American McGee, il game designer noto per aver portato nei primi anni 2000 una versione oscura e disturbante del Paese delle Meraviglie sugli schermi di tutto il mondo, sta lavorando a un nuovo progetto che si ricollega direttamente all'universo narrativo di American McGee's Alice.
Non si tratta del tanto desiderato terzo capitolo ufficiale, bloccato da anni da Electronic Arts, ma di qualcosa di concettualmente più libero e personale, capace però di offrire ai fan quella chiusura narrativa che aspettano da oltre un decennio.
Il progetto si chiama Plushie Dreadfuls e trae ispirazione dall'omonima linea di peluche disegnata dallo stesso McGee: pupazzi a forma di coniglio pensati per rappresentare visivamente le lotte legate alla salute mentale, alle malattie croniche e alla neurodivergenza.
In un'intervista rilasciata a GamesRadar, McGee ha chiarito come intende collegare questo nuovo titolo ai capitoli precedenti senza incorrere in problemi legali con EA, che detiene i diritti dell'IP di Alice.
«Ho esplicitamente costruito un collegamento tra l'inizio del gioco di Plushie Dreadfuls e la fine di Madness Returns», ha dichiarato il designer, aggiungendo che proprio questo legame permette di definirlo un "sequel spirituale" a tutti gli effetti.
Per comprendere il peso di questa notizia, è necessario ricordare la storia travagliata di questa serie cult. American McGee's Alice uscì nel 2000 come action game per PC, con una reinterpretazione cupa e psicologicamente densa dei romanzi di Lewis Carroll: Alice precipita in un coma dopo un incendio che uccide la sua famiglia, e il Paese delle Meraviglie diventa la proiezione distorta della sua mente traumatizzata.
L'accoglienza fu eccellente tra la nicchia di appassionati, tanto da giustificare nel 2011 il seguito Alice: Madness Returns, disponibile su PC, PlayStation 3 e Xbox 360, che espandeva la mitologia della serie con nuovi livelli di violenza stilizzata e profondità narrativa.
Da allora, i fan attendevano un terzo capitolo denominato Alice: Asylum, ma nel 2023 McGee aveva comunicato apertamente che EA aveva rifiutato di svilupparlo, invitando la community a smettere di fargli domande a riguardo e a contattare direttamente il publisher.
Una situazione frustrante, simile a quelle vissute da molti game director creativi intrappolati in contratti che cedono la proprietà intellettuale alle grandi corporation.
Il protagonista del nuovo gioco si chiama James, un orfano adottato da una famiglia oscura e malvagia, un background che McGee descrive come autobiograficamente connesso alla sua esperienza, così come Alice lo era in passato.
«Con la scrittura del personaggio di James, è una cosa molto simile», ha spiegato il designer, sottolineando come entrambi i personaggi attingano a esperienze personali dell'infanzia. Questo approccio conferisce al progetto una dimensione emotiva autentica, rara nel panorama indie contemporaneo.
Dal punto di vista pratico, il titolo nasce come prodotto indipendente, libero dai vincoli editoriali di un grande publisher come EA, e questo rappresenta sia un'opportunità che una sfida: McGee avrà la libertà creativa totale, ma dovrà affrontare le difficoltà tipiche dello sviluppo indie, dalla raccolta fondi alla distribuzione.
Dettagli su piattaforme, data di uscita e modalità di gioco non sono ancora stati comunicati ufficialmente.