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Recensione

Smackdown! vs RAW 2010

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Avatar di Shiryo

a cura di Shiryo

Pubblicato il 23/10/2009 alle 00:00
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Il Verdetto di SpazioGames

8.2

Dopo il tuffo nel passato con WWE Legends of Wrestlemania, torniamo allo spettacolo dello sport-entertainment della federazione di Stamford con WWE Smackdown! vs RAW 2010. Con l’ultimo rappresentante di una saga che raggiunse i fasti grazie a Here Comes The Pain e che da li in poi mostrò qualità altalenante, riuscirà THQ a convincere i fan del Wrestling WWE che il loro brand preferito è in ottime mani?

Mero aggiornamento o rivoluzione?Questa domanda si è diffusa tra i fan dell’ormai celebre serie, abituati purtroppo ad accontentarsi da diverse edizioni di semplici aggiornamenti dei prodotti precedenti, infarciti di nuovi Wrestler e con qualche modalità in più a dispetto di altre mancanti. Fortunatamente possiamo affermare che chi ha apprezzato le novità introdotte l’anno passato, troverà conferme in questo capitolo, che finalmente beneficia di una maggiore cura e completezza in ogni settore del gameplay.Fondamentalmente il sistema di gioco si basa sulle scelte fatte nelle ultime edizioni. Le novità nella giocabilità sono da ricercare nella differente gestione dei contrattacchi, che ora avviene tramite la pressione di un solo tasto, nell’esorbitante numero di mosse aggiunte al già vasto database, oltre che in un sistema tutto nuovo per quanto riguarda la realizzazione di specials e finishers. Una volta riempito almeno il 75% dell’apposito indicatore tramite mosse standard, si ha modo di realizzare una delle due manovre speciali di ogni lottatore, mosse che una volta andate a segno portano l’indicatore al 100% dando modo di scatenare la vera e propria tecnica di chiusura. Ci limitiamo a farvi immaginare Triple H che correndo verso l’avversario esegue il suo celebre Jumping Knee Drop (mossa speciale), per poi scatenare immediatamente la sua patentata Pedigree (Finisher) acquisita un secondo prima grazie alla tecnica precedente. Mai, come in questo titolo, è stato cosi semplice e divertente portare a segno quelle serie di abilità tipiche di ogni Wrestler, Flyng Elbow e Sweet Chin Music di Shawn Michaels incluse. Da segnalare peraltro che in caso di match a più contendenti, la rapidità necessaria per questo tipo di manovre non viene compromessa, grazie ad un auto-targeting finalmente quasi perfetto, che è possibile in ogni caso disattivare passando in manuale.Novità per la serie -ma non per il brand- è anche il nuovo sistema di pinfall, acquisito da Legends of Wrestlemania: una volta spalle a terra è possibile scegliere di liberarsi tramite la classica pressione furiosa dei tasti, oppure tramite l’utilizzo di uno dei bottoni frontali, che da il via ad una barra da fermare entro uno spazio stabilito. Questo spazio, sempre più ristretto in relazione ai danni subiti, rimane comunque abbastanza ampio da essere centrato anche in caso di danneggiamento totale del personaggio, il che permette, seppur raramente e con molta fortuna, di riuscire a recuperare un match anche quanto tutto sembra perduto.Qualche rifinitura ha subito in particolar modo la Royal Rumble, che prevede ora particolari meccaniche per l’eliminazione dei contendenti. Scaraventando un avversario oltre le corde, questo riuscirà ad aggrapparsi talvolta alla terza corda, talvolta a quella più bassa. Effettuando a questo punto una presa qualsiasi, si da via ad un minigame che prevede la pressione con tempismo dei tasti evidenziati, per completare l’eliminazione. Leggermente diversa la fase difensiva, dove è necessario cercare la via della salvezza talvolta tramite il medesimo tipo di meccanismo, talvolta tramite un sistema più simile a quello dedicato all’uscita dallo schienamento, a seconda della posizione sull’apron ring. Qualora un Wrestler abbia accumulato abbastanza energia per effettuare una finisher, questa può essere utilizzata ai fini dell’eliminazione: apprezzabile in questo caso la realizzazione di numerose varianti alle mosse finali di molti dei personaggi, dedicate unicamente a questa tipologia di match.Ancora presente il sistema di Abilità, che permette ad ogni Wrestler di avere un massimo di sei bonus utili a caratterizzarne l’attitudine sul ring, rendendola quanto mai simile a quella dei performers in TV: tra queste la capacità di balzare fuori dal ring per voli spericolati, la possibilità di effettuare schienamenti improvvisi, o una migliorata attitudine all’uso delle armi ed altre, per un totale di venti differenti specialità. La rimozione di alcuni vincoli restrittivi presenti nell’edizione passata sembra aver dato modo di raggiungere un ottimo bilanciamento tra libertà di azione e necessità di saper interpretare i personaggi selezionati. In qualsiasi caso, qualora non concordaste sull’attribuzione di una o più abilità a particolari Wrestler, è possibile modificarle o rimuoverle liberamente.

