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WWE 2K18, Recensione

By |ottobre 20th, 2017|Categories: RECENSIONE|Tags: |
Tra gli appuntamenti sportivi che ogni anno si presentano sulle nostre console rientra ormai, da più di una decade, quello con l’annuale titolo dedicato al wrestling di casa WWE. Sono lontani i tempi in cui l’offerta videoludica dedicata a questo sport poteva contare su una vera e propria concorrenza: ormai i ragazzi di Yuke’s, rimasti al timone della serie anche dopo il passaggio della licenza dalla defunta THQ a 2K, giocano una partita di cui sono rimasti gli unici giocatori. Ed è forse questa consapevolezza che aveva afflitto molti dei recenti episodi della serie, colpevoli di una mancata capacità di rinnovarsi e reinventarsi. Sarà questo WWE 2K18 il punto di svolta?
Anno nuovo, look nuovo
In un brand dalle iterazioni annuali il primo cambiamento che salta all’occhio è quello tecnico, e questo vale anche per WWE 2K18. La nostra prova, effettuata su una Playstation 4 base (vi ricordiamo che il gioco è disponibile anche su PC, Xbox One e arriverà anche su Nintendo Switch), ci ha mostrato un titolo che ha saputo fare dei passi avanti rispetto al predecessore. Purtroppo, però, non siamo ancora arrivati al tanto agognato salto qualitativo che manca forse da troppo tempo, e se i lottatori dei roster WWE sono stati modellati pressoché alla perfezione (un po’ meno le star femminili), lo stesso non si può dire di altri aspetti del comparto tecnico. Il lavoro sulle animazioni facciali ha dato risultati alterni, e specialmente nella modalità Carriera ci troveremo di fronte a situazioni involontariamente comiche, con i personaggi che si esibiscono in espressioni fantasiose e quasi caricaturali, che, peraltro, spesso cozzano con quello che stanno dicendo. Sempre in modalità Carriera è presente anche un fastidioso effetto tearing, che riguarda i momenti in cui potremo muovere liberamente il nostro protagonista tra un match e l’altro. Sono presenti anche numerosi glitch: il più vistoso e irriverente che ci è capitato ha visto il nostro sfortunato protagonista precipitare improvvisamente nel pavimento, per poi bloccarsi in esso fino a metà busto. Un’ultima nota negativa va ai tempi di caricamento: le schermate di attesa sono davvero troppo frequenti e troppo lunghe, al punto da risultare davvero fastidiose. Tirando le somme, se WWE 2K18 fa qualche passo in avanti dal punto di vista grafico questo non basta a renderlo un titolo adatto ai tempi, a causa di numerosi difetti ancora presenti e dei molti miglioramenti che ancora devono essere apportati per poter davvero parlare di un’esperienza di wrestling che renda davvero giustizia all’attuale generazione di console. 
Please, don’t try this at home
Il gameplay di WWE 2K18, proprio come il comparto grafico, si limita a costruire su quanto era già stato fatto in passato. Non sono quindi molte le modifiche che si troverà davanti chi ha già giocato la precedente iterazione. Il sistema di sottomissione è stato rivisto, e adesso vi sono due possibilità di eseguire queste prese: utilizzare l’analogico destro in un minigioco oppure premere in rapida successione una sequenza di tasti. E’ stata aggiunta la possibilità di sollevare il proprio avversario in quattro diversi modi, per poi muoversi e fare di lui quello che vogliamo. Queste sono le novità più grandi di WWE 2K18, che per il resto ripropone un gameplay che eredita ormai più difetti che pregi. Innanzitutto, la legnosità dei personaggi e dei movimenti: il wrestling è una disciplina che punta sulla spettacolarità, sulla velocità e sulla dinamicità. Per questo vedere i lottatori muoversi con goffaggine genera subito un contrasto con quello che si vede in tv. Questa sensazione di lentezza viene aggravata da altri fattori, ad esempio, una volta finiti a terra, indipendentemente dal quantitativo di danni subito, rialzarsi risulterà un’impresa incredibilmente ardua: questo può risultare spiazzante, soprattutto per i neofiti che devono ancora prendere la mano con la serie. A questo possiamo aggiungere un sistema di contromosse poco convincente: la pressione del tasto R2, se effettuata al momento giusto, ci permette di sfuggire alla mossa dell’avversario e, talvolta, di rovesciare la situazione a nostro favore. Certe volte, però, questo intervallo di tempo appare fin troppo risicato, lasciando alcuni dubbi su questa scelta degli sviluppatori.
