Quando si organizza una prima visita a Europa-Park, è facile concentrarsi sui roller coaster più famosi. Voltron, blue fire, WODAN e Silver Star sono già da soli un ottimo motivo per raggiungere Rust, ma durante i nostri due giorni al parco abbiamo scoperto che alcune delle esperienze più memorabili si nascondono proprio tra le attrazioni meno appariscenti.
Lo abbiamo visitato a fine settembre, all'inizio della stagione di Halloween, dedicando due giornate al parco e una serata a Rulantica. Abbiamo raggiunto comodamente Rust da Milano in treno, arrivando alla stazione di Ringsheim/Europa-Park, collegata al resort da un servizio di autobus. Per il soggiorno abbiamo scelto un hotel esterno al parco, ma nella stessa zona degli hotel ufficiali, con la possibilità di raggiungere tutto facilmente a piedi o con le navette, senza bisogno dell'automobile. Il programma era piuttosto fitto e, nonostante questo, siamo ripartiti con la sensazione di aver lasciato indietro moltissime cose. Europa-Park è enorme, ma a rallentare la visita sono soprattutto le continue deviazioni: una dark ride intravista tra gli edifici, uno spettacolo di cui non conoscevamo l'esistenza, un angolo particolarmente curato che merita qualche minuto in più.
Per capire il carattere del parco bisogna partire dalla sua storia. Europa-Park appartiene alla famiglia Mack, proprietaria di MACK Rides, azienda tedesca che costruisce attrazioni e le cui origini risalgono al 1780. Inaugurato nel 1975, il parco nacque anche come vetrina per le tecnologie sviluppate dall'azienda. Ancora oggi moltissimi dei suoi coaster portano la firma MACK, anche se alcune delle attrazioni più importanti sono state affidate ad altri costruttori, come Bolliger & Mabillard per Silver Star e Great Coasters International per WODAN.
La nostra visita è coincisa con uno dei momenti più particolari dell'anno. Dal 26 settembre al 1° novembre Europa-Park festeggia Halloween con circa 180.000 zucche, scenografie autunnali, scheletri, ragnatele e spettacoli dedicati. Le decorazioni accompagnano quasi tutto il percorso, ma cambiano carattere da un quartiere all'altro: a volte sono giocose, altre più inquietanti, senza però trasformare completamente l'identità delle ambientazioni.
Germania e Italia, tra Halloween e attrazioni meccaniche
Già dall'ingresso, nel quartiere tedesco, si capisce quanto Europa-Park investa nell'allestimento stagionale. Tra le novità del 2026 c'è Pumpkin Village, un piccolo villaggio autunnale con casette, bancarelle e composizioni di zucche inserite tra le architetture tradizionali dell'area.
L'Halloween di Europa-Park, almeno durante il giorno, ha spesso un carattere più fiabesco che spaventoso. Le esperienze horror vere e proprie sono concentrate in alcune attrazioni e negli eventi dedicati, soprattutto Traumatica – Festival of Fear, che si svolge la sera in un'area separata, nei pressi del parco. È un evento a pagamento con labirinti dell'orrore, attori in costume e ambientazioni decisamente più inquietanti rispetto a quelle che si incontrano durante la normale visita. Purtroppo non siamo riusciti a partecipare perché le date non coincidevano con quelle del nostro soggiorno, ma è una delle esperienze che vorremmo recuperare in futuro.
Una delle attrazioni più importanti del quartiere tedesco è Voletarium, inaugurato nel 2017 e ospitato in un imponente edificio che riproduce un antico istituto dedicato allo studio del volo. La storia ruota attorno ai fratelli Eulenstein, due inventori immaginari dell'Ottocento che avrebbero progettato una macchina volante ben prima dei pionieri dell'aviazione moderna. La coda attraversa sale, corridoi e ambienti ricchi di strumenti scientifici, disegni, modellini e curiosi marchingegni, ricostruendo l'atmosfera di un laboratorio d'epoca.
L'attrazione è un flying theater: una volta seduti, le gondole si sollevano davanti a un enorme schermo curvo, lasciando i piedi sospesi nel vuoto. La proiezione accompagna i passeggeri in un volo sopra diversi paesaggi europei, mentre i movimenti delle sedute, gli effetti del vento e i profumi ambientali contribuiscono alla sensazione di trovarsi realmente in aria. Il film dura poco meno di cinque minuti e alterna panorami naturali, città e monumenti ripresi dall'alto. Abbiamo apprezzato in particolare la cura dell'edificio e della coda, che danno all'esperienza una sua identità narrativa ancora prima di entrare nella sala di proiezione.
Proseguendo verso il quartiere italiano abbiamo incontrato una delle sorprese più piacevoli della visita: Carnevale di Venezia, uno spettacolo che probabilmente non avremmo preso in considerazione se non ci fossimo fermati a curiosare.
Si svolge nel piccolo Teatro Bella Bolla e dura circa quindici minuti. Sul palco si esibiscono settanta uccelli animatronici vestiti con costumi e maschere ispirati al carnevale veneziano. Cantano, si muovono a ritmo di musica e si alternano in piccoli numeri comici, dando vita a un varietà dall'aspetto decisamente rétro.
Sempre nel quartiere italiano si trova Castello dei Medici, una dark ride inaugurata nel 1982 come Geisterschloss e profondamente rinnovata nel 2024. La struttura originale è stata mantenuta, ma il percorso racconta oggi una nuova storia ambientata nella Firenze rinascimentale.
A bordo di piccole gondole si attraversa un palazzo infestato, seguendo le vicende di Lorenzo de' Medici e di un rituale oscuro legato alla ricerca della vita eterna. La storia prende spunto dalla rivalità con la famiglia Pazzi e conduce progressivamente verso ambientazioni sempre più macabre.
