Draw Chilly

Humour russo!

A cura di Gamesforum - 15 Dicembre 2019 - 10:44

Autore della recensione: THE_BACH

Gioco Indie firmato dal trio Azamat Bayzvlaev, Vladimir Ivanov e Anton Brezhnev (rispettivamente Game Programming, Art Design e Music Design), creato interamente con il famoso Game Maker Studio 2, engine molto apprezzato nell’ambito Indie per i prodotti 2D, la natura di Draw Chilly è quella di un Arcade Rougelite Game.

Draw Chilly condivide il suo mondo di gioco con un altro titolo degli AzamatikaPeace, Death! (2017), ed in maniera trasversale anche le ridicole vicende dei personaggi. In Draw Chilly impersoniamo Vladimir, un meccanico che, deceduto a causa di un bizzarro incidente, riceve l’infausto compito di riportare all’inferno le anime erranti che sono scappate nel purgatorio. L’incarico ci viene assegnato dai quattro Cavalieri dell’Apocalisse in persona (Pestilenza, Guerra, Carestia e Morte).

Per recuperare le creature fuggite dovremo utilizzare un montacarichi, e combattere un numero spropositato di primati assassini. E per quanto possa sembrare bizzarro, il tutto diventa ulteriormente ridicolo grazie allo humor che Azamatika ha voluto introdurre nel gioco con meme e cultura popolare Russa, che in parte la traduzione in Italiano sembra aver colto, tra l’ironia e l’autoironia di questo gruppo Indie.

Draw Chilly

Gameplay

La core loop mechanic di Draw Chilly è abbastanza semplice ma infarcito di statistiche rappresentate sia diegeticamente che tramite menu poco ispirati.

Posta nel background al centro del montacarichi che useremo per scalare il purgatorio vi è La Città. Questa, che non è accessibile ma cambia aspetto con l’aggiunta di nuove unità o potenziamenti, rilascia a periodi unità di meccanici che aiuteranno Vladimir nel suo compito. Posizionando determinate unità alle motrici del montacarichi, situate all’estremità destra e sinistra, i motori ci faranno salire di livello.

A contrastare la nostra salita, al di fuori dei combattimenti con i boss, ci saranno orde di scimmie, a volte anche decine e decine a schermo, intenzionate ad eliminare Vladimir ed i suoi meccanici che lo assistono. Per contrastare l’azione sovversiva dei primati Vladimir dispone di un attacco di falce, di una schivata e di un attacco speciale che muta al collezionare dei diversi bonus che appariranno casualmente sul montacarichi. Questi ultimi possono essere collezionati e richiamati in ogni momento durante le battaglie.

Il gioco presenta una tipica struttura di progressione. Questa agisce sia sui bonus trasportabili che sulle capacità di Vladimir (come forza, vita e velocità), grazie ai VladCoin rilasciati ad ogni piano del purgatorio superato. Vi sono anche alcune statistiche per migliorare l’evocazione di uno dei Cavalieri della Morte che, una volta riempito di carburante un motore posto a sinistra del montacarichi, verrà evocato casualmente a dar manforte allo spolpato Vladimir.

E se il carburante è dato da delle sfere rosa che vengono rilasciate dai corpi esanimi delle scimmie sconfitte, sfere essenziali anche per ripristinare la salute di Vladimir, lo sblocco di nuove unità e bonus avviene grazie a dei teneri pulcini, ritenuti dagli esseri dell’oltre tomba un’energia ecosostenibile.

Draw Chilly

Purtroppo il più grande difetto di Draw Chilly risiede proprio nella sua necessità di voler offrire una vasta gamma di power up e mole di nemici a schermo rendendo poco leggibili le risorse presenti nella Città, che appaiono come sagome in trasparenza che acquisiscono colore quando sono pronte ad entrare in battaglia, e cosa più grave, la posizione di Vladimir in scena.

L’attacco base di Vladimir è anch’esso di difficile comprensione. Il feedback dei colpi non viene reso chiaramente e l’utilizzo a distanza delle unità, che dovrebbero attaccare in maniera automatica i nemici più prossimi nella direzione verso cui stiamo scagliando fendenti, diviene quasi nullo quando un folto gruppo di primati decide di colpire solamente il povero meccanico russo. La strategia possibile dalla presenza di unità peculiari che potrebbero aiutarci nel corso del gioco, resta quindi inespressa nel caos fatto di grida, morte e banane.

Da notare anche che la schivata, che vede Vladimir nelle vesti di centauro percorrere rapidamente una breve porzione del montacarichi, risulta essere poco controllabile, lasciandoci molte volte in posizione di svantaggio.

Per sopperire ad alcune di queste problematiche Azamatika ha optato per l’aggiunta di due grandi fari di luce viola che seguono il protagonista durante il suo spostamento, riuscendo in parte a far focalizzare l’attenzione su Vladimir mentre il suo contatore della vita decresce. Quando la vita del protagonista è prossima allo zero, i fari illumineranno l’eroe con una luce rossastra.