Da umili origini verso grandi imprese
Il menù principale ci mostra subito uno dei grandi punti di forza di WWE 2K18: l’abbondanza di contenuti offerti, a partire dalle modalità di gioco. In assenza di una modalità storia vera e propria, ciò che più vi si avvicina è la modalità Carriera. Innanzitutto, dovremo creare la nostra superstar, avvalendoci di un editor davvero ricco e sfaccettato, che ci permetterà di dare vita al nostro guerriero ideale. Dopo aver personalizzato il nostro beniamino, dovremo condurlo alla gloria: partendo dalla NXT, il brand della WWE dedicato alla formazione delle “nuove reclute”, dovremo accompagnarlo attraverso tutto il percorso che ogni nuovo wrestler deve affrontare, per arrivare infine ai tanto agognati main event. Non dovremo soltanto lottare, però: tra le altre cose, infatti, dovremo anche controllare lo sviluppo del nostro personaggio, scegliendo le dichiarazioni da tenere davanti al pubblico e davanti ai microfoni. Ci troveremo anche ad interagire con altri lottatori, tra cui i più famosi personaggi della WWE del presente e del passato. Ed è proprio nei dialoghi che arriva il grande problema della modalità Carriera: la scrittura dei personaggi e degli eventi è involontariamente comica, ricolma di battute infantili, dialoghi privi di senso logico e chi più ne ha, più ne metta. Purtroppo, in una modalità in cui dovremmo appassionarci alle vicende del nostro personaggio, un pessimo lavoro di scrittura non aiuta affatto a calarsi nei suoi panni o ad interessarsi alle sue vicissitudini. E’ un peccato, perché le buone idee che ci sono vengono affossate da una pessima esecuzione.
La lotta non stanca mai
Dove WWE 2K18 splende davvero è, come avevamo accennato, nel quantitativo di contenuti. Sono presenti tutte o quasi le tipologie di match a cui potreste pensare, con il valore aggiunto della possibilità di personalizzarli. Grazie anche alla presenza del roster più grande di sempre, la modalità Esibizione, la classica lotta veloce, saprà portarvi via molto tempo e vi saprà restituire almeno la vasta gamma di spettacoli che la WWE sa offrire. In quest’area la più grande novità è rappresentata dalla possibilità di vedere fino a otto lottatori contemporaneamente sul ring, rispetto ai precedenti sei, una novità che farà la gioia di chi ama le sfide confusionarie e caciarone. La modalità WWE Universe torna senza grandi cambiamenti, ed è questa il vero fiore all’occhiello della produzione Yuke’s, che ci permette di rivivere il feeling di una puntata dei brand targati WWE, dando la nostra chiave di lettura ai suoi protagonisti, alle loro storyline, ai loro match. Queste modalità, pur afflitte dai problemi di gameplay di cui abbiamo parlato, riescono a dare il meglio di WWE 2K18, scacciando la noia della modalità Carriera. Ovviamente, anche il multiplayer fa la sua comparsa, sia in locale che online. E’ proprio qui che viene introdotta un’interessante novità: la modalità “Road to Glory”. Qui potremo creare la nostra superstar personalizzata e competere in eventi giornalieri online per poter accedere a degli speciali eventi che ricalcano le famose Pay-per-view della WWE. Purtroppo, al momento della stesura di questo articolo la modalità non è ancora accessibile, ma si presenta sicuramente come una delle aggiunte più interessanti del pacchetto.

– Il roster più grande di sempre
– Ottima quantità di contenuti
– WWE Universe riesce ancora a divertire


– C’è ancora da lavorare sul comparto tecnico
– Modalità Carriera scialba e priva di mordente
– Il gameplay ha decisamente bisogno di una svecchiata
– Tempi di caricamento eccessivi


7.0

WWE 2K18 non è il passo in avanti che molti aspettavano, né dal punto di vista tecnico, dove ancora c’è molto lavoro da fare, né dal punto di vista del gameplay, ancorato a meccaniche ormai fin troppo legnose. A salvare il titolo c’è l’enorme mole di contenuti, capace di far dimenticare perfino la discreta modalità Carriera, dove le buone idee non vengono giustamente supportate. La nostra speranza è che dalle ceneri di questo capitolo possa nascere un WWE 2K19 più consapevole e pronto a spezzare con il passato. Questo, però, solo il tempo potrà dircelo.