Il percorso è popolato da animatronic, creature grottesche e figure sospese tra la vita e la morte. Si passa attraverso stanze dall'aspetto decadente, corridoi inquietanti e scene infernali, tra demoni e apparizioni improvvise. Il tutto conserva un gusto molto teatrale, vicino a quello dei classici treni fantasma, pur utilizzando anche proiezioni ed effetti più moderni.
Una particolarità che abbiamo apprezzato è l'impiego degli effetti olfattivi. Alcune scene sono accompagnate da odori specifici, che contribuiscono a rendere gli ambienti più credibili e a coinvolgere anche un senso generalmente poco sfruttato nelle dark ride. Non è un'attrazione particolarmente spaventosa, ma ha un'identità forte e durante Halloween si inserisce perfettamente nell'atmosfera del parco.
Poco distante si trova Piccolo Mondo, un'altra attrazione storica che ci ha incuriositi per il suo carattere decisamente fuori dal tempo. È una piccola dark ride acquatica dedicata all'Italia, con gondole che attraversano una successione di scene animate tra monumenti, costumi tradizionali, musica e personaggi meccanici.
Ricorda, in scala molto ridotta, It's a Small World di Disney, ma con una realizzazione più semplice e un'estetica che conserva tutto il fascino delle attrazioni di una volta. Proprio pochi giorni dopo la nostra visita, Europa-Park ha annunciato che sarà rinnovata nel 2027 e riaprirà con il nome Enzo's Piccolo Mondo. Siamo quindi contenti di essere riusciti a vedere la versione attuale prima della trasformazione.
Un'altra attrazione che merita una visita nel quartiere italiano è Volo da Vinci, inaugurata nel 2011 e ispirata alle invenzioni di Leonardo da Vinci. Il percorso si svolge a bordo di piccole macchine volanti sospese, il cui aspetto richiama i progetti aeronautici dell'inventore. I visitatori possono contribuire al movimento dei veicoli pedalando, mentre il sistema li trasporta lungo un tracciato sopraelevato che offre una bella prospettiva sui giardini e sugli edifici dell'area. Una parte particolarmente curiosa dell'esperienza è la presenza di un animatronic di Leonardo da Vinci, intento a illustrare le proprie invenzioni all'interno di una scenografia che ricrea il suo laboratorio. È un dettaglio che arricchisce la tematizzazione e che abbiamo apprezzato proprio per il suo carattere un po' rétro, in linea con molte delle attrazioni storiche del parco. Nel complesso, Volo da Vinci è un'esperienza tranquilla, ma vale la pena dedicarle qualche minuto anche soltanto per la sua ambientazione.
Svizzera, Matterhorn-Blitz e un coaster da recuperare
Il quartiere svizzero ricostruisce un villaggio alpino fatto di chalet, facciate in legno e piccoli passaggi tra gli edifici. È un'area relativamente raccolta, nella quale si trovano due coaster MACK Rides molto diversi tra loro.
Matterhorn-Blitz, inaugurato nel 1999, è un wild mouse coaster, una tipologia caratterizzata da vagoni compatti e curve strette che danno spesso l'impressione di arrivare al limite del tracciato. Qui, però, l'esperienza comincia ben prima di salire a bordo.
La coda attraversa ambienti arredati come una casa rurale svizzera, con mobili, utensili e dettagli della vita quotidiana. Nella tematizzazione sono state utilizzate anche strutture originali risalenti al 1785, trasferite dalla Svizzera.
Una volta saliti sul vagone arriva un'altra sorpresa: invece della consueta salita a catena, il veicolo viene sollevato da un ascensore verticale fino a circa sedici metri di altezza. Da lì inizia una sequenza di curve secche e discese improvvise, affrontate su piccoli vagoni da quattro posti.
La velocità massima è di 60 km/h, ma Matterhorn-Blitz diverte soprattutto per i continui cambi di direzione e per quella sensazione, tipica dei wild mouse, di affrontare le curve all'ultimo momento. È uno dei coaster che abbiamo apprezzato di più tra quelli di dimensioni contenute.
Sempre in Svizzera si trova Swiss Bob Run, inaugurato nel 1985. Purtroppo non siamo riusciti a provarlo per mancanza di tempo, ma ci dispiace particolarmente perché si tratta di una tipologia oggi piuttosto rara. È infatti un bobsled coaster: anziché scorrere su binari tradizionali, i veicoli si muovono all'interno di una canalina metallica, proprio come bob lungo una pista ghiacciata. Questo permette ai vagoni di oscillare lateralmente durante le curve, seguendo una traiettoria che può variare leggermente in base alla velocità e alla distribuzione del peso. Il tracciato raggiunge circa venti metri di altezza e una velocità massima di 50 km/h, snodandosi tra gli chalet del villaggio. È soprattutto il sistema di funzionamento a renderlo interessante e sarà sicuramente una delle nostre priorità in una prossima visita.
Croazia, Voltron Nevera mantiene le promesse?
Tra le attrazioni che aspettavamo con maggiore curiosità c'era naturalmente Voltron Nevera powered by Rimac, inaugurato nel 2024 e già diventato uno dei coaster simbolo di Europa-Park.
