personaggio del party potrà attivare la sua in un effetto a catena: se tutti e quattro i personaggi del gruppo effettueranno le loro Arti Celesti in un’unica catena si attiverà un Full Burst, che scatenerà alla fine un ulteriore attacco elementale in grado di infliggere danni aggiuntivi ai nemici.

Non bisognerà eseguire per forza tutti e quattro gli attacchi per attivare quest’effetto, in quanto basterà anche una catena da tre o da due, che però avrà un effetto meno potente, com’è ovvio. Questo sistema è indubbiamente quello più importante da utilizzare per massimizzare i danni sui nemici.

Abbiamo trovato questo sistema di combattimento divertente, anche se non possiede grandi tecnicismi, come probabilmente sarebbe invece stato se in mano a Platinum.

È evidente però, come dicevamo, che il titolo sia stato semplificato e rallentato rispetto ai primi trailer, per renderlo più appetibile anche per i giocatori casual, supposizione confermata anche dalla possibilità di usare comandi semplificati e persino una modalità in cui il giocatore dovrà solo muovere il personaggio mentre questo attaccherà da solo.

Per questo motivo non ci vorrà molto per apprendere le basi di ogni personaggio, ma fortunatamente uno dei punti di forza di questo combat system è che i personaggi sono tanti e ognuno di loro ha uno stile di gioco che può cambiare completamente rispetto a quello degli altri.

La prima parte della nostra prova è stata anche la più lunga e ci ha visti impegnati con i primi tre capitoli della storia. Chi non conosce bene le vicende del Granblue originale si ritroverà forse spaesato nel cominciare Granblue Fantasy: Relink (potete già prenotarlo su Amazon).

Il titolo, infatti, inizia in medias res, dando per scontato che i giocatori conoscano la storia della saga e i personaggi principali e facendo soltanto alcuni blandi riferimenti al passato. Chi fosse interessato, però, può trovare all’interno del gioco una sezione dove viene descritto il background di ogni personaggio. Ascoltare questi racconti fornirà anche dei bonus permanenti a salute e statistiche del personaggio in questione.

Come nel titolo mobile originale, anche in Relink sarà possibile, all’inizio, scegliere tra il protagonista maschile, chiamato di default Gran, e quella femminile chiamata Djeeta. La storia narrata in Granblue Fantasy: Relink è totalmente inedita e mai vista, né nel RPG originale per dispositivi mobile, né nell’anime o nel manga dedicati alla serie.

I nostri eroi dovranno svelare il mistero dietro a una forza sconosciuta che sembra far impazzire le Primal Beast, esseri potentissimi in grado di controllare gli elementi, che possono essere paragonati alle creature delle evocazioni di Final Fantasy. Non a caso, una delle creature che spesso verrà in aiuto del gruppo di protagonisti è chiamata Proto Bahamut.

Le vicende vedranno il gruppo di eroi attraccare con la propria nave volante in una nuova città, dove verranno a sapere della furia senza controllo di una Primal Beast legata all’elemento vento, che sta diventando estremamente pericolosa – tanto da minacciare gli abitanti della stessa città e dei villaggi limitrofi. Questo porterà a diversi combattimenti, anche contro gruppi di goblin in fuga dalla minaccia della bestia di vento, fino ad affrontare la maestosa creatura in una boss battle epica.

Al cuore della storia ci sono le Primal Beast, degli esseri che controllano gli elementi e che ricordano le invocazioni di Final Fantasy.
La struttura della storia ci è sembrata molto lineare: non sappiamo ancora se ci saranno delle mappe più aperte e liberamente esplorabili o se ogni capitolo corrisponderà a un dungeon da esplorare fino a raggiungere la successiva boss battle.

La città era pienamente esplorabile, con diversi negozi presenti, e al suo interno era possibile anche dedicarsi ad alcune missioni secondarie. Quelle minori, affidate da diversi abitanti del villaggio, altro non sono che delle semplici fetch quest in cui uccidere un certo numero di nemici o recuperare determinati oggetti per ottenere un premio.

La cosa buona è che queste missioni minori si possono completare mentre si fa altro, anche durante le quest principali. Inoltre sarà possibile tornare dal committente della missione teletrasportandosi direttamente da lui, così da risparmiare del tempo.

C’è poi un banco delle missioni, che permetterà invece di affrontare quest più articolate, come combattere contro boss già sconfitti od opporsi a orde di nemici cercando di resistere fino alla fine. Ne abbiamo affrontate solo un paio e bisognerà vedere quanto queste missioni saranno complesse, ma da quanto abbiamo intuito consisteranno principalmente nel combattimento contro boss o gruppi di nemici.