Ora è il tuo mondoSuona così il motto della nuova produzione videoludica sul celebre spettacolo americano, e senza dubbio non poteva esserci scelta più azzeccata. La principale novità di Smackdown! vs RAW 2010 nasce proprio dal nuovo approccio adottato dagli sviluppatori; il nuovo capitolo, oltre che l’immancabile rifinitura del gameplay, ha tra gli obiettivi principali quello di dare al giocatore possibilità di personalizzazione sinora mai raggiunte. Grazie ad opzioni semplici ed intuitive è infatti possibile modificare il roster di appartenenza dei vari wrestler, la loro attitudine, cosi come l’assegnazione delle cinture di campione o la creazione dei Team. A queste opzioni già viste in passato si affianca il nuovo menù per la gestione delle rivalità, le quali andranno poi ad influenzare le intromissioni nei match, cosi come un nuovo editor per la creazione delle mosse finali dal paletto, una novità che accompagna il ritorno dell’editor per le mosse finali standard, già apprezzato nelle precedenti edizioni. Il funzionamento rimane invariato rispetto al passato, basandosi sulla concatenazione di blocchi contenenti singole animazioni, sino ad arrivare al risultato finale.Personalizzazione anche per quanto riguarda le regole alla base delle numerosissime tipologie di match a disposizione. Già di per sé, la scelta delle stipulazioni è più che completa, dato che l’unica assenza evidente è quella del Buried Alive Match, già rimosso nell’edizione 2009, assenza che viene mitigata dall’Inferno Match, dal Gauntled, dal Money in the Bank e da molto altro, in parte originale, in parte ereditato dall’intera saga, sino ad arrivare alla Royal Rumble e la Championship Scramble, una sorta di battaglia reale dove anziché eliminare avversari lanciandoli dalla terza corda, é necessario schienare o sottomettere entro un tempo prestabilito. Possiamo davvero dire che sia con la presenza di due soli wrestler sia con tutte le combinazioni immaginabili per un massimo di 6 lottatori su schermo potrete realizzare qualsiasi sfida vi passi per la testa, Handicap Match, Hell in a Cell o Elimination Chamber incluse. Qualora infatti una particolare stipulazione non fosse presente, sarà sufficiente selezionare la più simile tra quelle in-game e modificarne ulteriormente le regole già dal menù principale.Incentrando l’attenzione sulla personalizzazione, gli sviluppatori hanno rivisitato ulteriormente anche l’editor per la creazione delle superstar, il quale sembra ora più ricco di componenti tridimensionali, che affiancano tuttavia molti elementi 2D purtroppo ancora presenti. Per quanto migliorato, esso sembra patire ancora la mancanza di varietà nei layout a disposizione, il che rende difficile la creazione di superstars ispirate a reali wrestlers non presenti nel gioco: fortunatamente riesce comunque a dare il meglio con le superstar inedite, che è possibile rendere perfetti alter-ego del videogiocatore, personaggi originali, oppure strampalati lottatori al limite del credibile. Per il disappunto degli amanti dell’editing totale, sorprende che la crescita delle superstar sia ancora vincolata agli incontri effettuati: seppure ora contino anche i match singoli al fine della crescita del personaggio, il sistema risulta restrittivo e impedisce di poter creare numerose CAW (Create-A-Wrestler) con valori che rispecchino quelli dei lottatori cui si ispirano.Cosi come le stelle create da 0, anche le superstar WWE possono ora essere personalizzate: invero l’editing di questi personaggi è limitato alla variazione del colore del vestiario indossato, ma questo basta quantomeno a creare colorazioni adeguante alla nascita di nuovi tag team, o semplicemente ad aggiornare l’impatto cromatico di ogni lottatore rendendolo più simile alla controparte televisiva.Per ultima, non a caso, abbiamo lasciato la modalità Crea una Storia, grazie alla quale è possibile, con molta fantasia ed altrettanta pazienza, creare lunghe serie di puntate intervallate da Pay Per View, con tanto di intermezzi tra i personaggi e retroscena proprio come siamo abituati a vederne nello spettacolo televisivo. Al giocatore è affidata completamente la regia degli episodi, con la scelta delle scene, dei lottatori ad interpretarle e dei dialoghi, che possono essere scritti da zero anche grazie al supporto di una tastiera USB collegata alla console, per poi essere resi più credibili dalle varie espressioni facciali presenti. I risultati di tanta creatività possono essere messi online, a disposizione della community di videogiocatori che voterà la qualità del contenuto, generando una classifica delle storie meritevoli di essere giocate. Un’idea certamente valida ed interessante, che fa in parte dimenticare la mancanza della modalità General Manager, ormai assente da un paio di capitoli.