Si trova nel quartiere croato, un'area ispirata a un villaggio mediterraneo e alla figura di Nikola Tesla, nato nel territorio dell'attuale Croazia. Il tema dell'elettricità accompagna tutta l'esperienza, a partire dalla splendida coda, che merita quasi quanto il coaster stesso. Il percorso attraversa ambienti ricchi di dettagli, tra macchinari, strumenti scientifici e installazioni che ricreano l'atmosfera di un laboratorio di fine Ottocento. Particolarmente spettacolari sono le grandi bobine di Tesla, protagoniste di una dimostrazione elettrica con scariche e fulmini artificiali. L'attesa diventa così parte integrante dell'attrazione, preparando i visitatori a quello che li aspetta una volta saliti a bordo. Voltron è uno stryker coaster di MACK Rides, un modello progettato per combinare lanci multipli, inversioni ed elementi particolarmente dinamici. Il percorso è lungo 1.385 metri, comprende quattro lanci e sette inversioni e raggiunge i 100 km/h. Tra gli elementi più particolari ci sono il lancio beyond vertical, con un'inclinazione di 105 gradi, e un inverted stall, durante il quale il treno rimane capovolto per circa 2,2 secondi. Anche l'inizio della corsa è sorprendente. Dopo aver lasciato la stazione, il treno entra in una sequenza di effetti elettrici che culmina in un lancio quasi immediato, proiettando i passeggeri verso l'alto oltre la verticale. È una partenza insolita e decisamente più spettacolare di quanto ci aspettassimo, che riesce a sorprendere ancora prima che il coaster entri nel vivo del suo percorso.
Da quel momento Voltron mantiene un ritmo impressionante. Le accelerazioni si alternano a inversioni, cambi di direzione e momenti di airtime, quando si avverte una temporanea sensazione di assenza di peso. Non ci sono molti punti in cui riprendere fiato, ma quello che ci ha colpiti è soprattutto la varietà degli elementi: la corsa cambia continuamente carattere, passando da momenti estremamente intensi ad altri in cui il treno sembra quasi rimanere sospeso.
La tematizzazione, poi, non si esaurisce nella coda. Gli effetti elettrici, la stazione e la grande torre che domina il quartiere contribuiscono a costruire un'esperienza coerente dall'inizio alla fine, nella quale anche la partenza del coaster diventa parte del racconto sugli esperimenti di Tesla.
Avevamo aspettative molto alte, alimentate da tutto quello che avevamo letto e visto prima della visita, ma Voltron è riuscito comunque a superarle. È senza dubbio uno dei coaster più belli che abbiamo provato finora. Non soltanto per il tracciato, che abbiamo trovato eccezionale, ma per la qualità dell'esperienza nel suo insieme, dalla coda fino al rientro in stazione. È una di quelle attrazioni per cui torneremmo volentieri a Europa-Park anche solo per fare un altro giro.
Grecia, tra Poseidon e Halloween
Il quartiere greco ospita Poseidon, un water coaster che combina tratti su binario e discese nell'acqua. Il percorso attraversa un'ambientazione ispirata alla Grecia antica, passando tra colonne, edifici e specchi d'acqua.
È un'attrazione scenograficamente molto riconoscibile, anche grazie alla grande discesa finale, che permette di osservare dall'esterno l'arrivo delle imbarcazioni e gli schizzi d'acqua.
Nella stessa area si trova Pegasus, un family coaster di MACK Rides inaugurato nel 2006. Una delle sue particolarità sono i vagoni, modellati come carri dell'antica Grecia trainati da cavalli alati, con sedili disposti su due file e una struttura aperta che permette anche ai passeggeri più piccoli di godersi bene il percorso. Il tracciato, inserito tra rocce e scenografie ispirate alla mitologia greca, comprende una prima discesa piuttosto vivace, curve sopraelevate e alcuni cambi di direzione che lo rendono più movimentato di quanto ci si potrebbe aspettare. La corsa è breve, ma Pegasus si è rivelato un ottimo family coaster, divertente anche per gli adulti e con un buon equilibrio tra velocità e accessibilità.
Durante Halloween, il quartiere ospita inoltre TARTAROS, un labirinto horror diurno nel quale gli attori interagiscono con i visitatori e cercano di sorprenderli lungo il percorso. È una delle proposte stagionali che permettono di avvicinarsi a un'esperienza più spaventosa senza partecipare agli eventi serali.
Francia e Monaco, Silver Star e le novità del 2026
Il quartiere francese è uno dei più riconoscibili di Europa-Park, grazie soprattutto all'enorme sfera argentata di Eurosat, che domina il paesaggio e si distingue già da lontano. L'area richiama la Francia della Belle Époque, con facciate eleganti, bistrot e riferimenti alla Parigi di fine Ottocento, ma ospita anche attrazioni molto diverse tra loro, dai grandi coaster alle dark ride più stravaganti.
All'interno della sfera si trova Eurosat – CanCan Coaster, la cui versione originale risale al 1989, quando proponeva un viaggio nello spazio. Nel 2018 l'attrazione è stata completamente rinnovata, mantenendo un tracciato molto simile a quello storico e adottando una tematizzazione ispirata al Moulin Rouge. La coda è particolarmente curata, con ambientazioni che richiamano il celebre cabaret parigino, mentre la salita iniziale avviene quasi interamente al buio, accompagnata dalla musica. Da lì comincia una corsa di circa 900 metri, con una velocità massima di 60 km/h, tra curve, discese, giochi di luce e le note del cancan. È un indoor coaster che punta molto sull'atmosfera: l'oscurità rende difficile anticipare gli elementi del percorso, mentre la colonna sonora dà alla corsa un carattere decisamente particolare. Abbiamo apprezzato soprattutto questa combinazione tra un coaster di concezione piuttosto classica e una tematizzazione vivace, quasi teatrale, che conserva qualcosa del fascino delle attrazioni di altri tempi.
