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Pro
- Un ritorno in grande stile.
- Gameplay di livello.
- Stilisticamente notevole.
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Contro
- Qualche piccola imprecisione nell'uso della frusta.
Conclusioni Finali di SpazioGames
Sembra quasi incredibile a scriverlo, ma dal primo, indimenticabile Castlevania a oggi sono passati ben quarant’anni. Un lasso di tempo notevole che ci ha regalato delle esperienze davvero indimenticabili, capaci di plasmare l’intero medium e di definire diversi standard dei giochi in 2D.
Nonostante il grande successo della saga, sono però oramai quasi quindici anni che non vede la luce un nuovo episodio della serie di Konami in due dimensioni, con l’ultimo vero appuntamento in merito che è datato nel lontano 2013 con Castlevania Lords of Shadow - Mirror of Fate. Un’attesa a dir poco interminabile, che avrà però finalmente fine il prossimo 15 ottobre, quando sbarcherà sul mercato per PC, Xbox Series, Switch 2 e PS5 Castlevania: Belmont’s Curse.
Al comando di questa operazione ci sono i ragazzi di Motion Twin e di Evil Empire, che ci hanno deliziato in passato con l’ottimo Dead Cells (che tra le altre cose ha ricevuto anche un intero DLC a tema Castlevania) con la saggia mano di Konami a fare da supervisione al tutto. Un lavoro, insomma, che sembra avere tutte le carte in regola per rimettere sulla mappa videoludica la vampiresca serie e, dopo averlo provato con mano per ben tre ore, non possiamo che rassicurarvi tutti: Castlevania è pronto a tornare e vuole farlo in grande stile.
Una nuova Belmont
Prima di raccontarvi più nel dettaglio quello che ci ha convinto di Belmont’s Curse, è cosa buona e giusta fare una piccola digressione sul setting del gioco. L’atteso titolo si posiziona temporalmente in seguito agli avvenimenti di Castlevania III: Dracula’s Curse e di Castlevania: Curse of Darkness, mettendoci nei panni di Rose Belmont, la figlia di Trevor Belmont e Sypha Belnades.
In questo nuovo gioco siamo in particolare posizionati una ventina d’anni dopo i fatti del terzo storico capitolo della saga, per l’esattezza nel 1499. Questa volta il castello di Dracula ha deciso di manifestarsi nel cuore di Parigi, gettando nel caos la capitale francese. I richiami, come assicuratoci dagli sviluppatori, non si fermeranno però ai due titoli che fanno da prequel a questa nuova avventura, ma richiameranno anche altri Castlevania e la serie animata che abbiamo visto su Netflix in questi anni.
Nel nostro provato abbiamo in particolare vissuto le primissime ore di gioco, che ci hanno permesso di esplorare i sobborghi parigini, affrontare le mostruosità demoniache che li infestano e, soprattutto, fare la conoscenza con Rose e le sue abilità. Un hands-on, insomma, a tutto tondo, che, come precedentemente anticipato, ci ha fatto comprendere la bontà del lavoro fatto da ogni punto di vista. Certo, bisognerà vedere se la qualità rimarrà la medesima anche nelle fasi successive del gioco e le buone premesse verranno rispettate, ma se il buongiorno si vede dal mattino, Belmont’s Curse ha tutto per fare molto bene.
Castlevania Belmont’s Curse ci è parso fin dai primi istanti un’opera sicuramente rispettosa delle proprie radici e della propria storia, ma al contempo anche capace di osare dove necessario. L’esempio più lampante a riguardo è sicuramente nell’utilizzo della frusta, che non è qua solo un'arma per combattere gli abomini di Dracula, ma anche uno strumento fondamentale durante gli spostamenti.
Con la frusta, poi, possiamo anche agganciarci agli avversari, usando quelli volanti come punti d’appoggio, o attrarre a noi quelli a terra durante i combattimenti. Un elemento che dona agli scontri una verve maggiore, rendendoli più dinamici e belli da vedere.