I nemici primati contro i quali combatteremo hanno una grande varietà, e si distinguono in maniera abbastanza chiara grazie anche ad icone specifiche poste sulla testa delle unità con capacità speciali, che ci daranno non pochi grattacapi. I boss offerti dal gioco hanno dei pattern abbastanza semplici ma ben coreografati, con le differenti fasi dei loro attacchi ben evidenziate, capaci di dare un feedback della lotta certamente superiore al marasma delle sezioni intermedie.

Design

Forti delle conoscenze acquisite con Gun Done (2016) e Peace, Death!, la scelta di usare la pixel art è sembrata quanto meno ovvia.

Quella proposta in Draw Chilly non delude ma non esalta per complessità di animazioni. Il solo ciclo di animazione di camminata del protagonista non supera i dieci frames, così come quello dei suoi attacchi, molte volte dei semplici oggetti ingranditi che si muovono grazie a dei tween scritti direttamente da codice.

Se quest’aspetto non rende il titolo molto piacevole alla vista, bisogna ricercare i motivi che possono aver spinto Azamatika ad optare per una simile scelta; certamente uno di questi è dovuto alla necessità di tenere al minimo lo spreco di risorse a fronte del numero di sprite a schermo, o più semplicemente di risparmiare ore di lavoro al singolo artista al lavoro su Draw Chilly. Gli sfondi che adornano la nostra cittadella in salita mostrano interessanti movimenti di parallasse, mentre gli scenari si muovono dinamicamente tra giganteschi paesaggi infernali, foreste spettrali e palese propaganda scimmio-comunista, in puro stile con lo humour scanzonato del gioco.

Draw Chilly

L’hub di gioco è posto centrata in basso allo schermo. Questa indica la salute di Vladimir, la percentuale per il raggiungimento del prossimo piano del purgatorio, un’icona con il numero ed il bonus attacco equipaggiato, ed una barra per tenere traccia dei progressi per lo sviluppo del protagonista. Mentre alcune cose, come il feedback per lo sviluppo di nuove unità o le icone che illustrano quando una delle motrici del montacarichi richiede l’assistenza, sono state pensate in un’ottica di lettura per l’user experience, è alquanto strano vedere i menu per la crescita delle statistiche rilegati a delle semplici schermate nere.

I boss sono degni di nota, ottimamente caratterizzati, vengono introdotti con simpatici e brevissimi video realizzati con sprite in game che raccontano gli improbabili motivi per i quali si trovavano all’inferno. Questi video in game sono anche utilizzati per narrare la vicenda di Vladimir ed alcuni simpatici retroscena dell’universo di Draw Chilly.

Audio

Ogni colpo di Vladimir produce un suono, così come ogni scimmia che urla quando si butta in battaglia. Ci sono colpi di chiave inglesi giganti, piante assassine dentro vasi, suoni di ornitorinchi pronti a tiraci palate in faccia e fenomeni dell’hard bass pronti a colpirci con casse giganti. Insomma, pare chiaro che l’assurdità di tutto il gioco sia stata ben rappresentata anche per quanto riguarda il comparto sonoro.

La colonna sonora, composta da dieci canzoni create appositamente per il gioco, presenta dei brani che mixano in maniera molto divertente e ritmata chiptune con heavy metal. In alcuni casi presenta anche delle musicalità quasi epocali durante i combattimenti contro i boss.

Pensiero finale

Le problematiche alla base di Draw Chilly non risiedono nella sua ripetitività, che resta purtroppo il tallone d’Achille di ogni esperienza Arcade di questo tipo, ma piuttosto il suo caos ed incapacità di dare alcuni feedback giusti al giocatore. A fronte di una struttura tutto sommato interessante e profonda di crescita del personaggio, l’incapacità di usare strategie di ogni tipo ci limita a muoverci come degli ossessi lanciando fendenti ed abusando degli attacchi bonus nel tentativo di far rimanere in vita Vladimir alle ondate di scimmie. Solo durante le boss fights il gioco di Azamatika mostra parte del suo potenziale. A poco servono le altre due modalità aggiuntive (infinita e classifica online) laddove la ripetizione diventa solo la risultante di un caos che purtroppo di calmo non ha nulla, e dove lo humour slavo fatica a fare da collante in un’esperienza che comunque richiede al giocatore qualche ora di grinding di troppo per essere completato.

+ Humor Russo 100%
+ Sviluppo del personaggio approfondito per un Arcade Game
+ Boss Fights interessanti
- Il caos impedisce ogni strategia
- Offerta ludica che fa leva sulla ripetizione
- Qualche errore nel design dei feedback e dei menu

5.0

Il team russo Azamatika ha avuto le idee molto chiare per lo sviluppo di Draw Chilly; la trasposizione dell’idea invece è risultata in un prodotto che tastiera (o pad) alla mano è tanto caotico quanto ripetitivo. Dasvidaniya Vladimir.




TAG: Draw Chilly, indie