Sempre nel quartiere francese si trova Madame Freudenreich Curiosités, una dark ride che ci ha conquistati per la sua assurda e deliziosa ambientazione. L'attrazione, inaugurata nella veste attuale nel 2018 al posto del precedente Universum der Energie, racconta la storia di un'anziana signora alsaziana che alleva segretamente dinosauri nella propria casa, trattandoli come animali domestici. A bordo di piccoli veicoli si attraversano gli ambienti della sua abitazione e il giardino, incontrando dinosauri animatronici intenti a mangiare dolci, giocare e combinare piccoli disastri. Il contrasto tra le ambientazioni domestiche, ricche di dettagli tipici di una casa alsaziana, e la presenza di queste creature preistoriche è irresistibile. Il percorso si prende tutto il tempo necessario per mostrare le diverse scene, tra animazioni meccaniche, effetti sonori e olfattivi. È esattamente il genere di dark ride che ci piace trovare nei parchi europei: bizzarra, ricca di personaggi e dettagli, con un umorismo tutto suo e senza bisogno di effetti particolarmente sofisticati per risultare memorabile.
Tra i coaster più imponenti di Europa-Park c'è Silver Star, realizzato da Bolliger & Mabillard. Con i suoi 73 metri di altezza e 130 km/h di velocità massima, è un hyper coaster, una tipologia caratterizzata da grandi altezze, discese e colline progettate per offrire lunghi momenti di airtime.
Il tracciato non presenta inversioni e punta soprattutto sull'ampiezza degli elementi, sulle grandi discese e sulla sensazione di alleggerimento che si avverte superando le colline. Nonostante i numeri impressionanti, però, Silver Star ci ha lasciati piuttosto indifferenti. La corsa è fluida e la prima discesa è certamente scenografica, ma nel complesso abbiamo avvertito poche sensazioni, soprattutto in termini di airtime. Anche confrontandolo con altri hyper coaster e attrazioni della stessa tipologia che abbiamo provato, ci è sembrato meno coinvolgente di quanto ci aspettassimo. Considerando l'altezza e la velocità raggiunta, speravamo in un'esperienza decisamente più intensa.
Nel 2026 l'area intorno a Silver Star è stata inoltre trasformata nel nuovo quartiere dedicato al Principato di Monaco, con ambientazioni ispirate alla Riviera e al mondo dell'automobilismo. Tra le novità c'è anche una mostra di vetture provenienti dalla collezione del principe Alberto II.
L'intervento ha dato una nuova identità a una parte del parco già consolidata, valorizzando il legame tra Silver Star e il mondo delle automobili sportive. Dal punto di vista della tematizzazione, abbiamo apprezzato il rinnovamento dell'area, anche se il coaster in sé è rimasto tra quelli che ci hanno convinti meno durante la visita.
Il quartiere olandese e Piraten in Batavia
Il quartiere olandese, con le sue facciate in mattoni, i tetti spioventi e gli edifici ispirati all'architettura tradizionale dei Paesi Bassi, custodisce una delle attrazioni scenograficamente più riuscite di Europa-Park: Piraten in Batavia. Si tratta di una lunga dark ride acquatica inaugurata originariamente nel 1987, completamente distrutta dall'incendio del maggio 2018 e ricostruita con una nuova versione aperta nel luglio 2020. La rinascita dell'attrazione è stata particolarmente significativa per il parco, che ha scelto di conservarne il tema e parte dell'identità originale, aggiornando però profondamente scenografie, tecnologia e narrazione.
Il percorso, della durata di circa otto minuti, si svolge a bordo di grandi imbarcazioni che attraversano una serie di ambientazioni ispirate alla Batavia del XVII secolo, l'odierna Giacarta, durante il periodo coloniale olandese. La storia segue il pirata Bartholomeus van Robbemond e la sua inseparabile lontra Jopie, impegnati nella ricerca di un misterioso pugnale magico, il Fire Tiger, conteso anche dal rivale Cortez.
L'avventura comincia già nella coda, ricca di oggetti, ambientazioni e dettagli che introducono il mondo dei protagonisti. Una volta saliti sulle barche, si attraversano villaggi costruiti su palafitte, insediamenti tropicali, grotte e ambienti portuali, fino a raggiungere una città animata da pirati, mercanti e abitanti del luogo. Tra le sequenze più spettacolari c'è una battaglia navale, con cannoni, esplosioni, effetti luminosi e imbarcazioni che sembrano fronteggiarsi a distanza ravvicinata. Il percorso prosegue poi nella giungla, tra rovine e templi nascosti, prima di raggiungere il suggestivo ambiente del Bamboe Baai, il ristorante asiatico integrato nelle scenografie dell'attrazione.
Ciò che rende Piraten in Batavia particolarmente affascinante è la ricchezza degli ambienti attraversati. Le scene sono molto ampie, spesso sviluppate su più livelli, e popolate da oltre cento figure, tra personaggi animatronici, animali e piccoli dettagli in movimento. L'illuminazione, gli effetti sonori, le proiezioni e la profondità delle scenografie contribuiscono a creare un mondo sorprendentemente credibile, nel quale lo sguardo continua a scoprire qualcosa di nuovo. Colpisce soprattutto il modo in cui le sequenze più movimentate si alternano a passaggi tranquilli, lasciando il tempo di osservare gli ambienti.
È una di quelle attrazioni che ricordano quanto una dark ride tradizionale, quando realizzata con questa attenzione, possa risultare coinvolgente anche senza puntare sulla velocità o su effetti particolarmente estremi. Per noi, Piraten in Batavia è stata una delle esperienze più memorabili tra le attrazioni al coperto di Europa-Park, soprattutto per la qualità delle scenografie e per la quantità di dettagli che riesce a concentrare in un unico percorso.
Islanda, tra blue fire e WODAN
Se dovessimo scegliere uno dei quartieri che ci sono piaciuti di più, l'Islanda sarebbe sicuramente tra i primi. L'area ricostruisce un paesaggio nordico fatto di rocce vulcaniche, edifici in legno, imbarcazioni e riferimenti alla mitologia, con due grandi coaster che si intrecciano visivamente alle scenografie.