Oltre che con la frusta possiamo combattere con colpi leggeri e pesanti, differenti armi, schivate e parate. Un quadro decisamente completo, reso ancora più valido da delle animazioni davvero curate e che rendono uno vero spettacolo vedere Rose Belmont in azione. Inizialmente ci vuole un attimo ad abituarsi, ma appena si prende dimestichezza con il sistema di combattimento è appagante scontrarsi con l’esercito di Dracula e i suoi comandanti.
Tre sono in particolare le boss battle che abbiamo avuto modo di vivere in questa primo provato e che ci hanno dimostrato il grande stato di forma del gioco. Ognuna di esse, infatti, si è rivelata essere profondamente differente. Lo scontro con Giovanna d’Arco ci ha ad esempio costretto a una battaglia in stile souls-like tra schivate millimetriche e colpi da sferrare al giusto istante. Medusa ci ha invece obbligati quasi a una partita a scacchi, dove sbagliare una singola mossa significava venire sonoramente sconfitti.
Uscire vincitori da una di queste battaglie al primo tentativo è praticamente impossibile, dato che è necessario conoscere movimenti e tattiche dei nostri avversari e studiarli alla perfezione per comprendere come batterli. Una meccanica trial and error che non scade però mai, almeno in questa prima fase, nella frustrazione e incentiva anzi il giocatore a riflettere e a non affrontare Belmont’s Curse a testa bassa.
Oltre alle armi presenti, che si suddividono in sette diverse categorie, a rendere il tutto più vario sono i tarocchi di Rose donateli dalla madre, dei potenti artefatti in grado di intrappolare al loro interno le anime dei nemici sconfitti trasformandoli in Arcana. Una volta fatto ciò Rose può sfruttarli a proprio piacere, utilizzandone i poteri in combattimento. Una meccanica che ci consente di diventare sempre più forti e versatili dopo ogni scontro coi boss e che rende più accattivante l'intero gioco.
Ogni Arcana può poi essere potenziato soddisfando determinate condizioni, come ad esempio lo sconfiggere un determinato numero di nemici con esso, andando così a comporre insieme alle armi, il livello di Rose e l’immancabile skill tree un sistema di progressione, almeno per quanto visto finora, ben strutturato e che non si perde in mille sottomenu.
Uno spettacolo per gli occhi
Finora abbiamo tessuto le lodi di svariati aspetti di Castlevania Belmont’s Curse, senza però andare a toccare molto probabilmente uno dei più importanti. Stiamo ovviamente parlando del level design, con il franchise di Konami che si è sempre contraddistinto in passato per delle mappe interconnesse davvero divertenti da esplorare.
Per quanto abbiamo avuto modo di vedere nel nostro hands-on, fortunatamente pure questa nuova avventura parigina nei panni di Rose Belmont sembra promettere decisamente bene a riguardo. Le nostre ore in compagnia del gioco ci hanno infatti fatto attraversare location di impatto, costruite molto spesso in verticale per sfruttare le peculiarità della frusta e colme di segreti da scoprire. Immancabili poi, come da tradizione della saga, zone in cui non è possibile accedere inizialmente e per le quali sono necessari oggetti e abilità ottenibili solo proseguendo con il gioco.
Oltre che essere ben realizzate a livello ludico, le prime ambientazioni di Belmont's Curse sono poi anche decisamente belle da vedere. Lo stile grafico adottato da Motion Twin, Eviil Empire e Konami gioca molto su tonalità cupe e forti contrasti, con la luce e i colori accesi che riescono a far esprimere la forte personalità del gioco anche dal punto di vista visivo.
Alcune scene, come ad esempio quando ci ritroviamo a vedere per la prima volta Parigi in fiamme dall’alto, sono poi assolutamente notevoli e lasciano quasi a bocca aperta, concorrendo ad aumentare il fascino del gioco.