Tom Cruise cerca deliberatamente il punto in cui le certezze lasciano spazio all’incognito, tanto nella vita quanto sul set. Parlando del proprio rapporto con il rischio, l’attore ha spiegato di amare l’idea di trovarsi sul bordo di un precipizio, in senso fisico e metaforico. Alla domanda sulla morte ha risposto di non temerla, precisando però di conoscere la paura e di essere disposto ad affrontarla.
Le dichiarazioni fanno parte della rara intervista di copertina pubblicata da GQ il 15 settembre 2026 e condotta da Zach Baron. Il confronto è nato da due conversazioni separate: la prima ha coinvolto Cruise e Alejandro G. Iñárritu, mentre la seconda si è svolta con il solo attore, lasciandogli spazio per approfondire il proprio metodo e le motivazioni dietro le scelte più rischiose.
Per Cruise, la vita è un’avventura costruita consolidando alcune certezze e creando nuove incognite da superare. La stessa impostazione emerge nel lavoro: l’attore avverte i collaboratori di pretendere molto, arriva prima degli altri e considera questa intensità una responsabilità verso l’intera produzione. È una disciplina che, nelle sue parole, coinvolge ogni fase della realizzazione di un film.
Il discorso accompagna Digger, il nuovo film diretto da Iñárritu e già mostrato nel trailer finale con Tom Cruise. L’attore interpreta un magnate del petrolio le cui azioni potrebbero provocare la fine del mondo. Cruise considera il personaggio il ruolo più impegnativo mai affrontato, oltre che una sintesi delle capacità sviluppate nel corso della carriera.
Il progetto ha alle spalle una gestazione lunga. Cruise e Iñárritu ne discutevano almeno dal 2018-2019, mentre il regista ha spiegato di aver lavorato alla preparazione per circa dieci anni. Il coinvolgimento dell’attore arriva quindi al termine di un percorso già ampiamente sviluppato, coerente con l’attenzione dedicata da entrambi alla costruzione del personaggio e del film.
Una parte delle riprese si è svolta ai Pinewood Studios, luogo già legato alla carriera di Cruise attraverso produzioni come Legend, Mission: Impossible e Intervista col vampiro. Il ritorno negli studi britannici ha accompagnato una lavorazione che Iñárritu ha descritto attraverso dettagli produttivi concreti.
Nel cast indicato dal regista figurano Sandra Hüller, Jesse Plemons e Riz Ahmed. Iñárritu ha inoltre parlato di una scena particolarmente complessa realizzata con circa 300 comparse, un elemento che chiarisce la scala produttiva di Digger e il livello di coordinamento richiesto durante le riprese.