Quando si pronuncia il nome di Joe Hisaishi, la mente del grande pubblico corre immediatamente alle immortali melodie composte per lo Studio Ghibli di Hayao Miyazaki o ai capolavori malinconici del cinema di Takeshi Kitano. Esiste tuttavia un periodo della carriera di Hisaishi, collocabile a metà degli anni 80, in cui il compositore stava ancora sperimentando la propria voce artistica, muovendosi tra l'avanguardia elettronica e la grandiosità della musica sinfonica occidentale. Il 1986 è l'anno chiave di questa evoluzione: mentre lavora alle musiche delicate e sognanti di Laputa - Castello nel cielo, Hisaishi accetta la sfida lanciata da Yoshikazu Yasuhiko e dallo studio Sunrise per comporre la colonna sonora di Arion.
Arion apre il 22, 23 e 24 giugno, l'attesissima nuova stagione di Anime al Cinema, l’esclusivo progetto cinematografico targato Nexo Studios che da anni porta sul grande schermo i più memorabili capolavori dell’animazione giapponese. Cultura POP partecipa ufficialmente all'iniziativa in veste di media partner, affiancando i prestigiosi partner J-POP Manga, MYmovies, Manga Tv e ANiME GENERATION.
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Joe Hisaishi e la colonna sonora di Arion
La partitura musicale scritta per Arion si discosta nettamente dalla solarità lirica tipica delle sue successive produzioni Ghibli. Di fronte a una tragedia greca cupa e violenta, Hisaishi risponde con una colonna sonora monumentale, barocca, drammatica e pervasa da un senso di epica fatalità. È una delle opere musicalmente più dense e complesse del compositore giapponese, una vera e propria sinfonia cinematografica in cui ogni singola traccia funge da pilastro portante per l'impalcatura visiva del film, dimostrando una versatilità compositiva straordinaria.
Seguendo la grande tradizione dei compositori cinematografici occidentali, Hisaishi imposta la colonna sonora di Arion su una rigida e raffinata struttura a leitmotiv (temi ricorrenti). Ogni personaggio principale, ogni fazione in lotta sull'Olimpo possiede una precisa identità musicale che evolve parallelamente allo sviluppo degli eventi narrativi.
Il tema di Arion, ad esempio, si affida a ottoni solenni come trombe e corni, che vengono subito seguiti da archi orchestrali in tonalità minore. Questa scelta musicale rappresenta l'eroismo tragico del protagonista: non si tratta di una classica marcia trionfale bensì di una melodia carica di malinconia e solitudine, profondamente legata al peso del destino che grava sul ragazzo.
In netto contrasto troviamo il tema di Resphone, costruito sull'uso di legni delicati (flauto traverso e oboe) accompagnati dall'arpa e da soffici tastiere elettroniche. Questa delicata composizione incarna l'innocenza, la purezza e l'amore speranzoso che sopravvivono all'interno di un mondo devastato dalla guerra e dalla corruzione degli dei. Infine, la minacciosa Marcia dell'Olimpo è caratterizzata da percussioni pesanti e cadenzate, ottoni aggressivi e linee di basso sintetico opprimenti. Questo brano accompagna le marce dei soldati e le imponenti apparizioni di Zeus, esprimendo perfettamente la pomposità imperiale, l'incombente minaccia totalitaria e la natura intrinsecamente spietata del potere divino.
I sintetizzatori in Arion non sostituiscono l'orchestra, ma la espandono, creando texture sonore aliene che descrivono la natura ultraterrena e tecnologica degli Dei dell'Olimpo. Quando la scena si sposta sulle navi da guerra volanti di Apollo o sui fulmini distruttivi di Zeus, i suoni sintetici si intrecciano con i violini e i timpani della Tokyo Philharmonic Orchestra. Questa fusione ibrida genera un contrasto sonoro formidabile: l'orchestra rappresenta la carne, l'umanità e la terra; l'elettronica incarna la freddezza artificiale, immortale e spietata delle divinità. Questa intuizione strutturale impedisce alla musica di invecchiare, mantenendone intatta l'efficacia drammatica.
L'impatto emotivo e la struttura del ritmo narrativo
La maestria del sensei Hisaishi in Arion si manifesta non solo nella ricchezza delle melodie, ma anche nella gestione dei silenzi e dei picchi dinamici. La colonna sonora non è un tappeto sonoro continuo che satura le scene, ma un partner coreografico della regia di Yasuhiko. Nelle sequenze più introspettive, come la discesa di Arion negli Inferi o i dialoghi dolorosi con la madre cieca Demetra, la musica si fa rarefatta, riducendosi a poche, isolate note di pianoforte o a un sussurro di archi che amplifica il senso di vuoto e claustrofobia psicologica.
Al contrario, durante le colossali scene di battaglia, Hisaishi scatena la piena potenza orchestrale, utilizzando tempi dispari e armonie dissonanti che sottolineano la brutalità del conflitto. La musica non glorifica la guerra, ma ne sottolinea la natura tragica e distruttiva. La colonna sonora di Arion rimane una pietra miliare assoluta nella carriera di Joe Hisaishi: un saggio di pura epica cinematografica che ha dimostrato al mondo come l'animazione giapponese potesse ambire alle stesse vette musicali del grande cinema hollywoodiano ed europeo.