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Pro
- Affronta tematiche tabù con apertura e rispetto, promuovendo consenso e salute sessuale
- Graficamente accessibile facilitando l’ingresso a lettori non abituati a fumetti erotici o temi così espliciti
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Contro
- alcune esperienze di Lizzy sono trattate in maniera meccanicamente didascalica o programmatica
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Il Verdetto di Cultura POP
Tentacle continua a proporsi come il punto di riferimento italiano per il fumetto erotico aprendosi a proposte che esulano dai classici stilemi del genere incontrando invece il fumetto di genere e quello slice-of-life/educativo. È proprio questo il caso dell'ottimo Kinkaglierie dell'autrice e disegnatrice tedesca Marie Sann coadiuvato ai testi da Yann Krehl.
Di cosa parla Kinkaglierie
Lizzy si trasferisce nella grande città per studiare ma deve trovare anche un lavoro per mantenersi e gestire la convivenza con la sua nuova coinquilina Elva. Sono stress per i corsi da frequentare e gli esami da sostenere e divorata dall'ansia di non riuscire a pagare l'affitto a fine mese, deve anche fare i conti con la recente rottura sentimentale che l'ha convinta a trasferirsi in città. Esplorando il suo nuovo quartiere, Lizzy scopre che il sexy shop in fondo alla strada non è come l'aveva immaginato.
Lizzy, timida e incerta, entra in un mondo che non le era familiare, iniziando un’esplorazione radicale della sua sessualità e dei suoi ritrovati desideri. Dalle app di incontri, ai sex toys, dalle relazioni con persone di generi diversi fino a pratiche come bondage e kink.
Dalla mera curiosità alla consapevolezza di ciò che la appaga sessualmente e sentimentalmente Lizzy affronta incertezze, paure di giudizio, esperienze di rifiuto trovando anche emancipazione, consapevolezza e rinnovata serenità.
Kinkaglierie è un percorso di emancipazione e scoperta sessuale
Kinkaglierie è un divertente e colorato romanzo di formazione sessuale che pone l'accento sull'esplorazione personale della sessualità, all’identità di genere e all’emancipazione femminile. Lizzy diventa quindi una protagonista in cui è facile identificarsi: non perfetta, non sempre sicura di sé e spesso più confusa che convinta.
Lizzy interagisce con gli altri personaggi in maniera spontanea affrontando tematiche come la salute sessuale e la positività corporea ma anche argomenti più tabù come kink, BDSM consensuale, sex toys e fluidità sessuale.
Strutturandosi in episodi autoconclusivi medio-lunghi, la storia diventa quindi un flusso di esperienze, alcune divertenti, altre imbarazzanti, che riflettono dinamiche verosimili ma a volte un po' troppo "rapide". Il percorso emotivo della protagonista infatti è ben delineato partendo dallo scoprire cosa la soddisfa davvero si passa ad affrontare le sfide culturali legati alla sessualità femminile - come la sua stigmatizzazione e i ruoli di genere finendo per promuove il consenso, la sicurezza e il rispetto reciproco nei rapporti sessuali e non.
Kinkaglierie celebra molto bene la sessualità positiva e l’autodeterminazione trattando le tematiche in maniera educativa e liberatoria ma non senza qualche passaggio troppo idealizzato o romanzato che finiscono per risultare meccanicamente didascalici - come per esempio andare in una sauna al primo appuntamento - o troppo programmatici.
Uno stile per rendere tutto più accessibile
Marie Sann opta per uno stile stilizzato, tutto digitale, fatto di linee tonde e continue con un character design ispirato all'animazione. Si tratta di una scelta stilistica strategica molto efficace che rende l'approccio a Kinkaglierie e alle tematiche esplicite che tratta molto più facile rispetto ad un stile più realistico.
Tratti ed espressioni vengono esagerati enfatizzando l’umorismo e l’umanità delle situazioni più intime senza ricorrere a rappresentazioni grafiche troppo spinte seppur i dettagli anatomici vengono esplicitati senza veli. Il risultato è un equilibrio tra espressività emotiva e leggerezza visiva che contribuisce a far sentire il lettore più coinvolto e meno giudicante rispetto a quanto avverrebbe con uno stile più realistico.
Dal punto di vista cromatico viene scelta una palette pastellosa con alcune saturazioni "strategiche" che permettono di sottolineare l'eccentricità di personaggi e situazioni. Questa scelta normalizza il racconto rendendo anche i passaggi più spinti generalmente più giocosi rinunciando a quelle "sfumature" che invece potrebbero rendere le immagini più "imbarazzanti".
Da segnalare infine il ricco comparto di extra del volume targato Tentacle che comprende una sezione con bozzetti e studi dei personaggi e una lunga intervista agli autori.