Il mercato delle memorie continua a muoversi in una direzione poco incoraggiante per chi gioca su PC, segue l'hardware o sta aspettando nuovi dispositivi. I dati attribuiti alla ricerca di SigmaIntel indicano che nel secondo trimestre 2026 alcuni chip DRAM hanno registrato rincari vicini al 90%, confermando una fase di forte tensione iniziata già alla fine del 2025.
Il punto più rilevante è che il confronto riguarda il trimestre precedente, non l'anno precedente. Questo rende il quadro più pesante: in pochi mesi, i moduli destinati al mercato consumer hanno visto aumenti molto consistenti, mentre la domanda legata all'intelligenza artificiale continua a spostare le priorità produttive dei principali fornitori.
Nel dettaglio, le DDR4 consumer risultano più costose di quasi il 50%, con alcune configurazioni che arrivano a un aumento del 51% rispetto al trimestre precedente. Il segmento LPDDR5X, usato soprattutto in dispositivi mobili e prodotti compatti, mostra invece il balzo più evidente tra le memorie citate, con una crescita indicata fino all'89%.
La pressione non riguarda solo la RAM tradizionale. Anche lo storage è coinvolto: gli SSD NVMe Gen4 da 512 GB vengono indicati con un incremento del 54%, mentre le soluzioni UFS da 256 GB arrivano a un +103%. Altri chip flash, come eMMC 5.1 e uMCP, risultano anch'essi in forte aumento, con percentuali rispettivamente del 69% e del 107%.
Per i giocatori, l'effetto più concreto potrebbe arrivare sul prezzo finale di PC, portatili, smartphone e sistemi da salotto. La fonte collega infatti questi rincari alla possibilità che i costi dei componenti si trasferiscano sui prodotti consumer, già diventati più cari nella prima metà del 2026.
Nel quadro viene citata anche Steam Machine, con un riferimento a un prezzo cresciuto oltre quota 1050 dollari. Trattandosi di un dato espresso nel contesto del mercato internazionale e non di un prezzo italiano o europeo confermato, il dettaglio più utile resta l'indicazione generale: la memoria sta diventando un fattore sempre più pesante nel costo dell'hardware da gioco.
Gli analisti avevano già avvertito che la scarsità di moduli DDR e chip di storage potrebbe protrarsi fino al 2028, prima di un eventuale recupero del settore. Nel frattempo, alcune grandi aziende avrebbero iniziato a rivolgersi anche a produttori cinesi di DRAM, un segnale ulteriore di quanto la disponibilità stia diventando un nodo strategico per l'intera filiera tecnologica.