Il primo è blue fire Megacoaster, inaugurato nel 2009. Si tratta di un launched coaster MACK Rides che accelera fino a 100 km/h in appena 2,5 secondi, prima di affrontare un percorso di circa un chilometro con quattro inversioni. La corsa è sorprendentemente fluida. Dopo il lancio iniziale, il treno attraversa grandi elementi sopraelevati, curve rapide e passaggi tra le rocce. Il loop verticale è uno dei punti più riconoscibili, mentre gli avvitamenti finali mantengono alto il ritmo fino al rientro in stazione. Rispetto a Voltron, blue fire ha un andamento più regolare, con elementi ampi e una progressione che permette di godersi maggiormente il tracciato. Nonostante i diciassette anni trascorsi dall'apertura, rimane un coaster estremamente piacevole.
A poca distanza si trova WODAN – Timburcoaster, inaugurato nel 2012 e costruito da Great Coasters International. È un wooden coaster con una grande struttura portante in legno che raggiunge circa quaranta metri di altezza. Il tracciato supera il chilometro di lunghezza e i 100 km/h. Già dall'esterno WODAN è impressionante. L'intreccio di travi occupa buona parte dell'area e il percorso passa più volte vicino agli altri elementi del quartiere. Molto bella anche la coda, che si sviluppa attraverso ambientazioni ispirate alla mitologia norrena, tra passaggi sotterranei, figure leggendarie ed effetti scenografici che rendono l'attesa parte dell'esperienza. Ma uno degli aspetti che abbiamo apprezzato maggiormente è stato il rumore del coaster. Il passaggio dei treni produce un rombo profondo e potentissimo, amplificato dalla struttura in legno, che si sente già da lontano e rende WODAN particolarmente imponente ancora prima di salire a bordo. È un suono quasi assordante, ma bellissimo, che contribuisce moltissimo al carattere dell'attrazione. Anche la corsa mantiene le promesse: veloce, movimentata e molto fisica, con discese, curve serrate e continui cambi di direzione. Il treno attraversa la struttura a grande velocità, passando vicinissimo alle travi, mentre il fragore delle ruote accompagna praticamente tutto il percorso. È proprio questa combinazione di velocità, vibrazioni e rumore a rendere WODAN così coinvolgente, con sensazioni molto diverse da quelle dei coaster in acciaio più moderni.
Tra le attrazioni più tranquille del quartiere islandese abbiamo apprezzato anche Snorri Touren, una dark ride inaugurata nel 2019 che ha per protagonista Snorri, il simpatico polpo a sei tentacoli mascotte di Rulantica. Il percorso conduce i visitatori alla scoperta del mondo fantastico del parco acquatico, attraversando ambientazioni sottomarine, grotte e scenari popolati da creature mitologiche. A bordo di piccoli veicoli si incontrano numerosi personaggi animatronici, mentre schermi ed effetti multimediali si integrano con le scenografie fisiche. È un'attrazione particolarmente riuscita dal punto di vista visivo, con un'atmosfera fiabesca e tanti dettagli da osservare. Anche in questo caso abbiamo apprezzato la cura riservata a un'esperienza pensata principalmente per le famiglie, ma piacevole anche per chi, come noi, ama le dark ride e le ambientazioni fantastiche.
Sempre in Islanda si trova Fjord-Rafting, un percorso acquatico a bordo di grandi gommoni circolari che attraversano rapide, cascate e tratti particolarmente movimentati. I veicoli ruotano liberamente seguendo la corrente, rendendo imprevedibile la posizione dei passeggeri rispetto agli spruzzi e alle onde. Avremmo voluto provarlo, ma osservando dall'esterno la quantità d'acqua che investiva alcuni gommoni abbiamo preferito rinunciare: con le onde che si formavano lungo il percorso, il rischio di uscire completamente bagnati ci sembrava decisamente alto. Lo abbiamo quindi lasciato tra le attrazioni da recuperare in una prossima visita, magari in una giornata più calda.
Whale Adventures – Northern Lights è invece un'attrazione acquatica interattiva a bordo di piccole imbarcazioni dotate di cannoni ad acqua, con cui colpire i bersagli disseminati lungo il percorso. L'ambientazione richiama un villaggio di pescatori nordico e un viaggio tra i ghiacci, con una grande balena che emerge dall'acqua e suggestivi effetti luminosi ispirati all'aurora boreale. Il funzionamento è semplice, ma l'esperienza è divertente, soprattutto per la possibilità di interagire con gli elementi scenografici e con le altre imbarcazioni. Un'altra attrazione che abbiamo apprezzato per la sua ambientazione e che contribuisce alla varietà dell'offerta del quartiere islandese. È un'attrazione semplice dal punto di vista meccanico, ma ben inserita nel contesto islandese, con una componente interattiva che la rende piacevole anche per gli adulti.
Russia, l'ultimo periodo di Euro-Mir e il fascino delle vecchie dark ride
Il quartiere russo è stato uno di quelli che ci hanno lasciato i ricordi più particolari, soprattutto per la presenza di attrazioni molto diverse da quelle che si trovano nelle aree più recenti.
La più evidente è Euro-Mir, con le sue grandi torri specchiate che dominano il quartiere. Inaugurato nel 1997, è uno spinning coaster, nel quale i vagoni possono ruotare durante la corsa, alternando tratti affrontati in avanti e all'indietro. L'esperienza comincia con una lunga salita a spirale all'interno delle torri, accompagnata da una colonna sonora elettronica diventata uno degli elementi più riconoscibili dell'attrazione. Raggiunta la sommità, i vagoni iniziano a ruotare e affrontano il percorso esterno, con curve e discese che possono risultare piuttosto brusche. Euro-Mir non ha la fluidità dei coaster MACK più recenti e la corsa si fa sentire, ma conserva un carattere inconfondibile, profondamente legato all'estetica e alle soluzioni tecniche degli anni Novanta.