Quanto visto, per il momento, della storia ci ha incuriosito, ma con delle riserve. La trama potrebbe essere interessante e catturare l’attenzione di un pubblico appassionato di anime, specialmente grazie a diversi momenti epici legati alle battaglie con i boss, solo in sede di recensione potremo però capire la bontà della narrativa nel suo complesso.

Dal punto di vista grafico, il gioco è ben fatto, ma mostra il peso di una produzione mirata a uscire in origine sulle console della precedente generazione. Alcuni paesaggi comunque, come quello cittadino in particolare, sanno sorprendere dal punto di vista artistico, grazie a dei colori vivaci e uno stile acquerellato che ben si adatta alle atmosfere del titolo.

Un MMO in incognito

La seconda parte della nostra prova è stata invece dedicata al multiplayer, in cui fino a quattro giocatori possono unirsi per affrontare missioni di vario tipo, prevalentemente incentrate, però, sull’affrontare mostri in diverse arene.

La struttura del multiplayer ricorda molto da vicino quella di Monster Hunter; si potranno infatti invitare gli amici nel proprio hub per poi scegliere la missione e partire, oppure giocare con altre persone random. Da quanto abbiamo visto, le missioni non avranno elementi esplorativi: si inizierà subito in un’arena pronti al combattimento, sia questo contro orde di nemici minori o contro un imponente boss.

Questa sessione ha messo in luce la vera natura di Granblue Fantasy: Relink. La modalità multigiocatore non è affatto accessoria alla storia – anzi, è una naturale evoluzione, dato che la campagna ci ha dato l’idea di essere più un grosso tutorial per quello che verrà dopo.

La nostra prova era infatti ambientata dopo la conclusione della storia principale, con personaggi di livello 50 e molte nuove missioni da affrontare. Da quanto abbiamo potuto intuire, proprio come in Monster Hunter, le missioni saranno divise per gradi e bisognerà affrontarne alcune obbligatorie per sbloccare quelle di grado successivo.

Inizialmente abbiamo affrontato una missione contro un’orda di goblin e poi una contro un grosso grifone, per poi sbloccare una nuova missione per il passaggio di grado, questa volta contro un feroce dragone. Le boss battle sono senza alcun dubbio le parti meglio riuscite del gioco.

Le boss battle sono la parte meglio riuscita del gioco: ogni boss era diverso, sia nei pattern offensivi che nella strategia necessaria per sconfiggerlo.
Ogni boss ha le sue particolarità, sia per attacchi che per eventuali trasformazioni. Subendo danni, i boss possono entrare poi in modalità Overdrive, per cui si attiverà una barra che assorbe parte dei danni e diventeranno molto più aggressivi. Talvolta potranno anche attivare una modalità chiamata Sete di Sangue che, oltre a renderli ancora più feroci, darà loro anche l’immunità ai danni per alcuni secondi. Finita la modalità Overdrive, si verificherà un Break, in cui i mostri resteranno storditi per un po’ di tempo e potranno subire molti più danni.

Durante la sessione multiplayer abbiamo affrontato quattro boss, tra cui anche un grosso guerriero scheletrico dotato di attacchi di ghiaccio e una sorta di robot la cui somiglianza con il Metal Gear REX era evidente. Ognuno di loro era profondamente diverso, sia come pattern offensivi che come strategia da applicare per sconfiggerli.

Abbiamo notato che, a parità di livello con i personaggi, i boss erano comunque piuttosto facili: siamo infatti riusciti a sconfiggerli senza grossi problemi ottenendo anche la valutazione massima a fine missione. L’unico ad averci sconfitto (anche se per poco, dato che aveva il 5% di salute rimanente) è stato il simil-Metal Gear, ma perché era un boss di 25 livelli superiore ai nostri personaggi. Sulla difficoltà generale però torneremo nel prossimo paragrafo.

Il multiplayer riesce poi a evidenziare ancor di più le potenzialità di ogni personaggio. Da quanto visto in questa versione di Granblue Fantasy: Relink, ne sono presenti quasi una ventina (ma è scontato che in futuro ne arriveranno altri), ognuno pensato per un ruolo specifico come in un MMO.

Avremo dunque personaggi adatti per fare danno, tank, healer e supporter. Riuscire a creare un team affiatato sarà dunque fondamentale per affrontare le sfide più dure e ottenere la valutazione massima, che garantisce anche numerosi premi; ogni missione completata fornirà infatti diversi materiali e oggetti rari presi dai mostri sconfitti, che serviranno anche per potenziare le armi e i personaggi in generale.