Ma chi é? PACMAN in quarta fila?Un velo di ironia apre il paragrafo sul comparto tecnico. Apprezzabile innanzitutto la scelta degli sviluppatori di rimuovere totalmente HUD ed indicatori vari dallo schermo. Il livello di danni subiti da una superstar è ora verificabile unicamente osservando l’andamento disinvolto o claudicante del lottatore, dalla presenza di lividi sul corpo o dalla copiosità di eventuali fuoriuscite di sangue, che per la prima volta aumenta di intensità tanti più sono i colpi alla testa subiti, arrivando persino a sporcare ring e corpo dell’avversario in caso di contatto. Unici aiuti presenti sono piccole icone disattivabili per apprendere i tempi del contrattacco, oltre che un leggero semicerchio ai piedi dei Wrestlers, a rappresentare il livello di carica adrenalinica raggiunto, dando modo di capire facilmente quanto manca alla possibilità di sferrare specials e finishers. Restando sugli aspetti positivi del comparto grafico, la somiglianza nell’aspetto e nelle movenze della maggior parte dei personaggi alle controparti reali è ancor più impressionante che in passato, se non per alcuni lottatori meno riusciti. Il maggior numero di mosse ed animazioni caratterizza ottimamente ogni fighter, rendendoli assai rappresentativi. Purtroppo però risulta ancora impossibile interrompere animazioni già avviate, il che impedisce di bloccare, ad esempio, un avversario che stia tentando una mossa contro un nostro compagno. Immancabili la compenetrazioni poligonali e qualche animazione piuttosto sconnessa. Se musiche delle entrate ed i video nei titantron sono discreti, molto peggiore è la qualità degli scenari nei backstages, delle arene composte ancora da molti elementi approssimativi e soprattutto del pubblico: questo è infatti composto da spettatori tridimensionali squadrettati nelle prime 3 file, da sprite bidimensionali in bassa risoluzione dalla quarta in su (comico lo spettatore vestito di giallo), e addirittura da textures con le sole teste disegnate per gli spalti; davvero ormai troppo poco per una resa credibile. Fortunatamente un impatto molto più televisivo e scenografico che in passato riesce con il tempo a distogliere l’attenzione da un elemento davvero pessimo e da troppo tempo sottovalutato; in questo contesto, però, si fatica ad apprezzare piccole chicche come le corde ora effettivamente elastiche e o altri piccoli dettagli dedicati ai soli acuti osservatori.Chiudendo sul comparto tecnico registriamo un’Intelligenza Artificiale piuttosto valida, che seppur talvolta mostra qualche difficoltà, in linea di massima regge bene anche gli scontri a più Wrestlers. Apprezzabile la gestione dell’incontro da parte della CPU in caso di prestazioni positive da parte del giocatore: questa tende infatti a tenersi alla larga, magari uscendo dal ring per rifiatare e valutare tattiche diversificate, magari facendovi perdere l’attimo necessario per usare la finisher faticosamente accumulata. Per quanto riguarda il comparto online, la scelta di match a nostra disposizione è risultata piuttosto ridotta in quanto il titolo non è ancora stato distribuito al pubblico, in qualsiasi caso è già evidente una migliorata fluidità rispetto al passato seppur non manchi un po’ di Lag.

– Giocabilità migliorata

– Più mosse ed animazioni

– Nuove modalità valide

– Varietà mi raggiunta prima

– Comparto tecnico sempre più datato

– Curva d’apprendimento ripida

8.2

WWE Smackdown! vs Raw 2010 è lungi dall’essere perfetto, ma è sicuramente il miglior titolo di Wrestling degli ultimi anni, ed in generale un fighting game di indubbia qualità. Il team di sviluppo ha saputo accettare molti dei consigli che la community da tempo cerca di proporre, ma dall’altra parte non li ha seguiti fino in fondo lasciandosi ancora molti margini di miglioramento. Fortunatamente dal calcolo dei pro e dei contro si ottiene un risultato indiscutibilmente positivo, un titolo divertente e assai profondo, con alcuni elementi innovativi ed un gameplay ancora da limare ma ricco di qualità, elementi purtroppo accompagnati da un comparto tecnico non propriamente al passo con i tempi.

Se siete appassionati dello spettacolo americano e fan della saga videoludica, l’acquisto è consigliato in quanto potreste ritrovare nuovi spunti d’interesse ormai persi nel tempo… ma anche se di wrestling non capite nulla, apprezzando però il genere in sé, WWE Smackdown! vs RAW 2010 potrebbe rivelarsi un prodotto interessante: un videogame arduo da addomesticare ed inaspettatamente tecnico, ma che se ammaestrato propone meccaniche capaci di dar vita ad incontri appassionanti, specialmente tra giocatori umani. Come direbbe il Celebral Assassin Triple H, “it’s time to play the game!”.

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