La nostra visita è arrivata proprio negli ultimi mesi di attività dell'attrazione. Il 9 gennaio 2027 è prevista la chiusura definitiva di Euro-Mir, che lascerà spazio a un nuovo family coaster MACK Rides, con apertura programmata per il 2028. Il progetto manterrà il tema dell'esplorazione spaziale e sarà sviluppato anche in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Europea.
A pochi passi si trova un'altra attrazione che ci ha conquistati, anche se per ragioni completamente diverse: Slitta di Fiocco di neve, o Schlittenfahrt Schneeflöckchen.
Inaugurata nel 1998, è una piccola dark ride che accompagna i visitatori attraverso un mondo ispirato alle fiabe russe. Si sale a bordo di una slitta e si attraversano ambientazioni invernali popolate da personaggi meccanici, animali e figure fiabesche, tra cui due piccoli orsi e il Re dell'inverno.
Le scene sembrano piccoli teatrini animati. I movimenti sono essenziali, le scenografie hanno un aspetto artigianale e le luci contribuiscono a creare un'atmosfera quasi sospesa. C'è qualcosa di molto affascinante in queste figure meccaniche che continuano a raccontare una storia con mezzi semplici, senza ricorrere a schermi o effetti spettacolari.
Con la futura trasformazione dell'area di Euro-Mir, anche il quartiere russo cambierà inevitabilmente aspetto. Al momento non è stata annunciata ufficialmente la chiusura di Slitta di Fiocco di neve, ma siamo comunque contenti di averla scoperta nella sua forma attuale.
Il quartiere portoghese e Atlantica SuperSplash
Il quartiere portoghese è dominato dall'imponente struttura di Atlantica SuperSplash, un water coaster di MACK Rides inaugurato nel 2005 e ispirato all'epoca delle grandi esplorazioni marittime. L'ambientazione ricostruisce un porto affacciato sull'Atlantico, tra edifici dalle facciate chiare, fortificazioni, terrazze e il grande veliero Santa Marian, che contribuisce a dare alla zona un'identità ben riconoscibile. A differenza di altri quartieri del parco, qui è soprattutto l'attrazione principale a caratterizzare il paesaggio, con il suo tracciato che si innalza sopra gli edifici e la grande discesa ben visibile anche da lontano.
Atlantica SuperSplash è un'attrazione acquatica piuttosto particolare, a metà strada tra un roller coaster e un tradizionale percorso su barche. I veicoli, che possono ospitare fino a sedici persone, vengono sollevati a circa 30 metri d'altezza prima di raggiungere una piattaforma rotante che li orienta all'indietro. Segue una breve discesa in retromarcia, di circa nove metri, prima che una seconda piattaforma riporti le imbarcazioni nella direzione corretta. A quel punto arriva il momento più spettacolare: una discesa che raggiunge gli 80 km/h e termina con un enorme splashdown, sollevando una parete d'acqua visibile da buona parte del quartiere. La particolarità di Atlantica sta proprio in questa successione di movimenti, con le rotazioni e il breve tratto all'indietro che rendono la salita verso la discesa finale meno prevedibile rispetto a quella di un normale log flume. Anche da terra è divertente osservare le imbarcazioni che precipitano nel bacino e le onde che si sollevano al loro passaggio, mentre l'ambientazione portuale offre una cornice particolarmente adatta a un'attrazione di questo tipo.
Austria e le altre sorprese di Halloween
Il quartiere austriaco ricostruisce un paesaggio alpino fatto di pareti rocciose, cascate, ponti e piccoli edifici in legno. Al centro si trova la Valle Incantata dei Diamanti, completamente ricostruita e riaperta nel 2024 dopo l'incendio dell'anno precedente. La nuova ambientazione è popolata dagli Yomi, piccole creature fantastiche che si nascondono tra le rocce e le grotte, e ospita due attrazioni storiche del parco.
La prima è Alpenexpress Enzian, un powered coaster di MACK Rides inaugurato originariamente nel 1984 e ricostruito nel 2024. Il treno, che riproduce una piccola locomotiva da miniera con i relativi vagoni, percorre un tracciato tra montagne artificiali, gallerie e cascate, raggiungendo i 45 km/h. A differenza dei coaster tradizionali, il convoglio è azionato da un sistema motorizzato e non necessita di una salita iniziale per gravità. La corsa prevede due giri consecutivi e, pur essendo pensata per le famiglie, mantiene un ritmo piacevole, con curve e passaggi ravvicinati alle rocce. Ci è piaciuta soprattutto l'atmosfera da vecchia ferrovia mineraria, ulteriormente valorizzata dalla ricostruzione della valle.
Accanto al coaster si sviluppa Tiroler Wildwasserbahn. A bordo di imbarcazioni a forma di tronco, i visitatori attraversano un paesaggio alpino fatto di pareti rocciose, cascate e gallerie scavate nella montagna, alternando tratti di navigazione tranquilla a salite meccaniche e discese più movimentate, con inevitabili spruzzi d'acqua.
Durante Halloween il quartiere ospita anche Trick or Treat – Funfair, una piccola fiera stagionale dedicata soprattutto ai bambini. Più delle singole installazioni, però, abbiamo apprezzato il modo in cui le decorazioni autunnali si inserivano nel paesaggio montano, già molto suggestivo di suo. Durante le nostre due giornate abbiamo cercato di dedicare tempo anche agli allestimenti e agli spettacoli stagionali, che contribuiscono a rendere particolarmente piacevole una visita autunnale.