Granblue Fantasy: Relink (già disponibile al pre-ordine su Amazon) non è dunque semplicemente un action RPG in cui, una volta finita la campagna, non si ha più molto da fare se non ripetere qualche missione in multiplayer: la componente multigiocatore ha in pratica una struttura a parte che riesce a vivere da sola.

Stando a quanto dettoci dagli sviluppatori, per finire la componente narrativa ci si metterà all’incirca una ventina di ore, che saliranno poi a quaranta per dedicarsi per bene a tutte le missioni secondarie della campagna. Se poi si vorrà arrivare fino all’endgame, si potranno totalizzare tranquillamente cento ore.

L’ultima parte della nostra prova è stato un hands off in cui abbiamo potuto vedere gli sviluppatori giocare dal vivo una missione pensata per l’endgame. In questo caso i due sviluppatori ci hanno mostrato le build dei loro personaggi: il cavaliere Vane e la maga Io, entrambi maxati al livello 100, con armi al massimo e skill e sigilli in grado di potenziare ogni caratteristica e abilità.

I due personaggi avevano poi diverse sinergie: Vane è un tank in grado di attirare su di sé gli attacchi nemici e creare un’area di invulnerabilità per alcuni secondi, Io è una maga con la capacità di caricare potenti magie stando ferma per massimizzare i danni.

Il boss in questione era un potente drago bianco di livello 135 dotato dell’elemento fulmine, in grado di spazzare via i personaggi con due o tre colpi massimo. Dunque, anche al massimo della potenza raggiungibile, se non si imparerà a creare un party sinergico e a riconoscere i pattern di attacco del boss, difficilmente si potrà prevalere.

Gli attacchi del dragone coprivano spesso l’intera area, con sequenze che mischiavano attacchi in puro stile da MMO, con la segnalazione delle aree colpite da sagome sul terreno, e anche un pizzico di danmaku, per via dei fulmini e dei globi di energia che coprivano gran parte dello schermo rendendo la vita difficile ai poveri personaggi.

Alla fine il drago è stato abbattuto – ma non senza fatica, dato che uno dei due sviluppatori è morto almeno tre volte ed è fortunatamente stato resuscitato prima che il tempo utile per l’operazione scadesse.

Gli sviluppatori ci hanno poi detto che nel gioco finale ci saranno boss molto più forti di questo, facendoci comprendere come l’endgame di Granblue Fantasy: Relink sia pensato per i giocatori più hardcore. Quanto visto è stato effettivamente molto interessante e arrivare a questi livelli per affrontare boss complessi come il drago visto spingerà probabilmente molti giocatori a voler raggiungere l’endgame.

Il dubbio più grosso che abbiamo sul gioco è, però, quanto tempo bisognerà investire per arrivare a questa fase.

Il pericolo del grinding selvaggio è infatti dietro l’angolo: se il titolo si dimostrerà ripetitivo e noioso con battaglie sempre uguali per decine di ore prima di arrivare finalmente all’endgame, allora non sappiamo quanto ne varrà la pena.

La validità del titolo si baserà soprattutto sul suo sistema di progressione che, se gestito in maniera intelligente, potrebbe rendere Granblue Fantasy: Relink un action RPG cooperativo da tenere d’occhio.

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Voto Finale

Conclusioni Finali di SpazioGames

Pro

  • Ogni personaggio ha uno stile unico di battaglia che aggiunge varietà al combat system

  • Le boss battle sono ben fatte e molto varie

  • Il multiplayer ha il potenziale di diventare una "droga"

Contro

  • Il gioco rischia di essere troppo semplice, almeno fino all'endgame

  • La progressione è il dubbio più grosso e c'è il rischio che possa essere troppo ripetitiva

  • Bontà della storia da valutare

Commento

 Le ore passate in compagnia di Granblue Fantasy: Relink ci hanno fatto capire meglio la natura del progetto. Il titolo vuole essere un mix tra action RPG classico, un multiplayer cooperativo e un titolo che prende il meglio dai Monster Hunter e da vari MMO. Il combat system è semplice, ma la varietà dei personaggi e le sinergie che è possibile creare tra loro potrebbero renderlo molto più profondo di quanto appare. Senza alcun dubbio le boss battle sono poi le parti meglio riuscite, dato che offrono tanta varietà e tanti scontri spettacolari. Resta da valutare la progressione del gioco, dalla campagna fino all’endgame, che potrebbe cambiare totalmente le carte in tavola a seconda che sia troppo ripetitiva e noiosa oppure ben pensata, così da garantire ore e ore di divertimento in compagnia dei propri amici. Sicuramente, un action RPG che terremo d'occhio per dirvi di più.
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