Ace Combat: The Belkan War

A cura di Onilink - 5 Novembre 2006 - 0:00

Circa un annetto e mezzo è passato da quando Ace Combat 5, simulatore di aerei da combattimento della Namco, faceva la sua comparsa nei negozi e rinnovava uno dei brand più famosi della software house giapponese senza però riuscire a differenziarsi molto dal precedente Ace Combat.
Stavolta la casa nipponica ci prova con un nome che tanto fa pensare ad un prequel, Ace Combat Zero: The Belkan War (che stranamente perde il suo suffisso nell’edizione europea, trasformandosi in Ace Combat: The Belkan War).
Sesto episodio della serie (ricordiamo che i primi tre sono disponibili per Playstation One, mentre la terzina successiva è stata sviluppata per Playstation 2), lo Zero tenta di ripetere il successo degli episodi precedenti e cerca di aggiungere qualcosa di nuovo.
Sarà riuscita quindi la madre dei Tekken e dei Ridge Racer a proporre un prodotto valido ed innovativo in un così breve lasso di tempo, o sarà il solito titolo lustrato e messo sul mercato alla bell’e meglio? Andiamo insieme a scoprirlo.

Il Lilly Gruber della situazione
La trama, semplice ed abbastanza prevedibile, prende piede quindici anni prima degli eventi narrati in Ace Combat 5 e racconta il rapporto tra due piloti mercenari, tali Pixy e Cypher (l’avrei chiamato Dixy ed il giornalista Mr Jinx, ma l’avrebbero capita in quattro) sullo sfondo di una guerra dichiarata dall’immaginario stato di Belka contro la nazione di Osea.
Storia come già detto flebile e piena di clichè noti agli appassionati; funge però da buon collante per le varie missioni disponibili nel corso del gioco.

Cose da aerei
Tutti i titoli titoli del genere propongono obiettivi quali difendere un avamposto, radere al suolo una base nemica, ingaggiare feroci battaglie aeree e quanto altro si sia già visto, ed Ace Combat Zero non fa eccezione.
Tra le diciotto missioni disponibili nella modalità principale dovremo quindi ingaggiare combattimenti terra-aria, scontri aria-aria ed ogni tanto una bella camminata sull’oceano a cercar baruffa non ci verrà negata.
Il sistema di valutazione si basa su tre diversi titoli: Mercenario, Soldato o Cavaliere. Il grado verrà dato a seconda di come si ci è comportati durante l’azione ed in base alla spettacolarità delle nostre gesta.
I controlli sono, come da tradizione, semplici ed efficaci: a metà strada tra una simulazione ed un arcade.
Precisamente i comandi da usare sono questi: con il tasto X si usano le mitragliatrici, con il triangolo si cambia bersaglio, con il cerchio si sparano missili o si utilizzano le armi speciali, mentre il quadrato è usato per vedere la mappa del campo di battaglia.
La croce direzionale è impiegata per dare ordini ai compagni, i tasti a cui sono abbinati gli ordini sono questi: premendo in alto si lancia il comando per attaccare il bersaglio, pigiando in basso i compagni coprono il nostro aereo, a sinistra si ordina la dispersione, mentre a destra si proibisce l’uso ai compagni di armi speciali.
I tasti dorsali sono dediti alla velocità del veicolo: con L1 si accelera, con R1 si decelera, mentre gli altri due dorsali sono utilizzati per i timoni, destro e sinistro.
Con select si attivano missili od armi speciali; start si mette pausa e le due leve sono una utilizzata per muovere il veicolo e l’altra per la telecamera.
Abbiamo inoltre due modalità di controllo: una più semplice, con diversi aiuti, l’altra no (e se non è zuppa…).
L’intelligenza artificiale mostrata dai nemici è bendisposta verso i nostri attacchi, non ci saranno nemici sfuggenti come anguille od aerei con piloti cecchini, ovviamente senza cadere nel ridicolo: un minimo grado di sfida ci sarà sempre, inoltre la difficoltà generale del titolo è ben bilanciata.
Gli obiettivi che caratterizzano le missioni sono, ripeto, sempre i soliti “difendi la base”, “attacca l’obiettivo”, ecc…
Non c’è solo la modalità in single player a riempire il disco di gioco, abbiamo infatti una modalità in multi per due giocatori (ovviamente in split screen), in cooperativa o in una sfida l’uno contro l’altro.
Nota negativa, totale assenza di una qualsivoglia modalità online.

La carrozzeria di un aereo ed il rombo dei motori
Graficamente il titolo namco è molto, molto simile al suo predecessore, Ace Combat 5: abbiamo una grafica realistica e fluida, senza incertezze di sorta.
I molti modelli di aerei disponibili sono ben dettagliati e quasi fotorealistici per i limiti della macchina.
Gli effetti speciali, quali scie ed esplosioni, sono stati realizzati con dovuta esperienza.
Il volo a bassa quota è reso poi piacevole dalla buona fattura dello scenario terrestre, con edifici ben modellati e distribuiti.
Non avremo uno sfruttamento intensivo della console come in Soul Calibur 3 o Metal Gear Solid 3, ma la cura generale va oltre la sufficienza.
Il commento sonoro si attesta su buoni livelli, veste il gioco come un guanto bel calzato. Un po’ irritante magari il continuo e ripetivo chiacchiericcio dei compagni, ma nulla di trascendentale.


+ Buona giocabilità
+ Missioni emozionanti
+ Difficoltà calibrata


+ E’ sempre lo stesso
+ Non c’è l’online


7.3

Effettivamente il vecchio detto “squadra che vince non si cambia” vale adesso più che mai, e i ragazzi della Namco hanno fatto loro il saggio insegnamento di vita.
Buon gioco, buona giocabilità, buona grafica e buona longevità, nulla di eclatante, ma neanche di brutto, un Ace Combat 5 lustrato a nuovo, in poche parole (e ne risente nel giudizio globale, non una mera applicazione della media matematica).
Ai fan della serie piacerà, a tutti gli altri consiglio una scelta ponderata: spendere meno con il quinto capitolo ed avere un gioco tutto sommato simile, oppure dare dentro cinquanta euro e portarmi a casa l’ultimo nato nella saga di Ace Combat?




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