Il Bosco delle Fiabe e il Regno dei Minimei
A poca distanza dal quartiere austriaco si entra nel Bosco delle Fiabe dei fratelli Grimm, un'area autonoma del parco che ricrea un piccolo villaggio popolato dai personaggi delle fiabe tradizionali tedesche. Le case hanno tetti spioventi, facciate colorate e finestre dietro le quali si nascondono scene animate dedicate a racconti come Hansel e Gretel, Raperonzolo, Cenerentola e La bella addormentata. Alcune installazioni invitano i visitatori a interagire con i personaggi, altre funzionano come piccoli teatrini meccanici. È un luogo da esplorare a piedi e senza fretta, curiosando nelle case e soffermandosi sulle scenografie. Abbiamo trovato particolarmente piacevole proprio questo carattere un po' antiquato, che ricorda i parchi fiabeschi europei di una volta.
Il vicino Regno dei Minimei cambia completamente scala e ambientazione. Ispirata alla trilogia cinematografica Arthur e il popolo dei Minimei di Luc Besson, l'area immagina il mondo dal punto di vista di creature minuscole: foglie gigantesche, fiori enormi, radici intrecciate e insetti fuori scala trasformano l'ambiente in una sorta di foresta fantastica. La parte principale si sviluppa all'interno di un grande edificio, con attrazioni, percorsi e strutture di gioco integrati nella scenografia.
L'attrazione principale è ARTHUR, inaugurata nel 2014 e realizzata da MACK Rides. Si tratta di un inverted powered coaster che combina le caratteristiche di una dark ride con quelle di un coaster sospeso e motorizzato. I passeggeri viaggiano su gondole appese al binario superiore, capaci di ruotare per orientare lo sguardo verso le diverse scene. Il percorso, lungo circa 500 metri, alterna ambienti interni ed esterni, attraversando il mondo dei Minimei tra creature fantastiche, effetti speciali e accelerazioni improvvise. La particolarità sta proprio nel passaggio dalle scene narrative, affrontate a velocità contenuta, ai tratti più dinamici, in cui il veicolo acquista velocità e sfrutta le curve del tracciato. Abbiamo trovato interessante soprattutto la soluzione tecnica, che permette di raccontare una storia senza rinunciare al movimento e alle sensazioni di un coaster. Anche l'ambientazione contribuisce molto all'esperienza, con una quantità di dettagli che rende convincente l'illusione di essersi rimpiccioliti.
Gli spettacoli di Europa-Park durante Halloween
Oltre alle numerose attrazioni, Europa-Park propone un ricco programma di spettacoli dal vivo, che durante il periodo di Halloween si arricchisce di produzioni a tema. Tra le proposte del 2026 figurano The Dark Wedding, uno spettacolo ambientato durante un matrimonio dalle atmosfere gotiche, e Venezia Macabra, una produzione musicale che mescola costumi elaborati e suggestioni horror. A questi si aggiunge la tradizionale parata di Halloween, con carri, ballerini e personaggi in costume che attraversano i viali del parco.
Con soltanto due giorni a disposizione, abbiamo dovuto fare una selezione e siamo riusciti ad assistere a un solo spettacolo: Surpr'Ice presents The Vampire Circus on Ice, ospitato nell'Ice Stadium del quartiere greco. La produzione, della durata di circa trenta minuti, trasforma la pista di pattinaggio in un insolito circo popolato da vampiri e creature della notte. I pattinatori si alternano in numeri acrobatici, coreografie di gruppo e momenti più teatrali, accompagnati da musiche, costumi e scenografie che richiamano l'estetica del circo gotico. Nonostante l'ambientazione macabra, il tono rimane piuttosto leggero e adatto anche alle famiglie. Una pausa di mezz'ora che abbiamo inserito volentieri tra un coaster e l'altro e che ci ha fatto venire voglia, in una prossima visita, di dedicare più tempo anche all'offerta di intrattenimento del parco.
Rulantica: una serata tra scivoli, piscine e mitologia nordica
Dopo la prima giornata a Europa-Park abbiamo deciso di prolungare la visita al resort trascorrendo la serata a Rulantica, il grande parco acquatico inaugurato nel 2019. Abbiamo scelto il biglietto serale, con ingresso a partire dalle 19:00, una soluzione particolarmente comoda per chi vuole dedicare la giornata alle attrazioni di Europa-Park e approfittare delle ultime ore di apertura del parco acquatico. Nonostante la giornata già piuttosto intensa, la scelta si è rivelata azzeccatissima: siamo riusciti a provare praticamente tutti gli scivoli, molti anche più di una volta, e ci siamo lasciati conquistare tanto dalle attrazioni quanto dalla suggestiva atmosfera serale.
Rulantica colpisce innanzitutto per le dimensioni e per la cura delle scenografie. Il parco prende il nome da un'isola immaginaria del Mare del Nord e sviluppa un universo fantastico ispirato alla mitologia nordica, alle leggende marinare e al mondo vichingo. L'ambientazione comprende villaggi di pescatori, relitti, grotte, scogliere e creature fantastiche, con una particolare attenzione ai dettagli architettonici e decorativi. Gran parte delle attrazioni si concentra all'interno di un enorme edificio, la cui struttura ricorda quella di un gigantesco hangar, ma che al suo interno ospita ambienti molto diversi tra loro. Gli scivoli si intrecciano a varie altezze sopra piscine, passerelle e costruzioni tematizzate, mentre ponti, scale e terrazze permettono di osservare dall'alto buona parte del complesso. Nonostante le dimensioni, ogni area conserva una propria identità e spostarsi dall'una all'altra è già parte del divertimento.
Tra le zone più caratteristiche c'è Trølldal, dedicata alle famiglie e popolata da troll e altre creature fantastiche, con giochi d'acqua e scivoli più piccoli. Rangnakor, invece, ricrea una cittadina nordica con edifici in legno e facciate colorate, all'interno della quale si sviluppano diversi scivoli. Vinterhal è dominata da un'imponente ambientazione glaciale, tra pareti rocciose, ghiaccio e creature marine, mentre Skip Strand ospita una grande piscina a onde, circondata da scenografie che richiamano un porto nordico. Il risultato è un parco acquatico che invita continuamente all'esplorazione, anche al di là delle singole attrazioni.
L'effetto d'insieme è particolarmente riuscito la sera, quando l'illuminazione artificiale valorizza le scenografie e crea un'atmosfera quasi fiabesca. Le luci riflesse sull'acqua, gli edifici illuminati e gli scivoli che attraversano gli ambienti a diverse altezze rendono Rulantica molto suggestivo anche semplicemente da osservare. L'atmosfera serale è stata senza dubbio uno degli aspetti che abbiamo apprezzato maggiormente.
Anche l'offerta di attrazioni ci ha pienamente soddisfatti. Tra quelle più particolari spicca Vikingløp, un imponente complesso di scivoli da gara che permette di sfidare gli altri visitatori lungo diversi tracciati paralleli. Decisamente più adrenalinico è Dugdrob, uno scivolo a caduta libera che inizia all'interno di una capsula verticale: dopo un breve conto alla rovescia, il pavimento si apre improvvisamente sotto i piedi, lasciando precipitare il corpo nel tubo sottostante. È una partenza che mette alla prova soprattutto nei secondi di attesa, quando si rimane sospesi senza sapere esattamente quando arriverà il momento della caduta.
Una parte importante dell'offerta è costituita dagli scivoli da percorrere a bordo di gommoni, singolarmente o in coppia. Alcuni propongono discese piuttosto veloci e curve serrate, altri sfruttano grandi sezioni circolari e cambi di pendenza che fanno oscillare il gommone da una parete all'altra. Abbiamo apprezzato soprattutto queste attrazioni, che abbiamo ripetuto più volte, divertendoci anche a confrontare le sensazioni delle diverse discese. La possibilità di condividere l'esperienza rende gli scivoli con i gommoni particolarmente coinvolgenti e contribuisce a distinguerli da quelli più tradizionali.
A completare l'offerta ci sono piscine a onde, percorsi acquatici più tranquilli, aree relax e vasche riscaldate. Questa varietà permette di alternare continuamente attrazioni adrenaliniche e momenti di pausa, senza che la visita diventi monotona. Abbiamo trovato particolarmente piacevole anche il contrasto tra il clima caldo e umido degli ambienti interni e l'aria fresca di fine settembre, soprattutto nelle zone che mettono in comunicazione il parco coperto con gli spazi esterni.
Un altro aspetto che ci ha colpiti è stata l'organizzazione generale. Nonostante le dimensioni e la quantità di attrazioni, Rulantica ci è sembrato molto semplice da vivere: gli spazi sono ben distribuiti, i percorsi risultano intuitivi e la gestione degli scivoli è efficiente. Anche gli spogliatoi, i servizi e le aree comuni contribuiscono alla sensazione di trovarsi in una struttura moderna, progettata con attenzione sia all'esperienza dei visitatori sia agli aspetti pratici. Grazie anche all'affluenza della serata, siamo riusciti a provare praticamente tutto, spesso tornando più volte sulle attrazioni che ci erano piaciute di più.
Siamo usciti da Rulantica davvero entusiasti. Pur avendo sfruttato intensamente le ore a disposizione, ci è rimasta la voglia di tornarci e trascorrervi più tempo. Ci piacerebbe soprattutto visitarlo di giorno, magari durante una bella giornata di sole, per vivere con maggiore calma le piscine e gli spazi all'aperto, che con il buio abbiamo potuto apprezzare solo in parte. L'area esterna, con le sue piscine, le zone verdi e gli ulteriori scivoli, merita certamente un'esplorazione più approfondita. La visita serale, però, ha un fascino tutto suo: tra le scenografie illuminate e la possibilità di continuare a divertirsi anche dopo la chiusura di Europa-Park, è stata una delle esperienze più belle dell'intero soggiorno.
Due giorni bastano per visitare Europa-Park?
Per noi, no.
Con due giornate a disposizione si riescono a provare molti dei coaster principali e a esplorare buona parte dei quartieri, soprattutto organizzando il percorso e sfruttando i momenti in cui le code sono più brevi. Il problema è che Europa-Park offre continuamente qualcosa che invita a fermarsi.
Si può entrare in un teatro per curiosità e ritrovarsi davanti a settanta uccelli meccanici che cantano, oppure scoprire una piccola dark ride nascosta tra gli edifici e apprezzarla quanto un coaster di ultima generazione.
Ripensando al viaggio, accanto a Voltron, blue fire e WODAN ci vengono subito in mente il Carnevale di Venezia, le scenografie del Castello dei Medici, gli chalet svizzeri e le figure animate di Slitta di Fiocco di neve.
È questa varietà ad averci colpiti più di tutto. Europa-Park conserva attrazioni storiche, spettacoli animatronici e ambientazioni che sembrano appartenere a un'altra epoca, continuando allo stesso tempo a investire in coaster tecnologicamente avanzati.
Visitarlo durante Halloween, tra decorazioni autunnali e spettacoli stagionali, ci ha permesso di apprezzare ancora di più questo contrasto. E le tante cose che non siamo riusciti a fare sono già un buon motivo per tornare.